Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31784 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 04/11/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 04/11/2021), n.31784

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. CAPOZZI Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12662-2020 proposto da:

INTESA SANPAOLO SPA, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE ZANARDELLI

34, presso lo studio dell’avvocato MENICHETTI SARA, rappresentata e

difesa unitamente dagli avvocato PADOVANI FRANCESCO, RUSSO PASQUALE;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI SAN FERMO DELLA BATTAGLIA, in persona del Sindaco pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE

II, 18, presso lo studio dell’avvocato PECORILLA GIUSEPPE,

rappresentato e difeso dall’avvocato SUPPA MARIA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3490/15/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA LOMBARDIA, depositata il 18/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 14/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. CAPRIOLI

MAURA.

 

Fatto

FATTO e DIRITTO

Considerato che

Mediocredito Italiano spa, impugnava davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Como gli avvisi di accertamento relativi all’Imu 2012 al 2015 riguardante l’immobile sito nel Comune di Fermo della Battaglia concesso in locazione finanziaria alla società Costruzioni Generali s.p.a..

La Commissione Tributaria Provinciale di Como accoglieva parzialmente il ricorso della contribuente limitatamente all’irrogazione delle sanzioni.

La sentenza veniva impugnata da Medio Credito s.p.a. e la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia respingeva l’appello rilevando che con la risoluzione del contratto il bene ritorna nel possesso qualificato del proprietario indipendentemente dalla riconsegna dell’immobile e che legittimamente erano stati pretesi gli interessi sulle somme richieste in quanto nella specie non poteva ritenersi sussistenti un legittimo affidamento del contribuente rispetto alle indicazioni dell’Autorità finanziaria di cui al D.M. n. 2012, ex art. 10, comma 2, Statuto del contribuente.

Al riguardo precisava che la disposizione regolamentare aveva riguardo al solo obbligo dichiarativo chiarendo che in caso di risoluzione anticipata del contratto il solo soggetto passivo dell’imposta è la società di leasing

Avverso la sentenza della CTR ha proposto ricorso per Cassazione la società contribuente Intesa San Paolo, quale incorporante Mediocredito Italiano s.p.a. affidandosi a due motivi illustrati da memoria.

Il Comune si è costituito depositando controricorso.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

Con il primo motivo di impugnazione la ricorrente denuncia la nullità della sentenza per la violazione del D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 8, comma 2 e art. 9, comma 1, e dell’art. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Censura in particolare la CTR nella parte in cui non ha riconosciuto che la soggettività passiva dell’Imu in capo all’utilizzatore di immobile concesso in locazione finanziaria perdura sino alla data di consegna dell’immobile.

Con un secondo motivo denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 10, commi 2 e 3, del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6, comma 2, e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8, per la mancata disapplicazione degli interessi moratori per essersi il contribuente conformato a indicazioni contenute in atti dall’amministrazione finanziaria.

Il primo motivo è infondato.

Viene sottoposta all’esame di questa Corte la questione della individuazione del soggetto passivo dell’IMU relativa ad un bene immobile concesso in locazione finanziaria nell’ipotesi, tutt’altro che infrequente, di risoluzione anticipata del rapporto contrattuale cui non fa seguito l’immediata materiale restituzione del bene.

Il problema che si pone è quello di stabilire se nel periodo intercorrente tra cessazione di efficacia del contratto e la restituzione del bene la titolarità passiva del rapporto fiscale sorga in capo al locatore, nella qualità di soggetto che giuridicamente possiede bene, o all’utilizzatore che materialmente ne dispone. Sul punto sono recentemente intervenute, a distanza ravvicinata, due pronunce della sezione quinta della Corte di Cassazione.

La prima – la sentenza n. 13793/2019 – ha affermato il principio secondo il quale ” Il D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 9, individua nel locatario il soggetto passivo, nel caso di locazione finanziaria, a decorrere dalla data di stipula e per tutta la durata del contratto, derivandone, qualora il contratto di leasing sia risolto e l’immobile non sia stato restituito, che il locatore ritorna ad essere soggetto passivo. Ne discende che con la risoluzione del contratto di leasing la soggettività passiva ai fini Imu si determina in capo alla società di leasing, anche se essa non ha ancora acquisito la disponibilità materiale del bene per mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore. Ciò in quanto il legislatore ha ritenuto rilevante, ai fini impositivi, non già la consegna del bene e quindi la detenzione materiale dello stesso, bensì l’esistenza di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell’utilizzatore.”.

La seconda pronuncia – la n. 19166/2019 richiamata dal ricorrente nella memoria- ha stabilito l’opposto principio che ” per la durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione del contratto alla data di effettiva riconsegna del bene alla società concedente, di talché soggetto passivo Imu rimane l’utilizzatore sino alla data di redazione del verbale di consegna del bene concesso in leasing”.

Il contrasto giurisprudenziale de quo può considerarsi superato dall’intervento di due ulteriori pronunce successive le sentenze n. 25249/2019 e n. 29973/2019 che hanno confermato l’orientamento secondo il quale dalla data di risoluzione per inadempimento del contratto di leasing il contratto cessa, e quindi il locatario non è più da considerarsi soggetto passivo con la conseguente traslazione dell’obbligo di corrispondere il tributo relativo all’immobile sul proprietario (società di leasing),In particolare la sentenza n. 29973/2019 si è fatta carico di confutare tutte le argomentazioni contenute nella pronuncia n. 19166/2019 ribadendo il principio che ” nell’alveo Imu si predilige l’esistenza di un vincolo contrattuale fondato sulla detenzione qualificata del bene da parte dell’utilizzatore che prescinde dalla detenzione materiale dello stesso. E’ il contratto a determinare la soggettività passiva del locatario e non la disponibilità del bene, quindi il venir meno dell’originario vincolo giuridico (per scadenza naturale o per risoluzione anticipata) fa venir meno la soggettività passiva in capo a quest’ultimo, determinando l’automatico passaggio della stessa in capo al locatore, con rilevanza del presupposto impositivo del possesso nella logica del pieno rispetto del principio della legalità che impone appunto una rigorosa applicazione dei presupposti d’imposta a prescindere da quanto previsto nelle varie istruzioni ministeriali. Dal chiaro dettato normativo contenuto nel menzionato articolo, ne discende che con la risoluzione del contratto di leasing la soggettività passiva ai fini Imu si determina in capo alla società di leasing, anche se essa non ha ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore. Ciò in quanto, il legislatore ha ritenuto rilevante, ai fini impositivi, non già la consegna del bene e quindi la detenzione materiale dello stesso, bensì l’esistenza di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell’utilizzatore.”

Secondo l’assunto della ricorrente l’interpretazione dalla norma sopra passata in rassegna che individua il soggetto passivo dell’imposta Imu nel caso di risoluzione del contratto senza l’avvenuta consegna del bene nell’utilizzatore del cespite immobiliare non essendo la società di leasing nel possesso e nel godimento dell’immobile troverebbe conferma nella L. n. 147 del 2013, art. 1, comma 672, a tenore della quale “in caso di locazione finanziaria, la Tasi è dovuta dal locatario a decorrere dalla data di stipulazione e per tutta la durata del contratto, per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore comprovata dal verbale di consegna”. Tale norma applicabile limitatamente al tributo Tasi, non può essere analogicamente estesa anche all’Imu in primo luogo perché il comma 703 stessa L., precisa che “l’istituzione dell’IUC (della quale la Tasi è una componente) lascia salva la disciplina per l’applicazione dell’Imu” in secondo luogo per l’eterogeneità dei rispettivi presupposti applicativi delle imposte in esame.

L’Imu, imposta di natura prettamente patrimoniale, ha riguardo, nell’individuare il soggetto passivo ad una nozione di ” possesso”civilistica per cui quello che conta è il titolo contrattuale che giustifica il possesso del bene (proprietà, diritto reale di godimento, contratto di leasing vigente) e non la disponibilità di fatto dello stesso. A conferma di ciò il citato D.Lgs., art. 9, stabilisce la titolarità passiva dell’imposta in capo al locatario anche nel caso di beni “non costruiti” o in corso di costruzione” che, come tali non possono essere detenuti; in tale ipotesi la stipula del contratto e non la materiale consegna del bene rileva ad individuare il soggetto obbligato al pagamento dell’imposta. La Tasi è invece un imposta destinata al finanziamento dei servizi indivisibili resi dal Comune che possono essere utilizzati anche da chi solo materialmente dispone dell’immobile (cfr sul punto anche sentenza n. 2020 n. 7227).

Anche in punto di mancanza di identità tra i due tributi le recenti pronunce della Cassazione sopra menzionate hanno fatto chiarezza escludendo sia l’applicazione della normativa della Tasi, riferita a un diverso tributo, all’IMU sia la valenza interpretativa della L. n. 147 del 2013, art. 1, comma 672.

Il giudice di appello si è correttamente attenuto alla normativa di settore ed ai principi enunciati dalla prevalente giurisprudenza.

Il secondo motivo è parimenti infondato.

In tema di legittimo affidamento del contribuente di fronte all’azione dell’Amministrazione finanziaria, ai sensi della L. n. 212 del 2000, art. 10, commi 1 e 2 (c.d. Statuto del contribuente), che tale tutela ha voluto esplicitamente offrire, costituisce situazione tutelabile quella caratterizzata: a) da un’apparente legittimità e coerenza dell’attività dell’Amministrazione finanziaria, in senso favorevole al contribuente; b) dalla buona fede del contribuente, rilevabile dalla sua condotta, in quanto connotata dall’assenza di qualsiasi violazione del dovere di correttezza gravante sul medesimo;

c )dall’eventuale esistenza di circostanze specifiche e rilevanti, idonee a indicare la sussistenza dei due presupposti che precedono.

Ciò posto si deve condividere la valutazione espressa dalla CTR la quale ha correttamente evidenziato che la disposizione regolamentare non poteva costituire un esimente per la contribuente dal momento che chiarisce proprio in caso di risoluzione anticipata del contratto che il nuovo soggetto passivo dell’imposta è la società di leasing (punti 1.4 pag 7).

Il ricorso va rigettato.

Il recente affermarsi dell’indirizzo giurisprudenziale sopra indicato giustifica la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; compensa le spese di legittimità; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

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