Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31561 del 04/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 04/11/2021, (ud. 10/06/2021, dep. 04/11/2021), n.31561

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Mar – Consigliere –

Dott. GORI P. – rel. Consigliere –

Dott. GALATI Vincenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 10460/2015 R.G. proposto da:

CONSORZIO TRASPORTI SARDI, in persona del legale rappresentante p.t.,

rappresentato e difeso dall’Avv. Potito Flagella, con domicilio

eletto presso il suo studio in Roma, via del Casale Strozzi n. 33;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio eletto in Roma, via Dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Sardegna, n. 345/5/2014 depositata il 14 ottobre 2014, non

notificata.

Udita la relazione svolta nell’adunanza camerale del 10 giugno 2021

dal consigliere Pierpaolo Gori.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sardegna veniva accolto l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Nuoro n. 134/3/2008 la quale, a sua volta, aveva accolto il ricorso del Consorzio Trasporti Sardi, avente ad oggetto l’avviso di accertamento per diniego di rimborso IVA 2002.

2. In particolare il Consorzio contestava il recupero del rimborso IVA, risultante dalla dichiarazione annuale 2003 sul presupposto della minore eccedenza detraibile nel triennio 2000-2, precisando di aver cessato l’attività e chiuso la partita IVA nel 1999, di averla riaperta il 20.5.2003 allo scopo di ottenere il rimborso della suddetta somma e, in presenza di iniziale omessa dichiarazione per l’anno 2000, contestualmente all’istanza di definizione agevolata, di aver trasmesso il modello Unico 2001/SC con l’inserimento della dichiarazione IVA contenente il riporto del credito 1999.

3. La CTR non condivideva la decisione di primo grado, richiamandosi alla giurisprudenza della Corte di Cassazione in tema di tardiva ed omessa dichiarazione IVA e ritenendo che il consorzio non avesse perso il diritto al rimborso, ma dovesse chiederlo nelle forme della ripetizione dell’indebito, non potendo invocare come valida la dichiarazione presentata in via integrativa che mai avrebbe autorizzato un rimborso.

4. Avverso la decisione propone ricorso il contribuente, affidato a tre motivi che illustra con memoria, cui resiste l’Agenzia con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

5. Con il primo motivo di ricorso – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. -, il consorzio deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 30 per aver la CTR negato il diritto al rimborso riferendo nel corpo della motivazione a sostegno di tale conclusione principi di diritto espressi dalla giurisprudenza in materia di detrazione alla diversa ipotesi della richiesta di rimborso, senza tener conto, tra l’altro, del quadro Eurounitario e del principio di neutralità fiscale.

6. Con il secondo motivo – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. -, il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 30, comma 4 per aver la CTR ritenuto non fosse possibile per il contribuente invocare come valida dichiarazione dell’anno quella integrativa, relativa all’anno di imposta 2000.

7. Con il terzo motivo il contribuente – ai fini dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – prospetta la violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 8, comma 3 da parte del giudice d’appello per aver mancato di dare rilevanza alla dichiarazione IVA per l’anno di imposta 2000 che il consorzio aveva presentato in forza della previsione di legge suddetta, senza avere alcun imponibile da dichiarare, ma riportando il credito esposto nella dichiarazione dell’anno precedente.

8. I motivi possono essere esaminati congiuntamente in quanto connessi e sono fondati il primo e secondo, con assorbimento del terzo. La Corte ribadisce che “La neutralità dell’imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, l’eccedenza d’imposta, che risulti da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e sia dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, deve essere riconosciuta dal giudice tributario qualora il contribuente abbia rispettato tutti i requisiti sostanziali per la detrazione, sicché, in tal caso, nel giudizio di impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato, non può essere negato il diritto alla detrazione se sia dimostrato in concreto, ovvero non sia controverso, che si tratti di acquisti compiuti da un soggetto passivo d’imposta, assoggettati ad IVA e finalizzati ad operazioni imponibili.” (Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 8131 del 03/04/2018, Rv. 647726 – 01, conforme a Cass. Sez. U, Sentenza n. 17757 del 08/09/2016, Rv. 640943 – 01).

9. Nel caso di specie, la CTR a pag.2 accerta che il credito infine ammonta ad Euro 20.325,00 e che si tratta di un credito maturato l’11.3.2004, benché sul presupposto della minore eccedenza detraibile nel triennio 2000-2 e formatasi nell’anno 2000. In buona sostanza il Consorzio, ha omesso di presentare la dichiarazione, avendo cessato l’attività e chiuso la partita IVA nel 1999, e poi riaperto la partita IVA il 20.5.2003 allo scopo di ottenere il rimborso della suddetta somma; infine, in presenza di iniziale omessa dichiarazione per l’anno 2000, contestualmente all’istanza di definizione agevolata, ha trasmesso il modello Unico 2001/SC con l’inserimento della dichiarazione IVA contenente il riporto del credito 1999.

10. Orbene, sulla base della prospettazione di tali elementi, considerato che non sono contestati i presupposti sostanziali per fruire della detrazione e la presenza delle dichiarazioni periodiche IVA, il contribuente che nell’anno 2005 ha fatto valere un credito maturato l’11.3.2004 si colloca entro la cornice biennale cui fa riferimento il principio di diritto sopra riportato, che consente l’esercizio del diritto alla detrazione sulla base della giurisprudenza della S.C. consolidatasi dopo i gradi di merito e di cui sopra si è dato conto.

11. In conclusione, i primi due motivi di ricorso vanno accolti, assorbito il terzo, la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla CTR della Sardegna, in diversa composizione, in relazione ai profili e per la liquidazione delle spese di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo e secondo motivo di ricorso, assorbito il terzo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Sardegna, in diversa composizione, in relazione ai profili e per la liquidazione delle spese di legittimità.

Così deciso in Roma, il 10 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2021

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