Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31307 del 03/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/11/2021, (ud. 09/06/2021, dep. 03/11/2021), n.31307

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13373-2020 proposto da:

U.B., domiciliato presso la cancelleria della CORTE DI

CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso

dall’avvocato MASSIMO RIZZATO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO;

– resistente –

avverso la sentenza n. 813/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 05/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 09/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MARCO

MARULLI.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. Con il ricorso in atti si impugna l’epigrafata sentenza con la quale la Corte d’Appello di Venezia, attinta dal ricorrente ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 19, e dell’art. 702-quater c.p.c., ha confermato il diniego pronunciato in primo grado della protezione internazionale e se ne chiede la cassazione sul rilievo: 1) della violazione dell’art. 116 c.p.c., in relazione al D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 8, comma 3, e al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 3, comma 5, nonché del difetto di motivazione avendo il decidente denegato il riconoscimento della misura richiesta stante la non credibilità del richiedente, ciò, tuttavia, senza considerare le condizioni generali del paese di provenienza (Nigeria) e senza attenersi ai criteri di giudizio di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5; 2) della violazione di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), avendo il decidente denegato il riconoscimento in parola quantunque anche nell’area di provenienza del richiedente la situazione si presenti conflittuale.

Non ha svolto attività difensiva il Ministero intimato non essendosi il medesimo costituito con controricorso ex art. 370 c.p.c., ma solo a mezzo di “atto di costituzione” ai fini della partecipazione all’udienza pubblica inidoneo allo scopo.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. Il primo motivo di ricorso è inammissibile essendo inteso a censurare il giudizio di non credibilità del richiedente che, in ossequio al principio della procedimentalizzazione legale della decisione, da compiersi sulla base degli indicatori di genuinità soggettiva di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, il decidente di merito, ripercorsa la vicenda nei suoi tratti salienti per come riferiti dallo stesso richiedente, ha espresso ritenendo che “l’appellante abbia svolto un racconto dai contorni improbabili, vaghi e del tutto non verificabili”; giudizio che, com’e’ noto, è espressione di un accertamento di fatto non censurabile in cassazione se non per vizio di motivazione ovvero per anomalia motivazionale integrante violazione di legge avente rilevanza costituzionale(Cass., Sez. I, 5/02/2019, n. 3340), circostanze ambedue queste non ricorrenti nella specie.

3. Il secondo motivo di ricorso è inammissibile, poiché – a fronte dell’affermazione operata dal decidente, debitamente suffragata in base alle fonti informative internazionali, secondo cui “non risulta che nella zona di (OMISSIS) in Edo State (dove l’appellante è nato e per sua stessa ammissione ha sempre vissuto) vi sia una situazione di violenza generalizzata o di conflitto armato o infine di anarchia senza il controllo delle autorità” – la censura manifesta un mero disaccordo motivazionale e rivendica solo la sollecitazione a rinnovare l’apprezzamento in fatto reso dal decidente di merito non esperibile in questa sede.

4. Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile.

5. Nulla spese in difetto di costituzione avversaria. Doppio contributo ove dovuto.

PQM

Dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, ove dovuto, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello riscosso per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della VI-I sezione civile, il 9 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 novembre 2021

 

 

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