Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31749 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 04/11/2021, (ud. 16/06/2021, dep. 04/11/2021), n.31749

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – rel. Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3953-2020 proposto da:

G.M., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso LA

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANNA ROSA ODDONE;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i

cui Uffici domicilia ex lege in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI n. 12;

– resistente con mandato-

avverso la sentenza n. 1499/2019 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 13/09/2019 R.G.N. 1714/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/06/2021 dal Consigliere Dott. CINQUE GUGLIELMO.

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

1. La Corte di appello di Torino, con la sentenza n. 1499 del 2019, ha confermato il provvedimento emesso dal Tribunale della stessa sede con il quale era stata respinta la domanda di protezione internazionale ed umanitaria, proposta da G.M., cittadino del Camerun.

2. Il ricorso introduttivo di primo grado, come si legge nella gravata pronuncia, era stato dichiarato dal Tribunale inammissibile nella parte in cui era meramente ripetitivo di identica domanda già presentata e rigettata dalla Commissione Territoriale di Siracusa, con provvedimento confermato con ordinanza del 7.5.2018 del Tribunale di Siracusa, passata in giudicato; era infondato, invece, relativamente al fatto nuovo allegato, consistente nell’allegazione circa le infiltrazioni del gruppo terroristico di Boko Haram nel territorio camerunense e causa, pertanto, secondo l’assunto del richiedente, di protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. b) e c).

3. A fondamento della decisione la Corte di merito ha rilevato l’inammissibilità dell’eccezione di incompetenza territoriale del Tribunale di Torino, per essere competente quello di Siracusa perché, avverso il provvedimento del Tribunale siciliano, che aveva declinato la propria competenza, il richiedente avrebbe dovuto proporre istanza di regolamento di competenza; nel merito, ha ritenuto l’inammissibilità del gravame per carenza di specificità dei motivi in relazione al percorso motivazionale del primo giudice secondo cui le condizioni generali del Camerun non erano tali da costituire valido motivo per concedere la protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c), in quanto le incursioni dalla Nigeria del gruppo terroristico erano limitate alla parte settentrionale del Paese; ha ritenuto, altresì, inammissibile la domanda di protezione umanitaria non essendo stata allegata alcuna nuova argomentazione tesa a contrastare il rigetto già disposto in altra sede.

4. Avverso la sentenza di secondo grado ha proposto ricorso per cassazione G.M. affidato a due motivi.

5. Il Ministero dell’Interno si è costituito, al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

1. I motivi possono essere così sintetizzati.

2. Con il primo motivo il ricorrente denuncia la violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 1 e 3, in relazione alla mancata osservanza delle norme sulla competenza, perché la decisione impugnata non riguardava la procedura datata 13 novembre 2007 bensì la successiva impugnata decisione della Commissione di Siracusa datata 12 novembre 2015, notificata il 10 giugno 2016; in ogni caso sostiene che anche la precedente reiezione non oggetto di gravame proveniva da Siracusa e non da Torino per cui la giurisdizione torinese non era in alcun caso territorialmente competente a pronunciarsi.

3. Con il secondo motivo si censura l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per avere omesso la Corte di merito di valutare la condizione di vulnerabilità di esso richiedente ai fini della concessione della protezione di natura umanitaria.

4. Il primo motivo difetta di autosufficienza e di specificità in quanto il richiedente, per sostenere l’incompetenza dell’AG di Torino, fa riferimento ad altre decisioni del Tribunale di Siracusa senza indicarne assolutamente gli estremi, il loro esatto contenuto e senza soprattutto effettuare una precisa ricostruzione della vicenda ai fini di consentire ogni valutazione sulla denunziata erroneità della gravata decisione in relazione alle cui argomentazioni non si confronta.

5. Il secondo motivo e’, invece, inammissibile perché articolato in relazione alla abrogata formulazione del vizio ex art. 360 c.p.c., n. 5 e, quindi, non conferente al procedimento in oggetto; inoltre la censura non è pertinente alla ratio decidendi della Corte di merito che ha dichiarato l’inammissibilità della doglianza, formulata in appello, sull’istanza di protezione umanitaria, per la mancata allegazione di fatti nuovi, trattandosi di domanda reiterata, senza svolgere alcun sindacato sulla condizione di vulnerabilità del richiedente.

6. Il ricorso va, quindi, dichiarato inammissibile.

7. Nulla va disposto in ordine alle spese di lite non avendo l’Amministrazione resistente svolto attività difensiva.

8. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo risultante dalla L. 24.12.2012 n. 228, deve provvedersi, ricorrendone i presupposti processuali, sempre come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla in ordine alle spese del presente giudizio di cassazione. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 16 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

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