Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30762 del 21/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30762 Anno 2017
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 23226-2016 proposto da:
SCARANO GERARDO, elettivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentato e difeso da se stesso;

,

– ricorrente (
contro
EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA, 07244730961, in
persona del legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA,
PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati LUCIANA
CLERICI, LAURA CELLA;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 21/12/2017

avverso la sentenza n. 1159/35/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di MILANO, depositata il 02/03/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 22/11/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO
MANZON.

Presidente e del Relatore.
Rilevato che:
Con sentenza in data 12 gennaio 2016 la Commissione tributaria
regionale della Lombardia rigettava l’appello proposto da Scarano
Gerardo avverso la sentenza n. 8264/26/14 della Commissione
tributaria provinciale di Milano che ne aveva respinto il ricorso contro
gli avvisi di intimazione per II.DD. ed IVA 2005-2006. La CTR
osservava in particolare che la notifica “diretta” da parte dell’ Agente
della riscossione degli atti riscossivi impugnati doveva considerarsi
legittima in relazione ad ogni profilo eccepito dal contribuente e quindi
affermava che la procedura notificatoria degli stessi si era ritualmente
perfezionata.
Avverso tale decisione ha proposto ncorso per cassazione il
contribuente deducendo quattro motivi.
Resiste con controricorso l’Agente della riscossione.
Considerato che:
Con il primo motivo —ex art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ.il ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione degli artt. 31, 61,
d.lgs. 546/1992, poiché la CTR non aveva rilevato che non era stato
ritualmente comunicato al contribuente medesimo, quale avvocato,
costituitosi in giudizio in proprio, l’avviso di trattazione dell’appello.
La censura è fondata.

Ric. 2016 n. 23226 sez. MT – ud. 22-11-2017
-2-

Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

Va ribadito che «Nel contenzioso tributario, la comunicazione della
data di udienza, ai sensi dell’art. 31 del d.lgs n. 546 del 1992, applicabile
anche ai giudizi di appello in relazione al richiamo operato dell’art. 61
del medesimo decreto, adempie ad un’essenziale funzione di garanzia
del diritto di difesa e del principio del contraddittorio, sicché l’omessa

fissazione dell’udienza di discussione, determina la nullità della
decisione comunque pronunciata» (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 1786 del
29/01/2016, Rv. 638739 – 01).
La certificazione della segreteria della CTR prodotta in allegato dal
ricorrente assevera il fatto processuale omissivo de quo, sicché se ne
palesa la conseguente nullità della sentenza impugnata, in aderenza al
principio di diritto di cui a tale arresto giurisprudenziale.
Quindi accogliendosi il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, la
sentenza impugnata va cassata con rinvio al giudice a quo per nuovo
esame.
PQM
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti il
secondo, il terzo, ed il quarto motivo, cassa la sentenza impugnata e
rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa
composizione, anche per le spese del presente giudizio.
Così deciso in Roma, 22 novembre 2017
Il Presidykté
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comunicazione alle parti, almeno trenta giorni prima, dell’avviso di

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