Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3135 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2022, (ud. 16/12/2021, dep. 02/02/2022), n.3135

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 32326-2020 proposto da:

G.A. e LA CORTE SOCIETA’ AGRICOLA COOPERATIVA A R.L.,

rappresentati e difesi dall’Avvocato ERIKA SICURO e dall’Avvocato

CARLO SICURO per procura in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

REGIONE EMILIA-ROMAGNA, rappresentata e difesa dall’Avvocato STEFANO

ARGNANI e dall’Avvocato DANIELA OPPI per procura in calce al

controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 580/2020 della CORTE D’APPELLO DI BOLOGNA,

depositata il 5/5/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 16/12/2021 dal Consigliere GIUSEPPE DONGIACOMO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. G.A., in proprio e quale legale rappresentante della La Corte soc. agr. coop., ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza della corte d’appello di Bologna che ha rigettato l’appello avverso la sentenza con la quale il Tribunale di Parma aveva, a sua volta, rigettato l’opposizione alla sanzione amministrativa inflitta per la violazione di cui alla L. n. 119 del 2003, art. 5, comma 2.

2. La Regione Emilia-Romagna ha resistito con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

3. Il ricorso si fonda su due motivi, il primo dei quali denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e la falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 16, comma 1, in relazione al D.L. n. 49 del 2003, art. 5, comma 5, e la mancata applicazione del principio del pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa pari al doppio del minimo edittale. Secondo la corte d’appello, infatti, il criterio del doppio del minimo non potrebbe operare, in ragione della sua natura proporzionale, per la sanzione opposta sicché residuerebbe il solo criterio del terzo della sanzione, venendo altrimenti meno la funzione deterrente della proporzionalità sanzionatoria.

4. Il motivo è fondato. La L. citata L. n. 689, art. 16, esclude, in effetti, l’operatività del criterio del doppio del minimo non qualora la sanzione sia proporzionale ma, per effetto della modifica introdotta dal D.Lgs. n. 213 del 1998, art. 52, solo nel caso in cui non sia per la stessa stabilito un minimo edittale, qui invece fissato in Euro 1.000,00;

5. Questa Corte, del resto, ha affermato il principio di diritto per cui in tema di c.d. quote-latte, l’acquirente che non abbia rispettato l’obbligo di versamento del prelievo supplementare di cui al D.L. n. 49 del 2003, art. 5, comma 5, conv. L. n. 119 del 2003, può estinguere l’illecito amministrativo, a norma della L. n. 689 del 1981, art. 16, comma 1, con il pagamento di una somma in misura ridotta pari al doppio del minimo edittale di Euro 1.000,00 (Cass. n. 8362 del 2020; Cass. n. 32006 del 2021).

6. Il secondo motivo è assorbito.

7. La sentenza impugnata dev’essere, quindi, cassata con rinvio, per un nuovo esame, alla corte d’appello di Bologna in diversa composizione che deciderà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte così provvede: accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata con rinvio, per un nuovo esame, alla corte d’appello di Bologna in diversa composizione che deciderà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile – 2, il 16 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

 

 

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