Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30854 del 29/11/2018

Cassazione civile sez. III, 29/11/2018, (ud. 25/09/2018, dep. 29/11/2018), n.30854

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – rel. Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GIANNITI Pasquale – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14115-2015 proposto da:

T.Q., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI

140, presso lo studio dell’avvocato PIERLUIGI LUCATTONI,

rappresentato e difeso dagli avvocati LAURA PICCO, DIEGO DA ROS

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE CANEVA in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA F. CONFALONIERI 5, presso lo studio

dell’avvocato ANDREA MANZI, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato LUCA MAZZERO giusta procura speciale in calce al

controricorso;

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA, in persona del Dr. B.M.

Responsabile, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CALAMATTA 27,

presso lo studio dell’avvocato LUIGI GRECO, rappresentata e difesa

dall’avvocato ROBERTO MAZZOLENI giusta procura speciale in calce al

controricorso;

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA, in persona del Dr. B.M.

Responsabile, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CALAMATTA 27,

presso lo studio dell’avvocato LUIGI GRECO, rappresentata e difesa

dall’avvocato ROBERTO MAZZOLENI giusta procura speciale in calce al

controricorso;

COMUNE CANEVA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA F. CONFALONIERI 5, presso lo studio

dell’avvocato ANDREA MANZI, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato LUCA MAZZERO giusta procura speciale in calce al

controricorso;

– controricorrenti –

e contro

P.G., BI.MI., BI.CH.;

– intimati –

Nonchè da:

P.G., BI.CH., BI.MI. tutti in proprio e quale erede

di BI.GI., elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE G. MAZZINI

140, presso lo studio dell’avvocato PIERLUIGI LUCATTONI, che li

rappresenta e difende unitamente agli avvocati LAURA PICCO, DIEGO DA

ROS giusta procura speciale in calce al controricorso e ricorso

incidentale;

– ricorrenti incidentali –

avverso la sentenza n. 235/2015 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,

depositata il 02/04/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

25/09/2018 dal Consigliere Dott. MARIO CIGNA;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore generale Dott. CARDINO Alberto, che ha chiesto

il rigetto del ricorso principale e l’inammissibilità il ricorso

principale.

Fatto

FATTO E DIRITTO

T.Q. ha proposto ricorso per Cassazione, affidato a cinque motivi, avverso sentenza 235/2015 della Corte d’Appello di Trieste.

P.G., Bi.Mi. e Bi.Ch., tutti sia in proprio sia quali eredi di Bi.Gi., hanno proposto ricorso incidentale, anche adesivo a quello principale.

Il Comune di Caneva e Unipol Sai hanno resistito ad entrambi con separati controricorsi.

Il Procuratore Generale ha chiesto di rigettare il ricorso principale e di dichiarare inammissibile quello incidentale.

Con atto notificato il 23-7-2018 T.Q. nonchè P.G., Bi.Mi. e Bi.Ch., nella loro qualità, hanno dichiarato di rinunciare al ricorso principale ed a quello incidentale anche adesivo, con compensazione integrale delle spese di lite.

Il Comune di Caneva e Unipol Sai hanno dichiarato di accettare tale rinuncia. Alla stregua di quanto sopra, pertanto, accertata la ritualità della rinuncia e dell’accettazione, in applicazione degli artt. 306 e 390 c.p.c., va dichiarato estinto il giudizio, con compensazione delle spese di lite come richiesto dalle parti.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, poichè è intervenuta la detta rinuncia e la conseguente accettazione ed il giudizio è stato dichiarato estinto, si dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio; dichiara interamente compensate tra le parti le spese di lite; dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale e per il ricorso incidentale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 25 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 29 novembre 2018

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