Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3176 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2022, (ud. 10/12/2021, dep. 02/02/2022), n.3176

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI MARZIO Mauro – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – rel. Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35417-2019 proposto da:

R.I., in proprio e quale socio, amministratore e legale

rappresentante pro tempore della SOCIETA’ AGRICOLA SAPORI NOSTRANI

S.s. di R.I. & C., R.S., domiciliati

presso la cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR,

ROMA, rappresentati e difesi dall’avvocato ANGELO RICCIO;

– ricorrenti –

contro

FALLIMENTO SOCIETA’ AGRICOLA (OMISSIS) DI (OMISSIS) SS, EUROFRUT SPA,

BEFER FRUIT SRL;

– intimati –

avverso la sentenza n. 4372/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 14/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 10/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. LOREDANA

NAZZICONE.

 

Fatto

RILEVATO

– che, con sentenza del 14 ottobre 2019, la Corte d’appello di Venezia ha respinto il reclamo proposto avverso la sentenza dichiarativa del fallimento della Società Agricola (OMISSIS) s.s. di R.I. & C. e dei soci illimitatamente responsabili, pronunciata dal Tribunale di Rovigo il 2 maggio 2019;

– che avverso la sentenza viene proposto ricorso, fondato su due motivi;

– che non svolgono difese gli intimati.

Diritto

RITENUTO

– che i motivi deducono:

1) violazione dell’art. 2135 c.c., degli artt. 1,5,6L. Fall., oltre ad omesso esame di fatto decisivo, perché la società esercita un’impresa agricola, contrariamente a quanto ritenuto dalla corte del merito, che avrebbe dovuto reputare gravante sul creditore istante l’onere di provarne la natura commerciale, avendo dunque essa invertito l’onere probatorio; la natura agricola emerge dalla circostanza che i prodotti ortofrutticoli acquistati venivano rilavorati dalla società stessa, come essa aveva provato;

2) violazione o falsa applicazione degli artt. 24 e 111 Cost., dell’art. 292 c.p.c., degli artt. 5,15 e 147L. Fall., oltre ad omesso esame di fatto decisivo, perché i soci non hanno mai ricevuto regolare notifica dell’avviso di convocazione all’udienza prefallimentare, non essendo ivi indicato che essi sarebbero stati dichiarati falliti ex art. 147 L. Fall.;

– che la corte territoriale ha ritenuto, per quanto ancora rileva, che:

a) grava sull’imprenditore fallendo l’onere di provare il fatto impeditivo della sua natura commerciale ai sensi dell’art. 2135 c.c., onere nella specie non assolto, censurando anzi i reclamanti solo in modo generico la ritenuta prevalenza dell’attività commerciale, e non avendo essi neppure prodotto in appello i documenti già depositati in primo grado;

b) in ogni caso, risulta provata l’attività commerciale almeno dall’anno 2015, sulla base di una serie di elementi, quali la disponibilità di un piccolo terreno di soli due ettari e l’apertura di un punto vendita di prodotti ortofrutticoli dalla superficie di mq. 2488 al canone mensile di Euro 16.000,00 più iva, pari ad Euro 234.240,00 annui, onde risulta dimostrata l’assoluta prevalenza di attività commerciale e la cesura funzionale con la terra dell’attività imprenditoriale svolta; c) i due soci sono stati destinatari di regolare notificazione dell’avviso di convocazione per l’udienza, essendo stato, inoltre, nel decreto di fissazione di questa innanzi al g.d. indicati i nomi dei due soci illimitatamente responsabili quali destinatari, in qualità, dell’istanza di fallimento, onde nessun diritto al loro contraddittorio fu violato;

– che, ciò posto, il primo motivo è inammissibile, posto che, da un lato, esso attiene al puro giudizio di fatto, non riproponibile in questa sede, e, dall’altro lato, non censura adeguatamente l’argomentazione sopra riportata sub b), con la quale la corte del merito ha ritenuto, in ogni caso, provata in punto di fatto l’attività commerciale: affermazioni che rendono inammissibile la censura alla ratio decidendi sub a), posto che in presenza di una duplice ratio, di cui anche una sola inadeguatamente attaccata, questa resta idonea a sorreggere la decisione, dal momento che ove la sentenza sia sorretta da una pluralità di ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali giuridicamente e logicamente sufficiente a giustificare la decisione adottata, l’omessa impugnazione di una di esse rende inammissibile, per difetto di interesse, la censura relativa alle altre, la quale, essendo divenuta definitiva l’autonoma motivazione non impugnata, in nessun caso potrebbe produrre l’annullamento della sentenza (ex multis, Cass. 18 aprile 2017, n. 9752; Cass. 14 febbraio 2012, n. 2108);

– che il secondo motivo è inammissibile, in quanto difetta di autosufficienza ex art. 366 c.p.c. in ordine al contenuto delle notificazioni, mentre neppure tiene conto dell’argomentazione della corte del merito circa la espressa menzione dei soci quali destinatari dell’istanza di fallimento, non essendo, poi, all’uopo necessario nell’avviso l’espressa menzione dell’art. 147 L. Fall.;

– che giova richiamare altresì il principio, già espresso da questa Corte (Cass. 26 giugno 2018, n. 16864), secondo cui la notificazione del ricorso per la dichiarazione di fallimento, eseguita dall’ufficiale giudiziario tramite il servizio postale in favore del socio illimitatamente responsabile di una società di persone, anche in qualità di rappresentante di quest’ultima, è ammissibile ai sensi dell’art. 145 c.p.c. (che, invero, richiama gli art. 140 e 143 c.p.c.) e deve perciò ritenersi valida, nei riguardi tanto del socio che dell’ente da lui rappresentato, rilevando in tal senso, da un lato, l’idoneità della notifica in parola all’instaurazione del contraddittorio con la persona giuridica – cui è pertanto assicurato l’esercizio del diritto di difesa – e, dall’altro lato, la connotazione non esclusiva, ma meramente alternativa, del procedimento notificatorio semplificato di cui all’art. 15 L. Fall., comma 3, che non esclude, sussistendone i presupposti, l’impiego delle forme ordinarie;

– che, inoltre, va richiamato il principio (cfr. Cass. 13 luglio 2017, n. 17345), secondo cui “In tema di estensione del fallimento al socio illimitatamente responsabile, l’art. 15 L. Fall. è compatibile, quanto alle forme ed ai termini, con il procedimento attivato ex art. 147 L. Fall., dovendosi, tuttavia, tenere conto delle peculiarità dell’istruttoria del fallimento in estensione, tanto più se esso sia successivo al già dichiarato fallimento di una società o allorché sia richiesto il fallimento di società di fatto (od occulta), sicché è necessario, al pari di quanto previsto in generale per il procedimento archetipico dall’art. 147 cit., comma 3, che il diritto al contraddittorio sia assicurato mediante idonea notificazione dell’iniziativa e del suo svolgimento, nei termini dilatori di cui all’art. 15 cit., ma senza precluderne la possibile riduzione giudiziale ove ragioni di urgenza lo giustifichino”;

– che non occorre provvedere sulle spese di lite.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Dà atto che sussistono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, ove dovuto il contributo unificato.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA