Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30760 del 30/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2011, (ud. 29/11/2011, dep. 30/12/2011), n.30760

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

S.R., elettivamente domiciliato in ROMA VIA

BERTOLONI 29, presso lo studio dell’avvocato SQUILLANTE JACOPO, che

lo rappresenta e difende, giusta delega in calce;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 161/2007 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 12/04/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

29/11/2011 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO;

udito per il ricorrente l’Avvocato MADDALO, che si riporta;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

POLICASTRO Aldo, che ha concluso per l’accoglimento nei limiti di cui

alla sentenza SS.UU. n. 13642/11 con cassazione e rinvio al Giudice

di Merito per la determinazione del rendimento sottoponibile alla

ritenuta del 12,50%;

E’ comparso l’Avvocato SQUILLANTE JACOPO che deposita osservazioni

scritte, sentito il parere del P.M..

Fatto

FATTO E DIRITTO

In applicazione del decreto del Primo Presidente in data 22 marzo 2011, il Collegio ha disposto che sia adottata una motivazione semplificata:

A. In controversia relativa al rimborso di trattenute erariali operate nel 2000, con le aliquote previste dalla ed. tassazione separata (34,5%), nei confronti di ex dirigente dell’Enel ( S.R.) sulle somme erogate da Fondenel (ex PIA) per la cessazione del rapporto, l’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione avverso la decisione d’appello favorevole al contribuente (CTR-Lazio n. 161/34/07), denunciando con un solo mezzo “insufficiente e contraddittoria motivazione attorno ad un punto decisivo delle controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5” e sviluppando plurime questioni, alle quali la parte privata resiste con controricorso (e memoria).

B. Partendo dal ricorso principale, trattasi di questioni – dirette a contestare la riconosciuta tassazione agevolata del 12,50% – tutte recentemente e definitivamente risolte dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 13642 del 22 giugno 2011, che ha enunciato il risolutivo e assorbente principio di seguito riportato:

“In tema di fondi previdenziali integrativi, le prestazioni erogate in forma capitale ad un soggetto che risulti iscritto, in epoca antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 124 del 1993, ad un Fondo di previdenza complementare aziendale a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente, sono soggette al seguente trattamento tributario: a) per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, la prestazione è assoggettata al regime di tassazione separata di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16, comma 1, lett. a), e art. 17 T.U.I.R., solo per quanto riguarda la “sorte capitale” corrispondente all’attribuzione patrimoniale conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre alle somme provenienti dalla liquidazione del c.d. rendimento si applica la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6; b) per gli importi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2001 si applica interamente il regime di tassazione separata di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16, comma 1, lett. a), e art. 17 T.U.I.R.”.

C. Inoltre, con riferimento al basilare concetto di “rendimento”, le Sezioni Unite precisano in motivazione (6.1) che si tratta del “rendimento netto, imputabile alla gestione sul mercato da parte del Fondo del capitale accantonato”.

D. Quest’ultimo rilievo, riguardante specificamente la previdenza complementare aziendale per i dirigenti dell’ENEL (disciplinata dagli accordi sindacali del 16 aprile 1986 e del 23 gennaio 1998), chiarisce e integra la generale portata regolatrice del principio di diritto.

E. Ciò rileva, poichè la decisione della commissione regionale in esame, nel suo insufficiente approccio al thema decidendum, pur distinguendo tra capitale e rendimento per applicare solo a quest’ultimo l’aliquota del 12,5% prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6 ha omesso, tra l’altro, di precisare se la quota del rendimento concretamente considerata in sentenza sia specificamente quella relativa al “rendimento netto, imputabile alla gestione sul mercato da parte del Fondo del capitale accantonato”, così incorrendo in complessivo vizio di motivazione, atteso l’incerto impianto argomentativo, tra previdenza complementare a capitalizzazione, gestione di tipo assicurativo e conseguenze tecnico- finanziarie, legittimamente denunciato in ricorso (art. 360 c.p.c., n. 5).

F. Tutto ciò premesso, dichiarata assorbito ogni altro rilievo, il ricorso dell’Agenzia delle entrate deve essere accolto per quanto di ragione, con stretto riferimento ai principi regolativi enunciati dalle Sezioni Unite (non essendovi ragioni per discostarsene) e agli oneri motivazionali sopra evidenziati.

G. Ciò comporta la cassazione della carente sentenza impugnata, con rinvio della causa, per nuovo esame della fattispecie concreta in forza dei suddetti principi (par. B-C-E), alla commissione regionale competente, che, in diversa composizione, determinerà le somme maturate per investimenti nel libero mercato e liquiderà anche le spese del presente grado di giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie parzialmente il ricorso nei sensi di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata in relazione a quanto accolto e rinvia, anche per le spese, alla CTR-Lazio in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 29 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2011

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