Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31127 del 29/12/2017


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 31127 Anno 2017
Presidente: PICCININNI CARLO
Relatore: FEDERICI FRANCESCO

SENTENZA

sul ricorso 15037-2012 proposto da:
AGENZIA

DELLE ENTRATE, in perdna del

ufrottore pr‹.)

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA

PORTOGHESI
2017

DEI

12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente –

1778
contro

BAROSI NICOLA, elettivamente domiciliato in ROMA VIALE
G. MAZZINI 11, presso lo studio dell’avvocato GABRIELE
ESCALAR, che lo rappresenta e difende unitamente

Data pubblicazione: 29/12/2017

all’avvocato LIVIA SALVINI, giusta delega a margine
del ricorso;
– con troricorrente nonchè contro

EQUITALIA NORD SPA;

intimats,

MILANO, depositata il 12/04/2012;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 07/12/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO
FEDERICI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. FEDERICO SORRENTINO, che ha concluso
per l’inammissibilità del ricorso;
udito per ricorrente l’Avvocato DETTORI BRUNO, che ha
chiesto l’accoglimento del ricorso;
udito

GABRIELE,
ricorso.

controricorrente

per
che

ha

chiesto

l’Avvocato

ESCALAR

l’inammissibilità del

avverso l’ordinanza n. 6/2012 della COMM.TRIB.REG. di

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per la cassazione dell’ordinanza
n. 6/14/12, depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia
il 1.04.2012.
Ha rappresentato che a seguito del maggior reddito accertato in capo a

avvisi nell’aprile 2008, era promosso un contenzioso dinanzi al giudice
tributario. La CTP di Milano accoglieva i ricorsi del contribuente, la CTR della
Lombardia accoglieva l’appello della Agenzia con sentenza n. 55/06/11.
Avverso questa sentenza il Barosi proponeva ricorso per cassazione e, con atto
depositato il 10.02.2012, chiedeva alla commissione regionale la sospensione
dell’esecutività della sentenza d’appello, che gli veniva concessa con
l’ordinanza ora impugnata.
L’Agenzia censura l’ordinanza,
con il primo motivo di ricorso per violazione dell’art. 49 del d.lgs. n. 546 del
1992, in relazione all’art. 360, co. 1, n. 3), c.p.c., perché erroneamente la
commissione regionale ha ritenuto applicabile al processo tributario l’art. 373
c.p.c.;
con il secondo motivo per nullità della sentenza ex art. 360, co. 1, n. 4)
c.p.c., per disapplicazione degli artt. 373 e 134 c.p.c., in combinato disposto
con l’art. 1, co. 2, del d.lgs. n. 546/1992, nonché dell’art. 111, co. 6 della
Cost., perché l’ordinanza era priva dei requisiti minimi di motivazione;
con il terzo motivo per insufficiente motivazione circa un fatto controverso
e decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360, co. 1, n. 5, c.p.c., per non
aver sufficientemente motivato sulla sussistenza dei requisiti di irreparabilità e
gravità del danno, oltre che sul fumus boni iuris.

Si costituiva il Barosi, che preliminarmente eccepiva l’inammissibilità del
ricorso dinanzi alla Corte di cassazione avverso una ordinanza emessa ai sensi
dell’art. 373 c.p.c.; nel merito ne sosteneva l’infondatezza.
Equitalia non si costituiva.
RGN 15037/2012
R,9 Ferierici

t
Ii

Barosi Nicola per gli anni d’imposta 2002/2005, e della notifica dei relativi

2

All’udienza pubblica del 7 dicembre 2017, dopo la discussione, il P.G. e le
parti concludevano. La causa era trattenuta in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE
La giurisprudenza di legittimità ormai prevalente e condivisibile ha

sensi dell’art. 373 c.p.c., con la quale sia disposta la sospensione cautelare
dell’esecuzione della sentenza della commissione tributaria regionale
impugnata per cassazione, non è ricorribile ex art. 111, co. 7, Cost.
A tali conclusioni si perviene perché, ai fini dell’impugnabilità per
cassazione di un provvedimento abnorme, ex art. 111 Cost., non è sufficiente
la sua abnormità, ma occorre che si tratti di sentenza, in senso sostanziale,
con le caratteristiche della decisorietà e definitività; essa peraltro deve essere
idonea ad incidere sui diritti soggettivi con efficacia di giudicato.
Inoltre l’ordinanza ex art. 373 c.p.c., con la quale si sospende una
sentenza della commissione tributaria regionale impugnata per la cassazione,
non è un provvedimento abnorme, come ormai riconosciuto dalla
giurisprudenza più recente della Corte di legittimità, non essendo ciò impedito
dall’art. 49 del d.lgs. n. 546 del 1992, secondo la sua più adeguata lettura
(Cass., Sez. 5, sent. n. 15004/2017; Sez. 5, sent. n. 2845/2012).
L’interpretazione ha avuto il suo definitivo riconoscimento con
l’introduzione dell’art. 62 bis del d.P.R. 546/1992, che espressamente prevede
e disciplina la richiesta di sospensione.
In conclusione deve dichiararsi inammissibile il ricorso.
All’esito segue la condanna della Amministrazione al pagamento delle spese
processuali sostenute dal Barosi, nella misura specificata in dispositivo, mentre
nulla va disposto nei confronti di Equitalia.

P.Q.M.

RGN 15037/2012
WAFe erici
• i

i

affermato, anche di recente, che nel processo tributario l’ordinanza emessa ai

3

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna l’Agenzia al pagamento
delle spese processuali, che si liquidano in favore di Barosi Nicola nella misura
di C 3.000,00, oltre rimborso forfettario del 15% e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il giorno 7 dicembre 2017.

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