Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3168 del 09/02/2018


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 3168 Anno 2018
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: CALAFIORE DANIELA

SENTENZA

sul ricorso 23175-2015 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

2017
1697

RINDONE SRL IN LIQUIDAZIONE;
– intimato –

avverso

la
sentenza
n.
670/2015
della
V.414 fical.4,4
COMM.TRIB.REG/SEZ.DIST. di CALTANISSETTA, depositata
il 23/02/2015;

Data pubblicazione: 09/02/2018

udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 22/11/2017 dal Consigliere Dott. DANIELA
CALAFIORE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. LUISA DE RENZIS che ha concluso per

udito per il ricorrente l’Avvocato PISANA che ha
chiesto l’accoglimento.

l’accoglimento del ricorso;

n.r.g. 23175/2015

Fatti di causa
1.

La società

Rindone s.r.l. propose ricorso avverso l’avviso di

accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate e relativo ai maggiori
imponibili Ires, Irap ed Iva, accertati per l’annualità 2005 per effetto del
riscontro: a) della contabilizzazione e deduzione a fini d’imposizione diretta
e detrazione Iva di fatture rilasciate dalle imprese G.& C. Telecomunication

aziendale in quanto non avevano presentato le dichiarazioni annuali, non
avevano effettuato i versamenti d’imposta ed avevano emesso fatture su
contratti di intermediazione non sottoposti a registrazione e privi di
indicazione su entità dei compensi e tipo di contratto e di incarico da
svolgere, concernenti operazioni inesistenti; b) della indebita deduzione di
costi di non competenza nell’anno 2005 e di non inerenza per spese per
alberghi e ristoranti, per acquisto di carburante non documentato e spese di
rappresentanza.
2. La commissione tributaria provinciale di Caltanissetta con decisione del
20.1.2011 accolse il ricorso nei limiti delle spese per carburanti e per
prestazioni di servizi resi per consulenza e la Commissione tributaria della
regione Sicilia confermò la decisione con sentenza del 26.1.2015, fondata
sulla considerazione che il riconoscimento dei costi per carburante fosse
stato supportato dalle fatture d’acquisto correlate ai documenti di possesso
delle macchine operatrici di cantiere prive di targa con applicazione della
circolare ministeriale n. 39 del 13.7.1977, data l’impossibilità di
certificazione degli acquisti. Ritenne, poi, prova idonea dei costi per ricerche
di mercato le fatture emesse dalla G. & C. Telecomunication s.r.l. e
l’incasso dei corrispondenti titoli bancari.
Avverso tale sentenza l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione
con cinque motivi. La società contribuente è rimasta intimata.

Ragioni della decisione
1. L’Agenzia delle éntrate con il primo motivo denuncia nullità della
sentenza per violazione dell’art. 111 Cost., dell’art. 132 comma 2 cod. proc.
civ. e dell’art. 118 disp. att. cod. proc. civ., dell’ art. 36 d.lgs. 546 del 1992.

i

s.r.l. e Moschetto Antonio Alfio, ritenute prive di effettiva consistenza

n.r.g. 23175/2015

2.

Con il secondo motivo si deduce la violazione dell’art. 2909 cod. civ. in

relazione al fatto che la sentenza impugnata fa rinvio alla sentenza n.
110/21/2009 affermando il suo passaggio in giudicato ma tale sentenza è
stata impugnata in cassazione.
3. Con il terzo motivo si deduce la violazione dell’art. 112 cod. proc. civ.
giacché pur essendo la società contumace in appello, la Commissione

quale l’impossibilità di certificazione degli acquisti di carburante e la
documentazione citata dal giudice di primo grado.
4. Con il quarto motivo si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 39
comma 1 lett. d) del d.p.r. n. 600/1973 e dell’art. 54 del d.p.r. n. 622/1972
e dell’art. 2727 e 2697 cod. civ. in quanto risulta violato il principio
regolatore dell’onere della prova ricadente sul contribuente, in relazione
all’art. 360 comma 1 n. 3 cod. proc. civ. Deduce, in particolare, che la
giurisprudenza di questa Corte di cassazione, al contrario di quanto
sostenuto nella sentenza impugnata, ha affermato che grava sul
contribuente l’onere di provare la legittimità e la correttezza delle operazioni
dichiarate inesistenti.
5. Con il quinto motivo si lamenta la violazione dell’109 del d.p.r n.
917/1986, dell’art. 1 d.p.r. n. 444/1997, dell’art. 21 del d.p.r. n. 633/1972
per la violazione della normativa relativa alle modalità di deduzione dei costi
per gli acquisti di carburante.
6. Il primo motivo è infondato. In relazione alla inosservanza dell’obbligo di
esporre i motivi in fatto ed in diritto della decisione, questa Corte di
cassazione ha affermato il principio secondo il quale ( Cass. n. 22022 del
21/09/2017 ) deve considerarsi nulla la sentenza di appello motivata “per
relationem” alla sentenza di primo grado, qualora la laconicità della
motivazione non consenta di appurare che alla condivisione della decisione
di prime cure il giudice d’appello sia pervenuto attraverso l’esame e la
valutazione di infondatezza dei motivi di gravame, previa specifica ed
adeguata considerazione delle allegazioni difensive, degli elementi di prova
e dei motivi di appello. Inoltre, ( Cass. S.U. n. 7474 del 2017) ha affermato
che in tema di ricorso per cassazione, ove la sentenza di appello sia

2

regionale aveva rilevato eccezioni che solo la parte avrebbe potuto sollevare

n.r.g. 23175/2015

motivata “per relationem” alla pronuncia di primo grado, al fine ritenere
assolto l’onere ex art. 366, n. 6, c.p.c., occorre che la censura identifichi il
tenore della motivazione del primo giudice specificamente condivisa dal
giudice di appello, nonché le critiche ad essa mosse con l’atto di gravame,
che è necessario individuare per evidenziare che, con la resa motivazione, il
giudice di secondo grado ha, in realtà, eluso i suoi doveri motivazionali.
Nel caso di specie, a fronte di una motivazione esplicitamente fondata

sulla idoneità di fatture e di documentazione di possesso di macchine
operatrici prive di targa (al fine di costituire giustificazione dei costi per
carburante) e sulla positiva valutazione della documentazione bancaria per i
costi relativi ad indagini di mercato, il richiamo alla motivazione di altra
sentenza assume carattere non essenziale ma meramente confermativo
della seppur sintetica motivazione offerta.
Inoltre, la parte ricorrente non ha adeguatamente riportato le specifiche
censure contenute in appello che non avrebbero ricevuto la necessaria
risposta, neanche implicita, nella sentenza impugnata.
8. Gli ulteriori motivi, tutti connessi dall’unicità della questione relativa
all’onere della prova ed alla conseguente corretta valutazione delle
conseguenze delle acquisizioni probatorie e per questo da trattare
congiuntamente, sono fondati.
Premesso, infatti, che dalla contumacia della Società appellata deve trarsi
l’inevitabile conseguenza logica che la stessa non possa aver addotto a
propria difesa peculiari situazioni in fatto non evincibili dagli atti e che la
società appellata non aveva dimostrato in alcun modo la sussistenza di un
giudicato vincolante, va ricordato che questa Corte di cassazione ha da
tempo espresso l’orientamento secondo cui, in tema di operazioni ritenute
(come nella specie) in tutto o in parte oggettivamente inesistenti – in
relazione alle quali la fattura costituisce in tutto o in parte mera espressione
cartolare di operazioni commerciali mai poste in essere da alcuno – l’Agenzia
ha l’onere di fornire elementi probatori, seppur in forma meramente
indiziaria o presuntiva ( vd. Cass. Sez. 5 del 09/09/2016 n. 17818 ; n.
21953 del 2007, n. 9784 del 2010, n. 9108 del 2012, n. 15741 del 2012, n.
23560 del 2012, n. 27718 del 2013, n. 20059 del 2014, n. 26486 del 2014,

3

7.

n.r.g. 23175/2015

n. 9363 del 2015; nello stesso senso C. Giust. 6 luglio 2006 C-439/04; 21
febbraio 2006 C- 255/02; 21 giugno 2012 C-80/11; 6 dicembre 2012 C285/11; 31 novembre 2013, C-642/11), del fatto che l’operazione fatturata
non è stata mai effettuata (o lo è stata solo parzialmente), dopo dì che
spetta al contribuente l’onere di dimostrare l’effettiva esistenza delle
operazioni contestate; con la puntualizzazione che tale prova non può

regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento, poiché
la regolarità dei suoi profili formali è, normalmente, funzionale proprio allo
scopo di far apparire reale un’operazione fittizia (Cass. nn. 5406/16;
28683/15, 428/15, 12802/11, 15228/01).
9.

Risulta, d’altro canto,

altresì

reiteratamente affermato

nella

giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 21980 del 2015, n. 21446 del
2014, n. 24426 del 2013, n. 9108 del 2012, n. 5748 del 2010) che, sia in
tema di imposizione diretta sia in tema di Iva, la fattura costituisce
elemento probatorio a favore dell’impresa, solo se redatta in conformità ai
requisiti di forma e contenuto prescritti dall’art. 21 del d.P.R. 26 ottobre
1972 n. 633 (v.,anche, art. 226 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio
del 28 novembre 2006).
10. Da tali criteri la decisione impugnata si è evidentemente discostata,
incorrendo nelle denunziate violazioni di legge, non avendo, peraltro,

consistere nella mera esibizione della fattura o nell’attestazione della

n.r.g. 23175/2015

prestazioni i cui contratti di riferimento non erano stati registrati ed erano
privi di causa, oggetto e dell’indicazione del corrispettivo, con la
conseguenza che spettava alla società contribuente, che con tali imprese
aveva intrattenuto rapporti commerciali, fornire la prova di aver svolto tali
trattative in buona fede, ritenendo incolpevolmente che si trattasse di
soggetto realmente operativo.

questa Corte di cassazione ( Cass. n. 24409 del 30/11/2016 , n. 25122 del
2014 ) ha affermato il principio cui si intende dare continuità che in tema di
imposte dirette ed IVA, la possibilità di detrarre dall’imposta dovuta quella
assolta per l’acquisto di carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati
per l’esercizio dell’impresa, è subordinata al fatto che le cosiddette “schede
carburanti”, che l’addetto alla distribuzione è tenuto a rilasciare, rispettino i
requisiti di forma e di contenuto richiesti dalla legge e, quindi, siano redatte
in conformità al modello allegato al d.P.R. n. 444 del 1997, compresa
l’indicazione chilometrica, necessaria a fini antielusivi, non surrogabile da
altri documenti.
13.

La sentenza impugnata non ha applicato tale principio, ritenendo

sufficienti a giustificare la detrazione dell’imposta le sole fatture d’acquisto
del carburante al di fuori delle specifiche eccezioni previste dalla
disposizione sopra indicata (acquisti da parte dello Stato, di enti pubblici o
di autotrasportatori di cose per conto terzi ai sensi dell’art. 6 del d.p.r. n.
444 del 1977) e da ciò deriva la violazione della normativa invocata dalla
ricorrente e la necessità di valutare la documentazione presente agli atti
alla luce del principio riportato.
14. In conclusione, respinto il primo motivo del ricorso ed accolti i
rimanenti, la sentenza impugnata va cassata in relazione ai motivi accolti e
la causa va rinviata alla Commissione tributaria regionale per la Sicilia, in
diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del presente
giudizio di legittimità.

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12. Quanto poi alla deducibilità dei costi per l’acquisto di carburante,

n.r.g. 23175/2015

P.Q.M
La Corte rigetta il primo motivo di ricorso, accoglie i restanti; cassa la
sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della
Sicilia in diversa composizione che regolerà anche le spese del giudizio di
legittimità.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.p.r. n.115 del 2002, dà atto della

principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello
dovuto per il ricorso principale a norma del comma 1- bis dello stesso
articolo 13.
Così deciso nella camera di consiglio della quinta sezione civile in data
22 novembre 2017.

non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente

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