Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3180 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 02/02/2022, (ud. 26/01/2022, dep. 02/02/2022), n.3180

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – rel. Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 2683/2013 di R.G. proposto da:

I.BI. COSTRUZIONI SAS DI IERULLI ANTONIO & C. IN LIQUIDAZIONE,

rappresentata e difesa dall’avv. Claudio Pellicciari e dall’avv.

Alessandro Tomassini, elettivamente domiciliata in Roma, via Aterno,

n. 9, presso lo studio dell’avv. Claudio Pellicciari.

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato.

– controricorrente –

E sul successivo ricorso senza numero di R.G. proposto da:

B.L., rappresentato e difeso dall’avv. Claudio

Pellicciari e dall’avv. Alessandro Tomassini, elettivamente

domiciliato in Roma, via Aterno, n. 9, presso lo studio dell’avv.

Claudio Pellicciari.

– ricorrente successivo –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato.

– controricorrente al ricorso successivo

E

sul successivo ricorso senza numero di R.G. proposto da:

I.A., rappresentato e difeso dall’avv. Claudio Pellicciari

e dall’avv. Alessandro Tomassini, elettivamente domiciliato in Roma,

via Aterno, n. 9, presso lo studio dell’avv. Claudio Pellicciari.

– ricorrente successivo –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato.

– controricorrente al ricorso successivo –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del

Piemonte, sezione n. 38, n. 62/38/12, depositata in data 21/06/2012.

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 26 gennaio 2022

dal Consigliere Riccardo Guida.

Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

generale Tommaso Basile che ha chiesto, testualmente, “in subordine

all’accertamento circa l’avvenuta sanatoria, l’accoglimento del

primo motivo”;

udito l’avv. Claudio Pelliccieri;

udito l’avv. Giovanni Palatiello per l’Avvocatura Generale dello

Stato.

 

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. I.BI. Costruzioni Sas di I.A. & C. in liquidazione, ed i soci I.A. e B.L., con distinti ricorsi, impugnarono gli avvisi di accertamento con i quali – al termine di una verifica fiscale nei confronti della società, per l’anno d’imposta 2005, da cui erano emerse l’irregolare tenuta del libro degli inventari e la mancata contabilizzazione di ricavi da cessione di appartamenti – erano ripresi a tassazione maggiori redditi non dichiarati, ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, quanto alla società, e ai fini dell’Irpef, quanto al reddito di partecipazione dei soci.

2. La Commissione tributaria provinciale di Torino, riuniti i ricorsi, li accolse con sentenza (n. 19/03/11) avverso la quale l’ufficio finanziario propose appello; la Commissione tributaria regionale del Piemonte, con la sentenza in epigrafe, emessa nel contraddittorio della società e dei soci, in parziale accoglimento del gravame, ha rideterminato i ricavi nella differenza tra il valore degli immobili ricalcolato dall’Agenzia in Euro 1.187.715,81 e il valore dichiarato di Euro 1.042.745,00, ed ha confermato nel resto la pronuncia di primo grado.

3. La società ricorre per la cassazione di questa sentenza con due motivi; ciascun socio ha proposto ricorso successivo, affidato a otto motivi; l’Agenzia resiste con tre distinti controricorsi.

4. Con istanza datata 21/01/2020, i contribuenti hanno chiesto la sospensione del giudizio, dando atto di avere presentato, il 30/05/2019, in relazione agli accertamenti oggetto del giudizio, domande di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, ai sensi del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, artt. 6,7, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136, e di avere provveduto al pagamento (con modello F24), della prima rata degli importi dovuti per la definizione agevolata. L’istanza di sospensione del giudizio è corredata della documentazione di riscontro. La stessa istanza è stata riproposta con la memoria ex art. 378 c.p.c., datata 04/01/2022, depositata (con allegati) in via telematica in prossimità di questa pubblica udienza.

5. Con ordinanza emessa nell’adunanza camerale del 28/01/2020, la Corte (in diversa composizione) ha sospeso il giudizio ed ha rinviato la causa a nuovo ruolo.

6. Entro il 31/12/2020 nessuna delle parti ha presentato l’istanza di trattazione di cui al cit. D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 13, né risulta intervenuto diniego della definizione, poi impugnato. Pertanto, ai sensi dell’art. 6, tale comma 13, il processo si è estinto con il decorso del termine del 31 dicembre 2020. Come disposto dall’ultimo periodo del comma 13, le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate. D’altra parte il principio secondo cui le spese del giudizio estinto restano a carico della parte che le ha anticipate è sancito, in via generale, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, comma 3.

7. La declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (negli stessi termini, Cass. 08/07/2021, n. 19419, nonché Cass. 12/10/2018, n. 25485, in tema di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, ex art. 11, conv. con mod. dalla L. n. 96 del 2017; ed infine Cass. 10/10/2019, n. 25529, in tema di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, conv. con mod. dalla L. n. 225 del 2016).

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio.

Così deciso in Roma, il 26 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA