Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30845 del 22/12/2017


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 30845 Anno 2017
Presidente: PICCININNI CARLO
Relatore: CAIAZZO ROSARIO

ORDINANZA

sul ricorso n. 8970/11, proposto da:
Geraldine Adelaide Giotta, elett.te domic. in Roma, alla via Dardanelli n.37,
presso l’avv. Giuseppe Campanelli, rappres. e difeso, dall’avv. Salvatore
Marotta con procura speciale in calce al ricorso;
RICORRENTE
CONTRO
Agenzia delle entrate, elett.te domic. in Roma, alla via dei Portoghesi n.12,
presso l’Avvocatura dello Stato che la rappres. e difende;
CONTRORICORRENTE
avverso la sentenza n. 10/01/2010 della Ctr del Piemonte, depositata in data
6/12/2010;
udita la relazione del consigliere, dott. Rosario Caiazzo, nella camera di
consiglio del 13.11.2017.
RILEVATO CHE

Geraldine Adelaide Giotta propose ricorso avverso un atto di contestazione
dell’ufficio delle dogane di Aosta per condotta di contrabbando di bottiglie di
vino di notevole valore commerciale, con irrogazione della sanzione pecuniaria
e confisca della merce, contestando l’erronea redazione del verbale e l’omessa

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Data pubblicazione: 22/12/2017

adozione del medesimo atto impugnato nei confronti del proprietario della
merce, avendo ella trasportato la merce quale dipendente di quest’ultimo.
La Ctp respinse il ricorso, ritenendo non credibili le giustificazioni addotte avendo la ricorrente letto e sottoscritto il verbale di contestazione- e rilevando
che l’atto impugnato aveva attribuito alla ricorrente la condotta di autrice
materiale dell’illecito che le era stato ascritto in solido con il proprietario della

La Ctr respinse l’appello della Giotta, confermando la motivazione di primo
grado.
La Giotta ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi.
Resiste l’Agenzia delle dogane con controricorso, proponendo altresì ricorso
incidentale affidato ad un unico motivo.
CONSIDERATO CHE

Con il primo motivo del ricorso principale è stata denunziata la violazione e
falsa applicazione degli artt. 6 e 20,3°c., della I. n. 689/81, lamentando che la
Ctr aveva applicato la confisca pur essendo la merce di proprietà di un terzo
soggetto, cui non era stato notificato l’atto impugnato.
Con il secondo motivo è stata denunziata la violazione e falsa applicazione del
suddetto art. 6 e dell’art. 2049 c.c., criticando parimenti l’omessa notificazione
dell’atto impugnato al proprietario della merce, quale datore di lavoro della
ricorrente.
Il ricorso principale è infondato.
I due motivi possono essere esaminati congiuntamente, poiché tra loro
connessi.
I motivi non possono essere accolti, avendo la Ctr correttamente argomentato
in ordine all’applicabilità dell’art. 6, 1°c., della I. n. 689/81, che in tema di
sanzioni amministrative, considera obbligato in solido con l’autore materiale
della violazione il proprietario della cosa che servì o fu destinata a
commetterla.
Al

riguardo,

va

osservato che

l’omessa

contestazione dell’illecito

amministrativo al proprietario della merce confiscata non preclude che la
violazione sia invece contestata al solo autore materiale, trattandosi di

merce sequestrata, a norma dell’art. 6, 1°c., della I. n. 689/81.

responsabilità in solido, né l’omessa contestazione al proprietario rende
illegittimo l’atto oggetto d’impugnazione.
Parimenti, non è stato violato l’art. 20,3°c., della legge n. 689/81- secondo il
cui disposto le autorità possono disporre la confisca amministrativa delle cose
che servirono o furono destinate a commettere la violazione e debbono
disporre la confisca delle cose che ne sono il prodotto, sempre che le cose

non impone, a pena di validità dell’atto di contestazione dell’illecito all’autore
materiale, che tale atto sia notificato anche al proprietario della merce.
Pertanto, è irrilevante il riferimento all’art. 2049 c.c., dettato in tema di
responsabilità extracontrattuale, attesa la norma speciale del citato art. 6 in
ordine alle sanzioni amministrative.
Il ricorso incidentale dell’Agenzia è inammissibile.
La ricorrente ha chiesto di rigettare il ricorso principale, correggendo la
motivazione della sentenza della Ctr nella parte relativa alla ritenuta
inammissibilità del motivo d’appello concernente l’omessa notificazione
dell’atto di confisca al proprietario.
Ora, dato che il ricorso principale è da respingere, non sussiste l’interesse ad
agire data l’irrilevanza della correzione della motivazione; inoltre, la questione
è stata comunque vagliata attraverso l’esame dei motivi del ricorso principale.
Considerata la reciproca soccombenza, sussistono i presupposti per
compensale le spese del grado di legittimità.

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La Corte rigetta il ricorso e i

iara inammissibile il ricorso incidentale.

Dichiara compensate le spese del giudizio.
Così deciso nella camera di consiglio del 13 novembre 2017.

suddette appartengano a una delle persone cui è ingiunto il pagamento- che

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