Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31776 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 04/11/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 04/11/2021), n.31776

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2924/2020 proposto da:

B.C., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato MASSIMO RIZZATO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI VERONA SEZIONE DI

VICENZA, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso

ope legis dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici

domicilia in ROMA, ALLA VIA DEI PORTOGHESI 12;

– resistente con mandato –

avverso il decreto n. 14/2020 del TRIBUNALE di VENEZIA, depositato il

03/01/2020 R.G.N. 6072/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

14/07/2021 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Il Tribunale di Venezia, con sentenza n. cronol. 14/2020, depositata il 3/1/2020, ha respinto la richiesta di C.B.I.U., proveniente dalla Nigeria, Lago State, di riconoscimento, a seguito di diniego della competente Commissione territoriale, dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria o umanitaria;

2. avverso la suddetta pronuncia il richiedente propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti del Ministero dell’Interno (che dichiara di costituirsi al solo fine di partecipare all’udienza pubblica di discussione).

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. con il primo motivo il ricorrente deduce difetto di motivazione, specificamente con riferimento ai trattamenti inumani e degradanti subiti dal richiedente in Libia;

2. con il secondo motivo deduce violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, in tema di protezione sussidiaria, poiché sussistono fondati motivi per ritenere che, nel caso di ritorno nel paese di origine, il ricorrente correrebbe i rischi individuati dalla citata norma;

3. deve essere dichiarata, in via preliminare, la giuridica inesistenza della procura speciale rilasciata al difensore, data la generica indicazione in essa contenuta (“ricorso Tribunale presso Corte di Cassazione”), priva di altri elementi identificativi del giudizio di impugnazione cui accede;

4. alla suddetta conclusione si perviene d’ufficio in quanto l’art. 83 c.p.c. configura come un obbligo del giudice quello della verifica dell’effettiva estensione della procura principalmente a garanzia della stessa parte che l’ha rilasciata, affinché la medesima non risulti esposta al rischio del coinvolgimento in una controversia diversa da quella voluta, per effetto dell’autonoma iniziativa del proprio difensore – per l’assorbente rilievo secondo cui la suindicata formulazione della procura fa sì che essa non risulti riferibile al ricorso, cui pur materialmente accede e quindi alla controversia in relazione alla quale il mandato è stato conferito dal ricorrente, non essendo tale vizio sanabile per effetto della sottoscrizione del ricorrente stesso apposto in calce alla procura speciale (vedi, per tutte: Cass. 7 giugno 2003, n. 9173);

5. la mancata riferibilità della procura alla causa in esame ne determina l’inesistenza, con conseguente inammissibilità del ricorso, senza assunzione di un provvedimento sulle spese del giudizio, non avendo il Ministero vittorioso svolto difese;

6. si dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto il cui versamento va posto a carico del difensore dandosi seguito ad un consolidato orientamento di questa Corte in materia di procura inesistente (vedi, per tutte: Cass. SU 10 maggio 2006, n. 10706 e successive conformi).

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese del presente giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del difensore del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

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