Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31728 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 04/11/2021, (ud. 13/05/2021, dep. 04/11/2021), n.31728

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9592-2020 proposto da:

L.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI

41, presso lo studio dell’avvocato SEPIACCI FABRIZIO MARIA,

rappresentato e difeso dall’avvocato TURTURICI ANTONINO;

– ricorrenti –

e contro

LATERIZI FAUCI SPA, L. F. LATERSICILIANA SPA, DIAMOND BRIDGE

MANAGEMENT ITALIA SRL;

– intimati –

e contro

SIAS SOCIETA’ ALBERGHIERA SICILIANA D.P.G. & C. SAS,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASETTA MATTEI, 239, presso

lo studio dell’avvocato TROPEA SERGIO, rappresentato e difeso

dall’avvocato ZANGARA FRANCESCA;

– ricorrente incidentale –

avverso la sentenza n. 1827/2019 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 19/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/05/2021 dal Consigliere Dott. GIANNACCARI ROSSANA;

udito l’Avvocato.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Il giudizio trae origine dalla domanda di liquidazione dei compensi professionali proposta, innanzi al Tribunale di Sciacca, da L.G. nei confronti della SIAS di P.G. & C. sas per l’attività di progettazione di un complesso ricettivo termale.

Il contratto prevedeva espressamente che il pagamento dei compensi sarebbe avvenuto “dopo che siano state concluse le fasi di approvazione a livello urbanistico e finanziario (L. 488 e/o altre forme di finanziamento) o in caso di vendita dei terreni”.

L’attore deduceva che, ultimata la fase di approvazione a livello urbanistico, la convenuta non aveva curato gli adempimenti richiesti dal Comune di Sciacca per il rilascio delle concessioni, sicché il progetto non era stato finanziato. Sosteneva quindi che la condizione doveva ritenersi avverata ai sensi dell’art. 1359 c.c..

1.1. La domanda venne rigettata dal Tribunale di Sciacca; la decisione di primo grado venne confermata dalla Corte d’appello di Palermo con sentenza del 19.9.2019.

1.2. Secondo la corte di merito, l’attore non aveva provato che la società convenuta avesse un interesse contrario all’avveramento della condizione; il giudice d’appello compensò le spese di lite in ragione della peculiarità della vicenda.

2. Per la cassazione del decreto ha proposto ricorso L.G. sulla base di due motivi.

2.1. Ha resistito con controricorso la SIAS & C. sas, che ha proposto ricorso incidentale affidato a due motivi.

L.G. ha resistito con controricorso al ricorso incidentale.

2.2. Il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., di infondatezza del ricorso principale e di fondatezza del ricorso incidentale.

2.3. In prossimità dell’udienza, il ricorrente ha depositato memorie illustrative.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 1158 e 1159 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nonché l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti sotto il profilo della radicale omissione della motivazione in ordine al comportamento omissivo della società debitrice, che non si sarebbe attivata per ottenere l’autorizzazione per la lottizzazione e la relativa concessione edilizia. La corte di merito avrebbe errato nel ritenere che l’onere della prova in merito al mancato avveramento della condizione ricadesse sul creditore, mentre sarebbe stato onere del debitore provare di essersi diligentemente attivato per ottenere il finanziamento.

2. Con il secondo motivo di ricorso, si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 1358 e 1359 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nonché l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti sotto il profilo della radicale omissione della motivazione in relazione al comportamento della società che aveva conferito l’incarico, la quale non avrebbe provato di aver provveduto all’inoltro delle richieste di finanziamento da parte della società. Il ricorrente richiama il precedente di questa Corte (Cass. N. 13469/2010) che, in tema di contratti con la Pubblica Amministrazione, qualora il pagamento del compenso per l’opera professionale pattuita sia subordinato alla erogazione di un finanziamento da parte di un soggetto terzo, il creditore della prestazione deve unicamente provare il contratto, mentre l’amministrazione debitrice sub condicione del compenso deve dimostrare che il proprio comportamento è stato conforme ai doveri nascenti dall’art. 1358 c.c..

2.1.1 motivi sono inammissibili ai sensi dell’art. 360-bis c.p.c., n. 1.

2.2. Secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte, alla quale il collegio intende dare continuità, la condizione può ritenersi apposta nell’interesse di uno solo dei contraenti solo in presenza di una clausola espressa in tal senso o di elementi che inducano a ritenere che l’altra parte non abbia alcun interesse al suo verificarsi.

2.3. Nell’accertare se la clausola sia stata apposta nell’interesse di uno solo dei contraenti, si deve tener conto della situazione riscontrabile al momento della conclusione del contratto ovvero di un insieme di elementi che, nel loro complesso, inducano a ritenere che si tratti di condizione alla quale l’altra parte non abbia alcun interesse; in mancanza, la condizione stessa deve ritenersi apposta nell’interesse di entrambi i contraenti (conf. Cass. n. 6423/2003; Cass. n. 23824/2004).

2.4. Ciò posto, l’art. 1359 c.c., secondo cui la condizione del contratto si considera avverata qualora sia mancata per causa imputabile alla parte che aveva interesse contrario al suo avveramento, non è applicabile nel caso in cui la parte, tenuta condizionatamente ad una determinata prestazione, abbia anch’essa interesse al verificarsi della condizione (Cassazione civile sez. lav., 26/07/2017, n. 18512).

2.5. In senso conforme a tale principio si era già espressa questa Corte, ribadendo che l’art. 1359 c.c. non è applicabile nel caso in cui la parte tenuta condizionatamente ad una determinata prestazione abbia anch’essa interesse all’avveramento di essa (Cass. n. 16620/2013).

2.6. Ai fini dell’operatività della fictio di avveramento di cui all’art. 1359 c.c., l’esistenza di un interesse contrario all’avveramento della condizione non va valutata in termini astratti o facendo riferimento al solo momento della conclusione del contratto, ma valorizzando il dato dell’effettivo interesse delle parti all’epoca in cui si è verificato il fatto o comportamento che ha reso impossibile l’avveramento della condizione. In ogni caso, spetta alla parte interessata la dimostrazione del fatto che l’altra parte abbia tenuto un comportamento idoneo ad impedire l’avveramento della condizione, e si sia così resa inadempiente agli obblighi generali di buona fede e correttezza ovvero incombe sul creditore, che lamenti tale mancato avveramento, l’onere di provarne l’imputabilità al debitore a titolo di dolo o di colpa (Cassazione civile sez. VI, 06/02/2020, n. 2762).

2.7. In materia di elementi accidentali del contratto, infatti, qualora l’acquisto di un diritto dipenda dal verificarsi di un evento futuro ed incerto rimesso al comportamento volontario di una delle parti (condizione sospensiva potestativa semplice), l’adempimento della condotta determinativa del fatto in questione è elemento costitutivo della fattispecie negoziale attributiva del diritto, sicché l’onere di provare l’avveramento dell’evento condizionante grava su colui che intende far valere quel diritto, in applicazione del principio generale di cui all’art. 2697 c.c. (Cassazione civile sez. III, 14/12/2016, n. 25597).

2.8. La sentenza impugnata ha fatto corretta applicazione dei principi di diritto affermati da questa Corte, ponendo a carico del creditore l’onere di provare che la società avesse un interesse contrario all’avveramento della condizione.

2.9. Secondo l’apprezzamento della Corte di merito, incensurabile in sede di legittimità, il ricorrente non aveva provato né che la società avesse un interesse contrario all’avversamento della condizione, né che il finanziamento potesse senz’altro essere riconosciuto a seguito del completamento dell’iter concessorio, sicché non era sufficiente la dimostrazione che l’area fosse “cantierabile”.

2.10. Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

3. Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso principale consegue l’inefficacia del ricorso incidentale tardivo (Cass. Civ., Sezioni Unite 7155/2017).

3.1. Si tratta di giudizio introdotto con atto notificato l’11.9.2009, e, poiché la sentenza impugnata è stata pubblicata il 19.9.2019, il termine di sei mesi per l’impugnazione era già decorso al momento della notifica del ricorso incidentale in data 22.6.2020.

4. Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate in dispositivo.

4.1. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso principale ed inefficace il ricorso incidentale; condanna parte ricorrente alle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 3500,00 oltre Iva e cap come per legge oltre ad Euro 200,00per esborsi.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile -2 della Suprema Corte di cassazione, il 13 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

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