Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3069 del 08/02/2011

Cassazione civile sez. VI, 08/02/2011, (ud. 20/12/2010, dep. 08/02/2011), n.3069

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PROTO Vincenzo – Presidente –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA ESATRI SPA (OMISSIS) – appartenente al Gruppo Equitalia

SpA – Agente per la Riscossione dei Tributi della Provincia di

Milano, Pavia, Sondrio e Varese, Direzione e Coordinamento di

Equitalia SpA – società unipersonale, in persona del legale

rappresentante pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

TRONTO 32, presso lo studio dell’avvocato MUNDULA GIULIO,

rappresentata e difesa dall’avvocato RENZELLA ROBERTO, giusta procura

speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

FALLIMENTO DELLA ZANETTI ARREDAMENTI SRL;

– intimato –

avverso il decreto n. 6760/09 del TRIBUNALE di BERGAMO, depositato

l’1/10/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

20/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO RAGONESI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona della Dott.ssa

IMMACOLATA ZENO.

La Corte:

Fatto

RILEVATO IN FATTO

Che sul ricorso proposto dalla Agenzia delle Entrate il consigliere relatore ha depositato la relazione che segue.

Corte Suprema di Cassazione.

Sezione sesta civile (s.s. 1.).

Ricorso n. 393/10.

Ric. Agenzia delle Entrate;

Res. Fallimento Zanetti Arredamenti srl;

il relatore Cons. Ragonesi;

letti gli atti depositati:

considerato: che l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a un solo motivo avverso il decreto del Tribunale di Bergamo n. 6760/09 con cui veniva rigettata l’opposizione alla stato passivo proposta dalla Equitalia Esastri spa (che aveva chiamato in causa l’Agenzia delle entrate) avverso l’esclusione del privilegio ex art. 2752 c.c., comma 3, per il credito tributario per IRAP ammesso al passivo soltanto in via chirografaria;

che il fallimento intimato non ha resistito con controricorso.

Osserva quanto segue.

Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia ricorrente contesta la sentenza impugnata laddove la stessa ha escluso che al credito da essa vantato a titolo di Irap per anni antecedenti alla entrata in vigore del D.L. n. 159 del 2007 potesse essere riconosciuto il privilegio di cui all’art. 2752 c.c., comma 3.

Il motivo appare manifestamente fondato alla luce della giurisprudenza di questa Corte che ha avuto occasione di chiarire che il privilegio generale mobiliare previsto dall’art. 2752 cod. civ., comma 1, espressamente esteso ai crediti per imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) dal D.L. 1 ottobre 2007, n. 159, art. 39, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, dev’essere riconosciuto a detti crediti anche per il periodo anteriore all’entrata in vigore di tale modifica, alla stregua di un’interpretazione estensiva del testo originario dell’art. 2752 c.c., giustificata dall’esigenza di certezza nella riscossione del credito, ai fini del reperimento dei mezzi necessari per consentire allo Stato ed agli altri enti pubblici di assolvere i loro compiti istituzionali, nonchè dalla causa del credito, avente ad oggetto un’imposta erariale e reale, introdotta in sostituzione dell’ILOR e soggetta alla medesima disciplina, per quanto riguarda l’accertamento e la riscossione. (Cass 4861/10).

Il ricorso può pertanto essere trattato in camera di consiglio ricorrendo i requisiti di cui all’art. 375 c.p.c..

P.Q.M. Rimette il processo al Presidente della sezione per la trattazione in Camera di Consiglio;

Roma 23.7.10.

Il Cons. relatore V. Ragonesi.

Considerato:

che non emergono elementi che possano portare a diverse conclusioni di quelle rassegnate nella relazione di cui sopra e che, pertanto, il ricorso va accolto;

che il decreto impugnato va di conseguenza cassato e, sussistendo i presupposti di cui all’art. 384 c.p.c. la causa può essere decisa nel merito con l’ammissione del credito della Equitalia Esastri spa al passivo del fallimento con il privilegio di cui all’art. 2752 c.c., n. 1;

che la novità della questione, giustifica la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

Rimette il processo al Presidente della sezione per la trattazione in Camera di Consiglio;

Roma 23.7.10.

Il Cons. relatore V. Ragonesi.

Considerato:

che non emergono elementi che possano portare a diverse conclusioni di quelle rassegnate nella relazione di cui sopra e che, pertanto, il ricorso va accolto;

che il decreto impugnato va di conseguenza cassato e, sussistendo i presupposti di cui all’art. 384 c.p.c. la causa può essere decisa nel merito con l’ammissione del credito della Equitalia Esastri spa al passivo del fallimento con il privilegio di cui all’art. 2752 c.c., n. 1;

che la novità della questione, giustifica la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M. Accoglie il ricorso, cassa il decreto impugnato e,decidendo nel merito,ammette con il privilegio ex art. 2752 c.c., n. 1, il credito della Equitalia Esastri spa al passivo del fallimento; compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 20 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2011

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