Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3150 del 07/02/2017


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Cassazione civile, sez. III, 07/02/2017, (ud. 24/01/2017, dep.07/02/2017),  n. 3150

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SPIRITO Angelo – Presidente –

Dott. OLIVIERI Stefano – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – rel. Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

M.A.T. (C.F.: (OMISSIS)) rappresentato e difeso, giusta

procura in atti, dall’avvocato Filippo Tortorici (C.F.: (OMISSIS));

– ricorrente –

nei confronti di:

– W.H. (C.F.: (OMISSIS)) rappresentato e difeso, giusta

procura in calce al controricorso, dall’avvocato Giorgio Spadafora

(C.F.: (OMISSIS));

– ALLIANZ S.p.A. (C.F.: (OMISSIS)), in persona del procuratore

P.R. rappresentato e difeso, giusta procura in calce al

controricorso, dall’avvocato Giorgio Spadafora (C.F.: (OMISSIS)) e

dall’avvocato Antonio Spadafora (C. F.: (OMISSIS));

– controricorrenti –

per la cassazione della sentenza n. 21/2014 della Corte d’Appello di

Trento – Sez. Dist. di Bolzano, depositata in data 8 febbraio 2014;

udita la relazione sulla causa svolta alla camera di consiglio del 24

gennaio 2017 dal consigliere Tatangelo Augusto.

Fatto

FATTI DI CAUSA

M.A.T. agì in giudizio nei confronti di W.H. e della sua assicuratrice della responsabilità civile Lloyd Adriatico Assicurazioni S.p.A. (oggi Allianz S.p.A.) per ottenere il risarcimento dei danni subiti in occasione di un incidente stradale avvenuto in data (OMISSIS).

La domanda fu rigettata dal Tribunale di Bolzano.

La Corte di Appello di Trento – Sezione Distaccata di Bolzano ha confermato sul punto la decisione di primo grado.

Ricorre M.A.T., sulla base di un unico motivo. Resistono con distinti controricorsi W.H. e Allianz S.p.A..

La controricorrente Allianz S.p.A. ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., comma 1.

Il collegio ha disposto che sia redatta motivazione in forma semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo del ricorso si denunzia “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio e violazione e falsa applicazione dell’art. 2054 c.c., comma 2.”.

Il ricorso è inammissibile.

Per quanto riguarda il profilo della censura con il quale sono prospettati vizi di motivazione, è sufficiente rilevare che siffatti vizi non sono più denunziabili con il ricorso per cassazione, ai sensi del testo vigente (e applicabile nella fattispecie, in ragione della data di pubblicazione della sentenza impugnata) dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5. Per quanto riguarda la prospettata violazione di legge, si osserva che la corte di appello – sulla base della prudente valutazione del materiale istruttorio, e con adeguata motivazione – ha ritenuto superata, in fatto, la presunzione di corresponsabilità di cui all’art. 2054 c.c., comma 2.

Ed in tema di sinistri stradali – costituiscono accertamenti di fatto, non censurabili in sede di legittimità, la ricostruzione della dinamica dell’incidente e l’accertamento della condotta e della responsabilità dei soggetti coinvolti, così come l’accertamento dell’esistenza o dell’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso (ex plurimis: Cass. 25 gennaio 2012 n. 1028; 5 giugno 2007 n. 13085; 18 aprile 2007 n. 9243; 8 settembre 2006 n. 19301; 23 febbraio 2006 n. 4009; 10 agosto 2004 n. 15434; 15 dicembre 2003 n. 19188; 14 luglio 2003 n. 11007; 11 novembre 2002 n. 15809).

Le censure del ricorrente sono dirette in sostanza a contestare i predetti accertamenti di fatto, attraverso la richiesta di una nuova e diversa valutazione del materiale istruttorio, il che non è consentito in sede di legittimità.

2. Il ricorso è dichiarato inammissibile.

Per le spese del giudizio di cassazione si provvede, sulla base del principio della soccombenza, come in dispositivo.

Dal momento che il ricorso risulta notificato successivamente al termine previsto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 18, deve darsi atto della sussistenza dei presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, introdotto dalla citata L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17.

PQM

La Corte:

dichiara inammissibile il ricorso;

condanna il ricorrente a pagare le spese del giudizio di legittimità in favore dei controricorrenti, liquidandole per ciascuno di essi in complessivi Euro 10.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, il 24 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 febbraio 2017

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