Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31803 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. III, 04/11/2021, (ud. 21/05/2021, dep. 04/11/2021), n.31803

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI FLORIO Antonella – rel. Presidente –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 33236/2019 proposto da:

B.S., rappresentato e difeso dall’avv.to LEONARDO BARDI,

elettivamente domiciliato presso la Cancelleria civile della Corte

di Cassazione, in Roma, piazza Cavour;

– ricorrente –

contro

COMMISSIONE TERRITORIALE DI MILANO PER IL RICONOSCIMENTO DELLA

PROTEZIONE INTERNAZIONALE;

MINISTERO DELL’INTERNO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende;

– resistente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di MILANO n. 7886/2019 depositata

l’08/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

21/05/2021 dal Consigliere Dott. ANTONELLA DI FLORIO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. B.S., proveniente dalla Guinea, ricorre affidandosi a tre motivi per la cassazione del decreto del Tribunale di Milano che aveva rigettato la domanda di protezione internazionale declinata in tutte le forme gradate, proposta in ragione del diniego a lui opposto in sede amministrativa dalla competente Commissione territoriale.

2. Il Ministero dell’Interno ha depositato “atto di costituzione” non notificato al ricorrente, chiedendo di poter partecipare alla eventuale udienza di discussione della causa ex art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con il primo motivo, il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, comma 11, lett. a) e b).

1.1. Lamenta, al riguardo, che il Tribunale di Milano aveva omesso di procedere all’audizione del ricorrente nonostante che non fosse stata trasmessa la video registrazione dell’ascolto tenutosi in sede amministrativa dinanzi alla commissione territoriale. Assume che ciò avrebbe determinato la nullità del dell’intero procedimento.

2. Con il secondo motivo, lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 1, n. 4 e dell’art. 5, comma 6 TUI, nonché del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, in relazione all’art. 10 Cost..

3. Con il terzo motivo deduce altresì l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato già oggetto di discussione fra le parti.

3.1. Lamenta, in relazione ad entrambi i motivi, che la Corte d’appello pur ritenendo “delicata” la situazione socio politica in cui versava il paese di provenienza e le persistenti criticità segnalate – aveva omesso di assumere informazioni attendibili ed aggiornate sulle condizioni del paese di origine, ed aveva altresì sottovalutato il rischio dell’epidemia di ebola che affliggeva l’intero paese.

3.2. Si duole, inoltre, del fatto che non erano stati valutati affatto i seri motivi di carattere umanitario idonei a giustificare il riconoscimento della protezione umanitaria invocata.

4. Preliminarmente deve essere, tuttavia, rilevata l’inammissibilità del ricorso per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3.

4.1. Si osserva, infatti, che le censure proposte sono completamente prive, sia in premessa che nel loro sviluppo, della sommaria esposizione del fatto come prescritto dall’art. 366 c.p.c., n. 3, che risulta, dunque, inosservato.

4.2. Al riguardo, questa Corte ha affermato il principio, ormai consolidato, secondo cui nel ricorso per cassazione è essenziale il

requisito, prescritto dall’art. 366 c.p.c., n. 3, dell’esposizione sommaria dei fatti sostanziali e processuali della vicenda, con la conseguenza che la relativa mancanza determina l’inammissibilità del ricorso, essendo la suddetta esposizione funzionale alla comprensione dei motivi nonché alla verifica dell’ammissibilità, pertinenza e fondatezza delle censure proposte.(cfr. Cass. 10072/2018; Cass. 7025/2020).

4.3. Nel caso in esame, le generiche censure contenute nei motivi proposti, sono riferite ad una vicenda sostanziale che rimane del tutto oscura, sia rispetto al racconto del richiedente che è stato oggetto di valutazione del Tribunale, sia in relazione alle censure prospettate che sono del tutto prive di ogni riferimento alle corrispondenti allegazioni spiegate in primo grado: ciò non consente a questa Corte di apprezzare gli errori che sono stati denunciati.

5. Non sono dovute spese, atteso che il ricorso viene deciso in adunanza camerale, in relazione alla quale – assente la discussione orale – l’atto di costituzione del Ministero risulta irrilevante ex art. 370 c.p.c., comma 1.

6. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello cui è tenuto per il ricorso proposto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

PQM

La Corte;

dichiara l’inammissibilità del ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello cui è tenuto per il ricorso proposto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 21 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

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