Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31304 del 03/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/11/2021, (ud. 09/06/2021, dep. 03/11/2021), n.31304

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13224-2020 proposto da:

J.S., domiciliato presso la cancelleria della CORTE DI

CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso

dall’avvocato DAVIDE VERLATO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE VERONA SEZIONE

PADOVA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 5126/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 19/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 09/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MARULLI

MARCO.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. Con il ricorso in atti si impugna l’epigrafata sentenza con la quale la Corte d’Appello di Venezia, attinta dal ricorrente ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 19, e dell’art. 702-quater c.p.c., ha confermato il diniego pronunciato in primo grado della protezione internazionale e della protezione umanitaria e se ne chiede la cassazione sul rilievo; 1) della violazione e falsa applicazione di norme di diritto avendo il decidente ricusato il riconoscimento delle misure invocate senza assumere corrette informazioni riguardo alla condizione interna del paese di provenienza (Nigeria) e senza esercitare i poteri di indagine officiosi riguardo la protezione ivi accordata ai diritti fondamentali; 2) della violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 8 e art. 32, comma 3, in riferimento al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 14, lett. c), ed in potenza dell’art. 8 CEDU e del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 19, nonché dell’omesso esame di un fatto decisivo avendo il decidente ricusato il riconoscimento delle misure invocate senza procedere ad alcun approfondimento istruttorio, segnatamente con riguardo alla situazione interna del paese di provenienza, e senza esaminare il vissuto del richiedente durante la permanenza nel paese di transito (Libia).

Non ha svolto attività difensiva il Ministero intimato non essendosi il medesimo costituito con controricorso ex art. 370 c.p.c. ma solo a mezzo di “atto di costituzione” ai fini della partecipazione all’udienza pubblica inidoneo allo scopo.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. Il primo motivo di ricorso è inammissibile posto che esso – fermo che non sussiste la lamentata omissione, avendo la situazione interna del paese di provenienza costituito oggetto di specifica ricognizione al punto 3.4 del provvedimento impugnato e che il giudizio riguardo alla condizione di vulnerabilità dedotta con riferimento alla compromissione dei diritti umani fondamentali va condotto su base individuale e non considerando la situazione del paese di provenienza nel suo complesso (Cass., Sez. VI-I, 3/04/2019, n. 9304) – sollecita indirettamente una rivalutazione del quadro istruttorio e dell’apprezzamento operatone dal decidente di merito, sicché il motivo ha rilevanza manifestamente meritale e si sottrae perciò al sindacato di questa Corte.

3. Il secondo motivo di ricorso risulta in parte assorbito, laddove reitera l’allegazione in punto di omesso esame della situazione interna del paese di provenienza, ed in parte inammissibile, poiché l’allegazione in punto di omesso esame del vissuto del richiedente nel paese di provenienza costituisce questione nuova in relazione alla quale non trova soddisfazione il parametro dell’autosufficienza posto che non si indica né il quomodo né il quando dell’avvenuta sua rappresentazione al giudice del gravame.

4. Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile.

5. Nulla spese in difetto di costituzione avversaria. Doppio contributo ove dovuto.

PQM

Dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, ove dovuto, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello riscosso per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della VI-I sezione civile, il 9 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA