Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31761 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 04/11/2021, (ud. 23/06/2021, dep. 04/11/2021), n.31761

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. LORITO Matilde – rel. Consigliere –

Dott. DI ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4172-2020 proposto da:

A.T., domiciliato in ROMA, VIA PIETRO MASCAGNI 186,

presso lo studio dell’avvocato a JACOPO MARIA PITORRI, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO – COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI ROMA, in persona

del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

in ROMA, ALLA VIA DEI PORTOGHESI 12;

– resistente con mandato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di ROMA, depositat7 il 18/08/2019

R.G.N. 61853/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/06/2021 dal Consigliere Dott. LORITO MATILDE.

 

Fatto

RILEVATO UIN FATTO

CHE:

A.T., cittadino nigeriano, chiedeva alla competente commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale:

a) in via principale, il riconoscimento dello status di rifugiato politico, D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, ex art. 7 e ss.;

b) in via subordinata, il riconoscimento della “protezione sussidiaria” di cui al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 14;

c) in via ulteriormente subordinata, la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ex art. 5, comma 6, (nel testo applicabile ratione temporis);

la Commissione Territoriale rigettava l’istanza;

avverso tale provvedimento proponeva ricorso dinanzi al Tribunale di Roma, che ne disponeva il rigetto, con decreto oggetto di impugnazione in questa sede di legittimità;

il Ministero dell’Interno, non costituito nei termini di legge con controricorso, ha depositato atto di costituzione ai fini dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

1. i cinque motivi del ricorso censurano la violazione di varie norme della disciplina sulla protezione internazionale, in particolare lamentandosi la mancata collaborazione col richiedente, la mancata traduzione del provvedimento di diniego emesso dalla Commissione Territoriale e la ritenuta insussistenza dei presupposti per la concessione dello status di rifugiato e per la protezione sussidiaria e umanitaria;

2. in via preliminare alla disamina degli stessi, deve rilevarsi che difetta la procura speciale per il giudizio, del tutto mancante;

il ricorso, infatti è stato sottoscritto dall’avv. Jacopo Maria Pitorri, che rappresenta e difende la ricorrente A.T., “come da delega con separato atto”; ma non risulta allegata alcuna procura speciale specificamente riferita al ricorso; secondo principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte, nel giudizio di cassazione, la procura speciale espressamente prevista dall’art. 365 c.p.c. (a mente del quale “il ricorso è diretto alla corte e sottoscritto, a pena di inammissibilità da un avvocato iscritto nell’apposito albo, munito di procura speciale”) non può essere rilasciata a margine o in calce ad atti diversi dal ricorso o dal controricorso, stante il tassativo disposto dell’art. 83 c.p.c., comma 3, che implica la necessaria esclusione dell’utilizzabilità di atti diversi da quelli suindicati; pertanto, se la procura non è rilasciata contestualmente a tali atti, è necessario il suo conferimento nella forma prevista dal comma 2 dello stesso articolo, cioè con atto pubblico o ò con scrittura privata autenticata, facenti riferimento agli elementi essenziali del giudizio, quali l’indicazione delle parti e della sentenza impugnata (v. ex pluribus Cass. S.U. 12/06/2006, n. 13537; Cass. 26/6/200, n. 14749; Cass.9/3/2011 n. 5554; Cass.11/9/2014 n. 19226; Cass.4/6/2015, n. 11551; Cass.7/1/2016, n. 58);

inoltre “ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione, sotto il profilo della sussistenza della procura speciale al difensore iscritto nell’apposito albo, richiesta dall’art. 365 c.p.c., è essenziale, da un lato, che la procura sia rilasciata in epoca anteriore alla notificazione del ricorso e, dall’altro, che essa investa il difensore espressamente del potere di proporre ricorso per cassazione contro una sentenza determinata e pronunciata necessariamente in epoca antecedente al rilascio della procura speciale” ò (ex multis, vedi Cass. 28/3/2006, n. 7084Cass. 21/11/2017, n. 27540; Cass. 25/5/2018, n. 13055); nello specifico, per quanto sinora detto, manca del tutto la procura rilasciata dall’interessato al proprio difensore, onde il ricorso va dichiarato inammissibile senza assunzione di alcun provvedimento sulle spese del giudizio, non avendo il Ministero vittorioso svolto difese;

4. si dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto, il cui versamento va posto a carico del difensore, la cui attività non riverbera alcun effetto sulla parte e resta attività processuale di cui il legale assume esclusivamente la responsabilità, così dandosi seguito ad un consolidato orientamento di questa Corte in materia di procura inesistente (vedi, per tutte: Cass. SU 10/5/2006, n. 10706 e successive conformi).

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese del presente giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dell’avv. Jacopo Maria Pitorri, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 23 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

 

 

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