Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30731 del 21/12/2017


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Civile Ord. Sez. 2 Num. 30731 Anno 2017
Presidente: MATERA LINA
Relatore: CAVALLARI DARIO

ORDINANZA
sul ricorso 3907-2014 proposto da:
BULICHELLI FULVIA, rappresentata e difesa dall’Avv. MAURO
VIVALDI, presso lo studio del quale in Livorno, via Ricasoli 118,
è domiciliata;
– ricorrente contro
PAGNI ALBERTO, rappresentato e difeso dall’Avv. FRANCESCO
MORI;
CASALI MARIA GRAZIA e DEL SECCO RENZO, rappresentati e
difesi dall’Avv. MASSIMO GAMBACCIANI, presso il suo studio in
Livorno, piazza Attias 13, elettivamente domiciliati;
– controricorrenti avverso la sentenza n. 1462/2013 della CORTE D’APPELLO di
FIRENZE, depositata il 25/09/2013;

:2 2

Data pubblicazione: 21/12/2017

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
del 21/09/2017 dal Dott. DARIO CAVALLARI.

MOTIVI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE

l’attrice Agenzia Immobiliare New House sas avesse svolto attività
di mediazione per conto dei coniugi Del Secco e Casali, quali
venditori, e di Alberto Pagni, nella veste di promissario acquirente,
condannava i convenuti a pagare la provvigione maturata.

Con atto di appello notificato il 17 novembre 2006 Renzo Del
Secco e Maria Grazia Casali impugnavano la sentenza di primo
grado.

Alberto Pagni proponeva anch’egli appello contro la detta
sentenza con citazione notificata 1’11 gennaio 2007.

La Corte di Appello di Firenze, riunite le cause, nel
contraddittorio delle parti, accoglieva gli appelli.

Fulvia Bulichelli, nella qualità di legale rappresentante della
cessata Agenzia Immobiliare New House di Bulichelli Fulvia & C.
sas, ha proposto ricorso per cassazione sulla base di un motivo,
domandando la cassazione della sentenza impugnata.

Gli intimati hanno depositato controricorso.

1. Con un unico motivo la ricorrente lamenta l’omesso esame
circa un fatto decisivo per il giudizio, in quanto la corte territoriale
non aveva tenuto conto dell’esistenza di un documento (il numero
Ric. 2014 n. 03907 sez. 52 – ud. 21-09-2017
-2-

Con sentenza n. 1104/2005 il Tribunale di Livorno, ritenuto che

1 della sua memoria istruttoria del 13 aprile 2002) dal quale
risultava che . Alberto Pagni nel mese di agosto 1999 aveva
conferito incarico al notaio Bianca Corrias

“di redigere l’atto

pubblico di compravendita avente ad oggetto il bene… di proprietà
dei Sig.ri Del Secco…e Casale…di cui all’esecuzione immobiliare n.

Ne conseguirebbe, ad avviso della ricorrente, che, diversamente
da quanto ritenuto dalla Corte di Appello di Firenze, Alberto Pagni
avrebbe prestato, con l’attribuzione del summenzionato incarico, il
proprio definitivo assenso alla conclusione della compravendita.
La doglianza merita accoglimento.
Infatti, costituisce motivo di ricorso per cassazione, ai sensi
dell’articolo 360, n. 5, c.p.c., l’omesso esame circa un fatto
decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione fra le
parti.
In particolare, secondo la consolidata giurisprudenza, la mancata
valutazione di un documento può essere denunciata per cassazione
qualora determini l’omissione di motivazione su un punto decisivo
della controversia e, quindi, ove detto documento offra la prova di
circostanze di tale portata da invalidare, con un giudizio di certezza
e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie
che hanno determinato il convincimento del giudice di merito,
invalidando la ratio decidendi della pronuncia (Cass., Sez. 6 – 5, n.
19150 del 28 settembre 2016).
Nella specie, la corte territoriale ha fondato la sua statuizione
sull’affermazione che l’attuale ricorrente non avesse dimostrato di
avere informato il Pagni dell’esistenza della procedura esecutiva e
dell’ipoteca gravante sull’immobile oggetto di trattative, con la
conseguenza che non poteva ritenersi che il promissario acquirente
avesse accettato la controproposta dei venditori, i quali avevano

Ric. 2014 n. 03907 sez. 52 – ud. 21-09-2017
-3-

100/1994”.

condizionato la cessione della res al “parere favorevole dell’istituto
di credito”.
E’ evidente, perciò, che la valutazione del documento menzionato

nel ricorso, della quale non vi è traccia nella sentenza impugnata,
assume un rilievo centrale ai fini della decisione della controversia.

presente sede impugnata va cassata, con rinvio a diversa sezione
della Corte d’Appello di Firenze perché decida nuovamente nel
merito la controversia, pronunciandosi, altresì, sulle spese del
presente grado di giudizio.

P.Q.M.

La Corte,
accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata con rinvio ad
altra sezione della Corte d’Appello di Firenze perché decida la
causa nel merito e statuisca sulle spese anche del presente
giudizio.
Cosi deciso in Roma, nella camera di consiglio della II Sezione
civile della Corte suprema di Cassazione, il 21 settembre 2017.

Alla stregua delle considerazioni che precedono, la sentenza nella

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