Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31384 del 03/11/2021

Cassazione civile sez. I, 03/11/2021, (ud. 15/12/2020, dep. 03/11/2021), n.31384

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI STEFANO Pierluigi – rel. Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14072/2019 proposto da:

B.M.A., elettivamente domiciliata in Padova, via Ugo

Foscolo, n. 13, presso lo studio dell’avv.ssa Elisabetta COSTA, che

la rappresenta e difende, giusta procura speciale a margine del

ricorso introduttivo del giudizio;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’interno, in persona del Ministro pro tempore,

Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione

internazionale di Verona, Sezione di Padova, domiciliato in Roma,

via dei Portoghesi n. 12, presso la Avvocatura generale dello Stato,

che lo rappresenta e difende per legge;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di VENEZIA, del 9/3/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/12/2020 da Dott. GENTILI ANDREA.

 

Fatto

RILEVATO

1. Il Tribunale di Venezia, in composizione monocratica, con atto del 9 marzo 2019, ha rigettato il ricorso con il quale B.M.A., cittadina (OMISSIS), aveva proposto opposizione avverso il provvedimento a lei notificato in data 24 agosto 2016, con il quale la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Verona – Sezione di Padova aveva, a sua volta, rigettato la domanda da quella presentata volta al riconoscimento della protezione internazionale sussidiaria o, comunque, delle forme complementari di protezione internazionale.

1.1. Con riferimento alla richiesta di protezione sussidiaria, il giudice del merito ha rilevato la (OMISSIS), in particolare il Kano State, dal quale proviene la ricorrente, può escludersi che si tratti di regione nella quale si stia vivendo una condizione di violenza indiscriminata in situazione di conflitto armato interno tale da giustificare la misura richiesta.

Quanto, infine, alla protezione umanitaria, il Tribunale ha rilevato che non risultano riscontrabili specifiche situazioni soggettive che avrebbero legittimato il riconoscimento delle medesima, non potendo la stessa essere ritenuta sulla sola base dello stato di salute della richiedente che non presenta specifiche patologie, ma solamente comuni sintomatologie derivanti dalla condizione anagrafica della richiedente.

1.2. Avverso questo provvedimento ha presentato ricorso per cassazione, affidandolo a due motivi di impugnazione, B.M.A..

1.3. Con controricorso del 17 maggio 2019 il Ministero dell’interno, rappresentato e difeso per legge dalla Avvocatura generale dello Stato, resiste in giudizio, contestando la ammissibilità del ricorso principale in quanto lo stesso, pur formulato sulla base della pretesa violazione di legge, prospetterebbe esclusivamente questioni di fatto.

1.4. Il ricorso è stato fissato per l’odierna adunanza in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., u.c. e art. 380-bis1 c.p.c.

Diritto

CONSIDERATO

2. Senza dovere esaminare le ragioni impugnatorie presenti nel ricorso proposto dalla ricorrente, si deve dichiarare immediatamente la inammissibilità del medesimo.

2.1. Osserva, infatti il Collegio che il provvedimento impugnato è stato emesso, stante la data in cui il relativo giudizio è stato introdotto e la legislazione processuale all’epoca vigente, dai Tribunale di Venezia in composizione monocratica e non collegiale.

In tali casi il Tribunale giudica (o, meglio giudicava, essendo la legge processuale medio tempore cambiata) o secondo il rito ordinario di cui agli artt. 281-bis c.p.c. e segg. ovvero, ricorrendone i presupposti, secondo il procedimento sommario di cognizione, di cui agli artt. 702-bis c.p.c. e segg. e delibera con provvedimento (a seconda dei casi: sentenza o ordinanza) impugnabile in prima battuta esclusivamente di fronte alla Corte di appello (Corte di cassazione, Sezione I civile, 27 febbraio 2020, n. 5387).

Il fatto che, invece, la difesa della richiedente abbia ora immediatamente utilizzato lo strumento del ricorso per cassazione rende evidentemente inammissibile l’impugnazione (nel senso della inammissibilità del ricorso per cassazione delle pronunzie del giudice monocratico nella presente materia: Corte di cassazione, Sezione I civile, 19 agosto 2010, n. 18737).

3. Il ricorso va, conclusivamente, dichiarato inammissibile e, considerato il fatto che la presente decisione prescinde, oltre che dalla fondatezza o meno del ricorso proposto, anche dagli argomenti svolti dalla Amministrazione intimata nel proprio controricorso, vi sono le ragioni per l’integrale compensazione fra le parti delle spese del giudizio.

4. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis ove dovuto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso;

compensa integralmente fra le parti le spese del giudizio;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo- unificato pari a quello previsto per il ricorso per cassazione, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis ove dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione prima civile della Corte di cassazione, il 15 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 3 novembre 2021

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