Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31672 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 04/11/2021, (ud. 11/06/2021, dep. 04/11/2021), n.31672

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. CONDELLO Pasqualina A.P. – Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello M. – Consigliere –

Dott. VENEGONI Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1076-2014 proposto da:

F.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEL TRITONE

169, presso lo studio dell’avvocato LILIANA CURTILLI, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 120/2013 della COMM. TRIB. REG. UMBRIA,

depositata il 27/05/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

dell’11/06/2021 dal Consigliere Dott. ANDREA VENEGONI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

L’Agenzia delle Entrate, ufficio di (OMISSIS), rettificava la dichiarazione irpef relativa all’anno 2005 del contribuente F.L., ritenendolo decaduto dal beneficio della detrazione di imposta nella misura del 36% delle spese sostenute, di cui alla L. 27 dicembre 1997, n. 449, art. 1, che il contribuente aveva applicato relativamente a lavori eseguiti su alcuni immobili siti in Umbertide (PG), in quanto non risultava la dichiarazione del tecnico circa il superamento, quale importo dei lavori, della somma di Euro 51.645,64 da trasmettere al (OMISSIS) ai sensi del D.M. n. 41 del 1998, e perché i lavori in questione avevano determinato un aumento della volumetria originaria.

Equitalia emetteva pertanto una cartella ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 ter, di Euro 7.951,19 per il recupero della somma ritenuta indebitamente detratta.

Il contribuente impugnava la suddetta cartella e la CTP di Perugia respingeva il ricorso, ritenendo carente la prova dell’invio della suddetta dichiarazione.

Il F. proponeva appello deducendo erronea interpretazione della normativa, il fatto che, comunque, la dichiarazione era stata inviata e la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 4, atteso che l’Agenzia poteva richiedere la dichiarazione direttamente al (OMISSIS) di Pescara.

La CTR rigettava l’appello, ritenendo che il contribuente non avesse adempiuto al proprio onere probatorio circa l’invio della comunicazione.

Per la cassazione di quest’ultima sentenza ricorre il contribuente sulla base di un motivo.

Si costituisce l’Agenzia con controricorso.

In vista dell’udienza odierna, il contribuente ha fatto pervenire a questa Corte documentazione da cui risulta che, dopo la proposizione del ricorso, le parti hanno raggiunto un accordo volto a transigere la lite.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il motivo di ricorso il contribuente deduceva violazione e falsa applicazione della L. 27 dicembre 1997, n. 449, artt. 1 e 3, del D.M. n. 41 del 1998, art. 1, comma 1, dell’art. 2697 c.c., e degli artt. 53 e 97 Cost.; errata interpretazione di una norma in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5.

La stessa Agenzia avrebbe confermato, con la Circolare 23 aprile 2010, n. 21/e, l’intervenuta irrilevanza del requisito della spedizione della comunicazione perché dal 2003 il plafond di spesa detraibile era al di sotto del limite oltre il quale era previsto l’invio della comunicazione (48.000 Euro a fronte del limite di 51.000 Euro).

Come detto, peraltro, prima dell’udienza odierna il contribuente ha depositato presso questa Corte memoria con allegati per attestare che le parti hanno raggiunto un accordo per definire la presente lite, con conseguente rinuncia al ricorso da parte del contribuente.

In particolare, l’Agenzia ha emesso lo sgravio parziale della cartella impugnata (oltre che di quelle relative alle altre annualità, che non erano oggetto del presente giudizio), con rimborso al contribuente di quanto già versato.

L’Agenzia ha riconosciuto la detraibilità delle somme quanto ai lavori relativi alle unità abitative già esistenti, rimborsando il ricorrente, mentre non la ha riconosciuta per i lavori relativi alle nuove unità, sui cui quindi il contribuente ha, infine, versato la maggiore imposta.

A seguito di questo accordo, documentato in atti con le copie dei provvedimenti di sgravio e dichiarazione esplicativa dell’Agenzia, il ricorrente ha rinunciato al ricorso, chiedendo la compensazione delle spese, con notifica della rinuncia all’Avvocatura.

Alla luce di quanto sopra, occorre quindi dichiarare estinto il giudizio per rinuncia.

Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese del presente giudizio, non è dovuto doppio contributo (Ndr: testo originale non comprensibile).

P.Q.M.

Dichiara l’estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia del ricorrente. Spese compensate.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

 

 

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