Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30686 del 21/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30686 Anno 2017
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA
sul ricorso 20977-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro
PROVINCIA RELIGIOSA SAN BENEDETTO DI DON ORIONE, in
persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, PIAZZA DELLE CINQUE GIORNATE 2,
presso lo studio dell’avvocato MASSIMO MERLINI, che la
rappresenta e difende;
– controricorrente –

Data pubblicazione: 21/12/2017

avverso la sentenza n. 204/4/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE della LIGURIA, depositata il
11/02/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 19/10/2017 dal Consigliere Dott. MAURO

Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla
relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere
con motivazione semplificata;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei
confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale
della Liguria che aveva respinto il suo appello contro la
decisione della Commissione tributaria provinciale di Genova.
Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione della Provincia
Religiosa San Benedetto di Don Orione avverso un avviso di
accertamento IRES per l’anno 2006;
Considerato:
che il ricorso è affidato a due censure;
che, col primo motivo, l’Agenzia deduce la violazione e falsa
applicazione degli artt. 54 comma 2° e 56 D.Lgs. n. 546/1992
e degli artt. 100 e 346 c.p.c., in relazione all’art. 360 n. 4
c.p.c.: la CTR avrebbe erroneamente ritenuto che fosse
interesse della parte contribuente e non dell’Ufficio impugnare
la sentenza di primo grado sulla questione della spettanza
dell’agevolazione fiscale e, conseguentemente, che la mancata
impugnazione incidentale comportasse la rinuncia a devolvere
la questione in appello;
che, mediante la seconda censura, la ricorrente invoca la
violazione e falsa applicazione degli artt. 112 c.p.c. e 53 D.Lgs.
n. 546/1992, in relazione all’art. 360 n. 4 c.p.c., giacché i
Ric. 2016 n. 20977 sez. MT – ud. 19-10-2017
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MOCCI.

giudici di appello avrebbero esaminato le difese di parte
appellata, omettendo di pronunziarsi sui motivi formulati
dall’Ufficio nell’impugnazione principale;
che l’intimata si è costituito con controricorso;
che il primo motivo è fondato;

problema del recupero a tassazione della plusvalenza di C
114.898,00, non occupandosi dell’ulteriore questione
riguardante l’applicazione dell’aliquota ordinaria o agevolata;
che, a fronte del gravame dell’Agenzia su entrambi i punti, la
CTR ha erroneamente ritenuto di dover escludere l’esame del
problema dell’agevolazione fiscale, giacché la contribuente
“quale parte appellata, pur richiamando le difese svolte col
ricorso, non ha impugnato la sentenza per l’omissione
dell’esame delle questioni che erano state sottoposte al giudice
di primo grado”;
che tale affermazione è erronea, posto che, in tema di
contenzioso tributario, l’art. 56 del d.lgs. n. 546 del 1992, nel
prevedere che le questioni e le eccezioni non accolte in primo
grado, e non specificamente proposte in appello, si intendono
rinunciate, fa riferimento – come il corrispondente art. 346
c.p.c. – all’appellato, e non all’appellante (Sez. 6-5, n. 10906
del 26/05/2016);
che, inoltre, tenuto conto del carattere innpugnatorio del
giudizio, della qualità di attore in senso sostanziale del Fisco e
dell’indisponibilità della sua pretesa, l’Amministrazione non può
rinunciarvi se non nei limiti di esercizio di autotutela;
che il secondo motivo resta assorbito;
che, pertanto, in accoglimento del ricorso la sentenza va
cassata ed il giudizio rinviato alla CTR Liguria, in diversa

Ric. 2016 n. 20977 sez. MT – ud. 19-10-2017
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che, come emerge dagli atti, la CTP aveva affrontato soltanto il

composizione, affinché adotti i principi di cui sopra, anche in
ordine alle spese del giudizio di cassazione
P.Q.M.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il
secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla

cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di
legittimità.
Così deciso in Roma il 19 ottobre 2017

Commissione Regionale della Liguria, in diversa composizione,

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