Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3112 del 08/02/2011

Cassazione civile sez. trib., 08/02/2011, (ud. 15/12/2010, dep. 08/02/2011), n.3112

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Comune di Milano, in persona del legale rapp.te pro tempore, elette

dom.to in Roma, al Lungotevere Marzio, presso lo studio dell’avv.

IZZO Raffaele dal quale è rapp.to e difeso, unitamente all’avv.

Maria Rita Surano, Antonella Fraschini e Ruggero Meroni, giusta

procura in atti;

– ricorrente –

contro

Poliste 2000 s.r.l., in persona del legale rapp.te pro tempore,

elett.te dom.to in Roma alla via Aniene, n. 14, presso lo studio

dell’avv. Gerosa Roberto dal quale è rapp.to e difeso, unitamente

all’avv. Ungarelli Alberto, giusta memoria in atti;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale della Lombardia n. 123/2007/20 depositata l’8/2/2008;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 15/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. Marcello Iacobellis;

Udite le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale, Dott. CENICCOLA Raffaele, che ha concluso aderendo alla

relazione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia promossa da Poliste 2000 s.r.l. contro il Comune di Milano è stata definita con la decisione in epigrafe, recante l’accoglimento dell’appello proposto dalla contribuente contro la sentenza della CTP di Milano n. 28/5/2006 che aveva respinto il ricorso della contribuente avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) ICI 2000-2002. Il ricorso proposto si articola in unico motivo. Resiste con controricorso la contribuente. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 15/12/2010 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va preliminarmente affermata la inammissibilità della memoria di costituzione degli avv.ti Ungarelli e Gerosa con procura in calce alla stessa. Nel giudizio di cassazione la procura speciale non può essere rilasciata a margine o in calce ad atti diversi dal ricorso o dal controricorso, poichè l’art. 83, comma 3, nell’elencare gli atti a margine o in calce ai quali può essere apposta la procura speciale, individua, con riferimento al giudizio di cassazione, soltanto quelli suindicati. Pertanto, se la procura non viene rilasciata su detti atti, è necessario che il suo conferimento si realizzi nella forma prevista dal citato art. 83, comma 2, cioè con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, facenti riferimento agli elementi essenziali del giudizio, quali l’indicazione delle parti e della sentenza impugnata. A quest’ultima conclusione deve pervenirsi anche con riferimento all’ipotesi in cui sopraggiunga la sostituzione del difensore nominato con il controricorso, non rispondendo alla disciplina del giudizio di cassazione, dominato dall’impulso d’ufficio a seguito della sua instaurazione con la notifica e il deposito del ricorso (o controricorso) e non soggetto agli eventi di cui agli artt. 299 e segg. cod. proc. civ., il deposito di un atto redatto dal nuovo difensore su cui possa essere apposta la procura speciale (Sez. 3, Sentenza n. 13086 del 05/06/2007).

Nel merito il ricorrente assume la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 6, nonchè l’errata motivazione su un punto decisivo della controversia. La CTR avrebbe erroneamente ritenuto che la mancata notifica dell’invito a comparire, a seguito di istanza di accertamento con adesione ai sensi del D.Lgs. cit., art. 6, comma 2, comportasse la nullità dell’accertamento.

La censura di cui all’art. 360 c.p.c., n. 3, è fondata alla luce del principio affermato da questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 3676 del 17/02/2010) secondo cui, in tema di accertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell’istanza D.Lgs. 16 giugno 1997, n. 218, ex art. 6 non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli Uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge.

La sentenza impugnata va cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio al giudice del merito, per le sue ulteriori valutazioni, sulla base del principio di diritto affermato e per la liquidazione delle spese.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo grado, ad altra sezione della CTR della Lombardia.

Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2011

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