Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30998 del 27/12/2017

Civile Ord. Sez. U Num. 30998 Anno 2017
Presidente: CANZIO GIOVANNI
Relatore: CIRILLO ETTORE

ORDINANZA

sul ricorso 15437-2017 proposto da:
X.Y. , elettivamente domiciliato in ROMA,
presso lo studio dell’avvocato M.P. ,
rappresentato e difeso dal sé medesimo;
– ricorrente contro

CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI VELLETRI;
PROCURATORE GENERALE PRESSO LA SUPREMA CORTE DI
CASSAZIONE, CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE;

Data pubblicazione: 27/12/2017

– intimati avverso la sentenza n. 408/2016 del CONSIGLIO NAZIONALE
FORENSE, depositata il 31/12/2016.
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
05/12/2017 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO;

W.Z., il quale chiede che la Corte di cassazione,
pronunciando a Sezioni Unite, rigetti l’istanza di sospensione della
esecutorietà della sentenza del CNF.

La Corte,
decidendo a sezioni unite sulla sospensione richiesta nel
procedimento indicato in epigrafe, osserva quanto segue:
1. Il Consiglio dell’ordine forense di Velletri instaurò plurimi
procedimenti disciplinari, poi riuniti, a carico dell’avvocato X.Y.
ùper aver adoperato, in atti giudiziari e in
corrispondenza epistolare, espressioni sconvenienti e offensive nei
confronti vari soggetti (…)
e per aver tenuto una condotta impropria con
una intimazione diretta nei confronti di una controparte (sig.ra G.
G.). All’esito applicò all’incolpato la sospensione dall’esercizio
della professione per cinque mesi, con decisione che, per vizi formali,
fu annullata con rinvio dal Consiglio nazionale forense.
1.1 A seguito di nuova deliberazione il Consiglio dell’ordine forense di
Velletri applicò all’avv. X.Y. la sospensione dall’esercizio della
professione per sette mesi. La decisione, impugnata dall’interessato,
è stata riformata, con pronunzia del 31 dicembre 2016, limitatamente
al trattamento sanzionatorio, derubricato dal Consiglio nazionale
forense nella sola censura.
1.2 Per la cassazione di tale sentenza l’avvocato X.Y. propone
ricorso affidato a plurimi motivi e corredato da istanza di sospensione

Ric. 2017 n. 15437 sez. 5U – ud. 05-12-2017

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lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale dott.

della sentenza impugnata. Il P.G., su quest’ultimo punto, rassegna
conclusioni scritte chiedendo il rigetto dell’istanza.
2. All’esito dell’odierna adunanza camerale, la Corte ritiene che la
sospensione dell’esecuzione della sentenza del Consiglio nazionale
forense non possa essere accordata.

effetti pregiudizievoli connessi alla mera “censura”. Però ciò fa, da un
lato, con generico riferimento all’attività forense, senza indicare
ulteriori e obiettivi elementi di giustificazione; dall’altro, con
incongruo riferimento al fatto che sarebbero pendenti altri due
similari procedimenti disciplinari, «riferibili ad una c.d. vis compulsiva
di taluni consiglieri» (Cass., Sez.U., 25/02/2016, n.3734;
06/05/2016, n. 9149; 09/05/2016, n.9287; 07/11/2016, n. 22521).
2.2 Si aggiunga che la sanzione della censura non ha natura
interdittiva (come la sospensione) o costitutiva (come la radiazione),
ma altro non è che «una dichiarazione formale della mancanza
commessa e del biasimo incorso» (art. 40 del r.d.l. 27 novembre
1933, n. 1578), ovverosia «consiste nel biasimo formale» (art. 53
della legge 31/12/2012, n. 247, Nuova disciplina dell’ordinamento
della professione forense; conf. art. 22 del Nuovo codice deontologico
forense;

v. art. 30 del

Nuovo regolamento del procedimento

disciplinare). In altre parole, mutuando il linguaggio dalla dottrina, vi
sono sanzioni formali – avvertimento e censura – che si riducono a
una deplorazione del comportamento tenuto dal professionista, senza
alcuna incidenza sulla sua attività professionale, e sanzioni sostanziali
– sospensione e radiazione – che impediscono, temporaneamente o
definitivamente (fatta salva la possibilità di re-iscrizione alle
condizioni di cui all’art. 62, comma 10, legge n. 247/2012), l’esercizio
dell’attività professionale.
2.2 Nella fase esecutiva delle sanzioni formali il Consiglio dell’ordine
procede unicamente all’inserimento della decisione nel fascicolo

Ric. 2017 n. 15437 sez. SU – ud. 05-12-2017

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2.1 La richiesta di sospensiva in realtà si limita a prospettare gli

personale dell’iscritto (art. 35, comma 2, reg. 21/02/2014, n.2).
Solamente per le sanzioni sostanziali, invece, v’è quell’immediatezza
afflittiva, derivante (a) dall’impedimento professionale, con possibili
ricadute anche penali (v. Cass., Sez.U., 26/09/2017, n. 22358; conf.
Cass. pen. 11-25/03/2014, n. 14013), (b) dalla perdita dello jus

uffici giudiziari, ordini del distretto e iscritti agli albi, anche mediante
affissione presso l’ordine stesso (art. 62, commi 5 e 6, reg. n.
2/2014) ed inserimento in appositi elenchi tenuti e aggiornati dal
Consiglio medesimo (art. 15, lett. e) – f), legge n. 247/2012).
2.3 Il carattere decisivo dei rilievi svolti in ordine al

periculum,

assorbe ogni altra questione anche di rito ed esime da ogni
considerazione riguardo alla configurabilità o meno del fumus; sicché
la valutazione del fondamento del ricorso, al pari di ogni altra
questione, resta interamente riservata alla decisione finale sul merito
del ricorso (Cass., Sez. U., 06/05/2016, n. 9149).
P.Q.M.
Visto l’art. 36, comma 7, della legge 31/12/2012, n.247, rigetta
l’istanza del ricorrente di sospensione dell’esecuzione della sentenza
impugnata.

postulandi e (c) dalla capillare divulgazione dell’impedimento presso

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