Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31847 del 05/12/2019

Cassazione civile sez. VI, 05/12/2019, (ud. 11/07/2019, dep. 05/12/2019), n.31847

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26508-2018 proposto da:

COMUNE di CAPACCIO PAESTUM, in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato EMILIO GRIMALDI;

– ricorrente –

contro

B.D., AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 671/2018 del TRIBUNALE di SALERNO, depositata

il 05/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’11/07/2019 dal Consigliere Relatore Dott. TEDESCO

GIUSEPPE.

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

Il Tribunale di Salerno, nel definire in grado d’appello la causa promossa B.D. nei confronti di Equitalia Sud S.p.A. e del Comune di Capaccio Pestum, rigettava il gravame proposto dal B., che condannava al pagamento delle spese di lite in favore degli appellati, che liquidava nella somma di Euro 450,00.

Per la cassazione della sentenza il Comune di Capaccio Pestum ha proposto ricorso, sulla base di un solo motivo, con il quale censura la sentenza, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perchè il tribunale ha liquidato importi inferiore al minimo della tariffa di cui al D.M. n. 55 del 2014. Si sostiene ancora che il valore minimo previsto per la fase di istruzione deriva dalla riduzione del parametro del 30% e non del 70%, dovendosi intendere nei predetti termini la previsione del citato D.M. n. 55 del 2014 quando precisa che per la fase istruttoria l’aumento è di regola fino al 100% e la diminuzione di regola fino al 70 %.

Si sostiene ancora, ferme le censure di cui sopra, che la liquidazione doveva essere operata in base ai valori medi.

Gli intimati sono rimasti tali.

Su proposta del relatore, che riteneva che il ricorso fosse manifestamente fondato relativamente alla denuncia della violazione dei minimi tariffari, con la conseguente possibilità di definizione nelle forme di cui all’art. 380-bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), il presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio.

Il ricorrente ha depositato memoria.

Il motivo è fondato nei limiti di seguito indicati.

Nel caso in esame, diversamente dalla proposta del relatore, va riconosciuto il compenso anche per la fase istruttoria, con la precisazione che l’espressione contenuta alla fine del D.M., art. 4, secondo cui per tale fase la diminuzione rispetto al parametro può essere di regola fino al 70 per cento, va interpretata, in conformità al suo chiaro tenore letterale, nel senso che l’importo minimo liquidabile corrisponde al 30 per cento del valore medio (Cass. n. 7482/2019).

Va invece condivisa la proposta del relatore nella parte in cui si richiama il principio, consolidato nella giurisprudenza della Corte, secondo cui l’esercizio del potere discrezionale del giudice contenuto tra i valori minimi e massimi non è soggetto a sindacato in sede di legittimità (Cass. 12537/2019).

“In tema di liquidazione delle spese processuali successiva al D.M. n. 55 del 2014, non trova fondamento normativo un vincolo alla determinazione secondo i valori medi ivi indicati, dovendo il giudice solo quantificare il compenso tra il minimo ed il massimo delle tariffe, a loro volta derogabili con apposita motivazione” (Cass. n. 2386/2017).

Ciò posto la liquidazione operata nel caso di specie per l’importo di Euro 450,00, tenuto conto del valore della causa, compresa nello scaglione da Euro 1.100,00 a 5.200,00, si pone sotto al minimo, pari a Euro 1.035,00: fase di studio Euro 202,50; fase introduttiva Euro 202,50; fase istruttoria Euro 243,00; fase decisoria Euro 405,00.

Entro questi limiti il ricorso va accolto, con rinvio al Tribunale di Salerno in persona di diverso magistrato che liquiderà i compensi attenendosi ai criteri sopra indicati e liquiderà le spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie, nei limiti di cui in motivazione, il ricorso; cassa la sentenza;

rinvia al Tribunale di Salerno in persona di diverso magistrato anche per le spese.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6 – 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 11 luglio 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 dicembre 2019

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