Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3155 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2022, (ud. 10/10/2021, dep. 02/02/2022), n.3155

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per regolamento di competenza iscritto al n. 12369/2021

RG e proposto da:

P.A.;

– ricorrente –

avverso il decreto del giudice tutelare del Tribunale di Ancona del

27 aprile 2021.

Lette le conclusioni scritte del Procuratore Generale presso la Corte

di Cassazione che ha chiesto dichiararsi l’inammissibilità del

ricorso;

sentita la relazione in Camera di consiglio del Presidente Giacinto

Bisogni.

 

Fatto

RILEVATO

che:

La sig.ra P.A. ricorre per cassazione contro la dichiarazione di non luogo a provvedere sulla istanza presentata al giudice tutelare del Tribunale di Ancona il 18 aprile 2021 con la quale ha chiesto di “affermare la illegittimità per violazione degli artt. 13,16,32 Cost., con conseguente disapplicazione, dei D.P.C.M. in auge, ai sensi della L. n. 2248 del 1865, All. E”.

Il provvedimento del giudice tutelare impugnato dalla sig.ra P. reca la seguente motivazione conclusa dalla dichiarazione di non luogo a provvedere “verificato che l’istanza non è stata trasmessa nelle forme di rito e che comunque richiederebbe un intervento che esula dalla competenza e dai poteri del giudice tutelare, verificato che la sig.ra P. non è sottoposta ad alcuna misura di tutela gestita da questo Tribunale”;

Il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha concluso per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

Diritto

RITENUTO

che:

Il ricorso è inammissibile per una serie di motivi in primo luogo per la sua proposizione a mezzo posta in assenza di contraddittore e di procura per la rappresentanza e difesa in giudizio della ricorrente.

Il ricorso, autoqualificato come regolamento di competenza, si dirige contro una dichiarazione di non luogo a provvedere su una istanza di provvedimento fondato sulla assunzione da parte della richiedente che il Presidente del Consiglio dei Ministri, mediante la dichiarazione adottata in data 31 gennaio 2020 e i successivi D.P.C.M. emessi in relazione alla pandemia da COVID-2019, avrebbe messo sotto tutela l’intera cittadinanza senza autorizzazione del giudice tutelare e violando i principi sanciti dalle norme costituzionali citate.

Nelle sue conclusioni scritte il Procuratore Generale rileva che il ricorso è inammissibile sia nella forma che nel contenuto perché la ricorrente si è valsa di un atto del tutto anomalo per contestare la legittimità dei D.P.C.M. in materia sanitaria e censurare l’operato governativo. La constatazione della Procura Generale appare a questa Corte condivisibile perché il ricorso proposto al Giudice Tutelare del Tribunale di Ancona presenta il contenuto di un atto di dissenso politico piuttosto che quello – che necessariamente avrebbe dovuto avere per essere ammissibile – di una domanda diretta all’autorità giudiziaria al fine di ottenere una pronuncia di natura giurisdizionale. Il Giudice Tutelare ne ha correttamente tratto la conseguenza del non luogo a provvedere sulla implicita constatazione della assenza di una domanda proponibile all’autorità giudiziaria in generale prima ancora che con riguardo alla specifica competenza del giudice tutelare. Nei confronti di tale dichiarazione di non luogo a provvedere la ricorrente espone ora, nell’adire irritualmente la Corte di Cassazione, la riproposizione delle sue convinzioni circa l’illegittimità dell’attività regolatoria della Presidenza del Consiglio, oggetto dei vari D.P.C.M. succedutisi nel corso della pandemia, se interpretata come regolazione vincolante. Si tratta di una prospettazione che condivide con il ricorso introduttivo del giudizio il contenuto di un atto di dissenso politico inidoneo a porre in essere una impugnazione a carattere giurisdizionale e specificamente quella di un ricorso per cassazione ammissibile né come regolamento di competenza né come ricorso straordinario ex art. 111 Cost..

Alla dichiarazione di inammissibilità non consegue alcuna statuizione sulle spese processuali e sull’obbligo di versamento previsto dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

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