Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3139 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2022, (ud. 16/12/2021, dep. 02/02/2022), n.3139

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19542-2019 proposto da:

ADER-AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

M.I., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SARDEGNA 38,

presso lo studio dell’avvocato LUCIO NICASTRO, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato ANGELA ROVEDA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1481/9/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 01/04/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 16/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO

GIOVANNI CONTI.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

La CTR Lombardia, con la sentenza indicata in epigrafe, accolse l’appello proposto da M.I. contro l’Agenzia delle entrate Riscossione, annullando la cartella di pagamento notificata a mezzo plico raccomandato a persona diversa dal destinatario ai sensi della L. n. 890 del 1982, art. 7, comma 3. Secondo la CTR andava applicato alla notifica in esame l’art. 139 c.p.c., comma 4, che prescrive l’informativa successiva al contribuente a mezzo raccomandata.

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.

La parte intimata si è costituita con controricorso.

Con l’unico motivo di ricorso la ricorrente deduce la violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 4, in combinato disposto con l’art. 140 c.p.c., e con il D.L. n. 106 del 2005, art. 1, comma 5-bis, conv. in L. n. 156 del 2005. La ricorrente assume l’erroneità della sentenza impugnata, nella parte in cui aveva ritenuto l’illegittimità della notifica effettuata in via diretta dal concessionario con consegna al familiare del contribuente, non occorrendo la prova della spedizione e ricezione della raccomandata informativa.

Il ricorso è fondato.

Ed invero, questa Corte è ferma nel ritenere che, in materia di notificazione diretta dell’esattore, eseguita a mezzo posta ordinaria D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 26, e non sulla base della L. n. 890 del 1982, gli uffici finanziari possono procedere alla notificazione a mezzo posta ed in modo diretto degli avvisi e degli atti che per legge vanno notificati al contribuente.

Ne consegue che, quando il predetto ufficio si sia avvalso di tale facoltà di notificazione semplificata, alla spedizione dell’atto si applicano le norme concernenti il servizio postale ordinario e non quelle della L. n. 890 del 1982 – cfr. Cass. n. 17598 del 2010; Cass. n. 911 del 2012; Cass. n. 14146 del 2014; Cass. n. 19771 del 2013; Cass. n. 16949 del 2014 con specifico riferimento alla cartella notificata a mezzo portiere dal concessionario.

Tale conclusione trova conforto nel chiaro tenore testuale della L. n. 890 del 1982, art. 14, come modificato dalla L. n. 146 del 1998, art. 20, dal quale risulta che la notifica degli avvisi e degli atti che per legge devono essere notificati al contribuente può eseguirsi a mezzo posta direttamente dagli uffici finanziari.

La circostanza che tale disposizione faccia salve le modalità di notifica di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, e delle singole leggi d’imposta non elide la facoltà riconosciuta agli uffici finanziari – e per quel che qui interessa alla società concessionaria – di utilizzare le forme semplificate a mezzo servizio postale – con specifico riferimento all’inoltro di raccomandata consegnata al portiere – v. D.M. 9 aprile 2001, art. 39 (cfr. Cass. n. 27319 del 2014) – senza il rispetto della disciplina in tema di notifiche a mezzo posta da parte dell’ufficiale

In questa direzione, del resto, depone anche il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 1, che consente anche agli ufficiali della riscossione di provvedere alla notifica della cartella mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, precisando che in caso di notifica al portiere la stessa si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento da quest’ultimo sottoscritto, prevedendo la stessa norma richiamata il rinvio al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, unicamente per quanto “non regolato nello stesso articolo” (Cass. ord. n. 3254 del 2016, Cass. n. 12083 del 2016, Cass. n. 23341 del 2015, Cass. n. 6959 del 2015, Cass. n. 16949 del 2014, Cass. n. 9111 del 2012, Cass. n. 17598 del 2010; secondo Cass. n. 6377/14, in caso di notifica diretta a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, la disciplina applicabile è dettata dalle disposizioni concernenti il servizio postale ordinario, per la consegna dei plichi raccomandati, in quanto le disposizioni di cui alla L. n. 890 del 1982 attengono esclusivamente alla notifica eseguita dall’ufficiale giudi7iario, ex art. 140 c.p.c., pertanto, non è necessario l’invio della raccomandata informativa – Cass. n. 12181/13 -). Sulla specialità della notifica, D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 26, rispetto al D.P.R. n. 600 del 1972, art. 60, v. Cass. n. 3254 del 2016, Cass. n. 23341 del 2015 nonché Cass. n. 17445 del 2017, Cass. n. 21815 del 2019.

A tali principi non si è uniformato il giudice di appello che ha invece considerato invalida la notificazione a mezzo posta effettuata in via diretta dal concessionario al familiare del contribuente.

Sulla base di tali considerazioni, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Lombardia, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Lombardia, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

 

 

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