Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30891 del 22/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30891 Anno 2017
Presidente: SCALDAFERRI ANDREA
Relatore: DI MARZIO MAURO

ORDINANZA
sul ricorso 18142-2016 proposto da:
STC ENGINEERING SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del
liquidatore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MONTE
SANTO 68, presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA FONSI,
che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato PAOLO
VANNINI;
– ricorrente –

contro
ZANCHIN FLLI SNC DI ZANCHIN CORRADO & C, FALLIMENTO
STC ENGINEERING SRL IN LIQUIDAZIONE;
– intimate –

avverso la sentenza n. 1455/2016 della CORTE D’APPELLO di
VENEZIA, depositata il 23/06/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 07/11/2017 dal Consigliere Dott. MAURO
DI MARZIO.

RILEVATO CHE
1. — Con sentenza del 23 giugno 2016 la Corte d’appello di
Venezia ha respinto il reclamo proposto da SCT Engineering
S.r.l. in liquidazione nei confronti del Fallimento SCT

Data pubblicazione: 22/12/2017

Engineering S.r.l. in liquidazione nonché del creditore istante
Zanchin F.11i di Zanchin Corrado & C. S.n.c. Società agricola
contro la sentenza dichiarativa del suo fallimento.

2. — Per la cassazione della sentenza SCT Engineering S.r.l. in

Gli intimati non hanno spiegato difese.

CONSIDERATO CHE
3. — Il primo motivo denuncia «omesso esame circa un fatto
decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le
parti» censurando la sentenza impugnata per non aver tenuto

conto del fatto che il lodo arbitrale irrituale, con cui era stato
riconosciuto il credito fatto valere dal creditore istante, aveva
addebitato a SCT Engineering S.r.l. opere ed attività lavorative
contrattualmente non previste, omettendo di esaminare il
documento «fine lavori» ed attribuendo alla società attività
affidate invece ad un ingegnere libero professionista.
Il secondo motivo denuncia sotto la medesima rubrica
l’assenza di motivazione in ordine alla sussistenza dello stato di
insolvenza.

RITENUTO CHE

4.

— Il Collegio ha disposto l’adozione della modalità di

motivazione semplificata.

5. — Il ricorso è inammissibile.
Vale premettere che SCT Engineering S.r.l. e Zanchin F.11i di
Zanchin Corrado & C. S.n.c. Società agricola hanno dato corso
ad un arbitrato irrituale conclusosi con un lodo irrituale che ha

Ric. 2016 n. 18142 sez. M1 – ud. 07-11-2017
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liquidazione ha proposto ricorso affidato a due motivi.

condannato la prima a pagare alla seconda un importo di C
879.243,99 oltre accessori, e che è stato impugnato dalla
soccombente, la quale ne ha chiesto l’annullamento. Sicché la
creditrice ha formulato istanza di fallimento che è stato
dichiarato.

Esso mira a rimettere in discussione la sussistenza del credito
e, cioè, a censurare l’operato dell’arbitro irrituale, omettendo
viceversa del tutto di misurarsi con la motivazione in proposito
adottata dalla Corte d’appello, la quale ha ritenuto che
l’impugnazione del lodo non fosse assistita da un pronostico di
successo, dal momento che SCT Engineering S.r.l. ne aveva
chiesto l’annullamento esclusivamente per errores in iudicando,
in violazione dei limiti posti ali’impugnabilità del lodo irrituale
dall’articolo 827 c.p.c.. Va da sé che la censura così
prospettata si colloca al di fuori dei limiti previsti dall’attuale
numero 5 dell’articolo 360 c.p.c., il quale si riferisce al «fatto»
intendendo con ciò un preciso accadimento ovvero una precisa
circostanza in senso storico-naturalistico (Cass. n.
21152/2014), giacché mira indirettamente, come si diceva, a
rimettere in discussione la valutazione compiuta dal giudice di
merito in ordine alla probabilità di accoglimento
dell’impugnazione del lodo arbitrale.
Anche il secondo motivo è inammissibile.
Premessa la sussistenza del credito risultante dal lodo arbitrale
irrituale, difatti, la Corte territoriale ha evidenziato che, a
fronte di un patrimonio di circa C 70.000,00, sussistevano
passività per un importo di oltre 10 volte superiore, con
conseguente sbilancio decisivo ed assorbente, trattandosi di
società in liquidazione. Trattasi di accertamento di fatto

Ric. 2016 n. 18142 sez. M1 – ud. 07-11-2017
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Ciò detto, il primo motivo è inammissibile.

sostenuto da motivazione eccedente la soglia del «minimo
costituzionale» (Cass., Sez. Un., 7 aprile 2014, n. 8053) e
come tale insindacabile in questa sede.

6. — Nulla per le spese. Sussistono i presupposti per il

PER QUESTI MOTIVI
dichiara inammissibile il ricorso; nulla per le spese; ai sensi del
d.P.R. n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, dichiara
che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della
parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso
articolo 13, comma 1 bis.
Così deciso in Roma, il 7 novembre 2017.

raddoppio del contributo unificato.

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