Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3168 del 07/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 07/02/2017, (ud. 24/11/2016, dep.07/02/2017),  n. 3168

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29905/2015 proposto da:

Z.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TAZZOLI 2, presso

lo studio dell’avvocato LAURA NISSOLINO, rappresentato e difeso

dall’avvocato MASSIMO PALISI, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AXA ASSICURAZIONI SPA;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1385/2015 del TRIBUNALE di PADOVA, depositata

il 18/05/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

24/11/2016 dal Consigliere Dott. ENRICO SCODITTI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che il consigliere relatore Dott. Enrico Scoditti ha depositato in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “Con atto di citazione Z.A. convenne in giudizio innanzi al Giudice di Pace di Padova B.G. e l’impresa di assicurazione chiedendo il risarcimento del danno da sinistro stradale. Si costituì l’impresa di assicurazione eccependo l’inammissibilità della domanda. Il giudice adito dichiarò inammissibile la domanda. Avverso detta sentenza propose appello lo Z.. Si costituì l’impresa di assicurazione chiedendo il rigetto dell’appello. Con sentenza di data 18 maggio 2015 il Tribunale di Padova, preso atto della rinuncia proposta in primo grado alla domanda nei confronti del responsabile e dell’ammissibilità quindi della domanda, rigettò l’appello, considerando che l’appellante non aveva provato di avere subito un danno superiore all’importo già ricevuto ed accettato a titolo di acconto e che sia dal referto di pronto soccorso che dalla successiva risonanza magnetica non era emersa alcuna lesione ricollegabile al sinistro stradale. Ha proposto ricorso per cassazione Z.A. sulla base di tre motivi.

Il primo motivo è stato proposto per omesso esame di un fatto decisivo ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 e per violazione dell’art. 61 c.p.c.. Osserva il ricorrente che era stata data piena prova della lesione e della connessione causale con il sinistro e che il giudice avrebbe dovuto disporre CTU. Il motivo è inammissibile in quanto il ricorrente, lungi dal denunciare l’omesso esame di un fatto controverso e decisivo, ha lamentato una cattiva valutazione della prova la quale, ove non ritualmente denunciato il vizio motivazionale, resta area riservata alla cognizione del giudice di merito (cfr. Cass. n. 4842/06 e 8718/05).

Con il secondo motivo si denuncia violazione dell’art. 112 c.p.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4. Lamenta il ricorrente che la questione posta con la domanda atteneva non tanto all’effettiva esistenza delle lesioni ma alla loro quantificazione e che il giudice di appello aveva imputato l’importo corrisposto ai danni subiti dal veicolo, non oggetto in realtà di contenzioso.

Con il terzo motivo si denuncia violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per radicale mancanza di motivazione. Lamenta il ricorrente che il giudice di merito ha omesso di pronunciare in ordine al danno morale ed al danno emergente per spese di assistenza stragiudiziale, spese di spostamento e spese postali. I motivi (anche il terzo da valutare, in base al contenuto, quale denuncia di omessa pronuncia) sono manifestamente infondati, avendo il giudice di appello pronunciato sul quantum sia reputando congruo l’importo corrisposto sia escludendo l’esistenza di danni alla persona riconducibili al sinistro”;

che sono seguite le rituali comunicazioni e notificazioni.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio condivide la proposta di decisione contenuta nella relazione del consigliere relatore;

che pertanto il ricorso deve essere rigettato;

che non si deve provvedere sulle spese in mancanza di partecipazione al giudizio della parte intimata;

che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 e viene rigettato, sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, che ha aggiunto del T.U. di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

la Corte rigetta il ricorso;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Depositato in Cancelleria il 7 febbraio 2017

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