Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30652 del 29/10/2021

Cassazione civile sez. trib., 29/10/2021, (ud. 11/01/2021, dep. 29/10/2021), n.30652

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. MELE Maria Elena – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 27099/2017 R.G. proposto da:

SORGENTE – Società di gestione del Risparmio spa, rappresentata e

difesa dall’Avv. Maria Assunta Coluccia, con domicilio eletto presso

il proprio studio sito in Roma, via Claudio Monteverdi, n. 16;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 2326/14/17 depositata il 27 aprile 2017.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio dell’11 gennaio

2021 dal Consigliere Maria Elena Mele.

 

Fatto

RITENUTO

che:

La società SORGENTE – Società di gestione del risparmio spa ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio n. 695/2016 pronunciata il 4 aprile 2017 e depositata il 27 aprile 2017 la quale ha rigettato l’appello della contribuente avverso la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma.

Oggetto dell’originario ricorso avanti a tale giudice era l’avviso di liquidazione con il quale l’Agenzia delle entrate richiedeva alla contribuente, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, il pagamento dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale in relazione ad un atto di compravendita immobiliare nonostante che essa avesse già versato per intero la somma dovuta nelle mani del notaio rogante il quale tuttavia se ne era indebitamente appropriato senza versarle all’Erario e per tale reato aveva riportato condanna penale. La CTP rigettava il ricorso.

La contribuente impugnava tale decisione avanti alla CTR lamentando che, a seguito dell’introduzione della procedura di registrazione telematica prevista dal D.Lgs. n. 463 del 1997, il notaio è l’unico soggetto che può effettuare la registrazione di un atto e pagare le relative imposte con l’effetto è lui solo il responsabile del pagamento dell’imposta. La CTR respingeva l’appello affermando che il comportamento illecito del notaio che si sia appropriato delle somme al medesimo consegnate dalle parti per il pagamento delle imposte indirette mediante la procedura telematica, esclude unicamente la l’applicazione delle sanzioni, delle soprattasse e degli interessi moratori, ma non la responsabilità solidale di queste in relazione all’imposta dovuta.

Avverso tale decisione la ricorrente ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo.

L’Agenzia delle entrate è rimasta intimata.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con l’unico motivo di ricorso, si lamenta la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, comma 1, in combinato disposto con il D.Lgs. n. 463 del 1987, art. 3 bis, comma 3, e degli artt. 3 e 53 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Erroneamente il giudice d’appello avrebbe affermato la responsabilità solidale della contribuente nonostante il comportamento penalmente illecito del notaio che si era indebitamente appropriato delle somme al medesimo consegnate per il versamento delle imposte indirette. Infatti, a seguito della introduzione della procedura di registrazione telematica degli atti immobiliari, l’unico soggetto tenuto all’assolvimento del tributo sarebbe il notaio al quale le parti contraenti forniscono la necessaria provvista. Tale consegna di denaro avrebbe efficacia solutoria ex art. 1188 c.c., sicché il contribuente che abbia versato al notaio l’importo dovuto in relazione all’atto stipulato si liberebbe dell’obbligo tributario. In tale sistema, il notaio sarebbe non più un mero corresponsabile dell’imposta, ma l’unico referente dell’Erario.

Si determinerebbe, inoltre, una ingiustificata disparità di trattamento in quanto il contribuente sarebbe obbligato a versare le somme al notaio rimanendo esposto al rischio di dover nuovamente pagare l’imposta, mentre il notaio godrebbe di una garanzia preventiva, potendo subordinare il rogito al previo deposito della provvista, e di una garanzia successiva in forza del privilegio speciale sugli immobili e della tutela monitoria speciale ex art. 633 c.p.c., n. 3.

Infine, l’applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, comporterebbe una violazione dell’art. 53 Cost. imponendo un rilevante pregiudizio economico a carico del contribuente non addebitabile ad alcuna condotta colpevole, in assenza di manifestazioni di capacità contributiva.

Il motivo è infondato.

La questione prospettata dalla ricorrente ha di recente costituito oggetto di specifica disamina da parte di questa Corte la quale ha affermato che “il notaio rogante che, in sede di rogito di compravendita immobiliare, si sia avvalso della procedura di registrazione telematica ai sensi del D.Lgs. n. 463 del 1997, è responsabile d’imposta, benché, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, restino obbligate al pagamento del tributo le parti sostanziali dell’atto medesimo, alle quali, pertanto, è legittimamente notificato, in caso d’inadempimento, l’avviso di liquidazione” (Cass., Sez. 5, n. 17357 del 19/08/2020, Rv. 659509-01; v., altresì, Sez. 5, n. 15450 del 07/06/2019, Rv. 65415501).

A fondamento di tale conclusione questa Corte ha osservato che la modalità di registrazione telematica dell’atto e di versamento dei tributi su autoliquidazione del notaio, mediante il modello unico informatico (M.U.I.) prevista dalla legge, costituisce un’applicazione meramente strumentale, tecnologica ed evolutiva, della fase di registrazione dell’atto e della riscossione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, con obiettivi di velocizzazione e semplificazione, la quale tuttavia non modifica la natura della responsabilità giuridica del notaio per il pagamento delle imposte, non essendo stato modificato il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, il quale stabilisce che il notaio sia solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta di registro (nonché delle imposte ipotecaria e catastale, ai sensi del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347, artt. 11 e 13, comma 1) con le parti dell’atto. Si tratta di una responsabilità che trova fondamento nel ruolo di garanzia a lui assegnato dalla legge al fine di assicurare il soddisfacimento della pretesa impositiva, ma che non esclude che egli rimanga, tuttavia, estraneo al presupposto impositivo, che concerne unicamente le parti contraenti nel momento in cui partecipano alla stipulazione di un atto traslativo che costituisce espressione di capacità contributiva. In assenza di una norma derogatrice che espressamente sancisca l’efficacia liberatoria del pagamento eseguito dai contribuenti/contraenti nelle mani del notaio, questi continua a configurarsi come responsabile d’imposta con un ruolo di garanzia assegnatogli dalla legge per rafforzare la pretesa dell’amministrazione finanziaria, fermo restando che il presupposto impositivo riguarda unicamente le parti contraenti, in capo alle quali soltanto l’ordinamento riconduce un’espressione di capacità contributiva.

Questa Corte ha altresì già vagliato la questione di conformità agli artt. 3 e 53 Cost., del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, comma 1, nella parte in cui prevede, ai fini della riscossione dell’imposta, la permanenza del vincolo di solidarietà a carico delle parti contraenti anche nel caso in cui il notaio rogante abbia omesso di provvedere al versamento delle somme destinate al pagamento, ritenendola manifestamente infondata. Si è infatti affermato che nell’effettuazione di tale pagamento, il notaio non agisce in qualità di delegato alla riscossione o di esattore per conto dello Stato, ma in virtù dell’affidamento fiduciario delle predette somme, con la conseguenza che i danni derivanti da comportamenti scorretti o illeciti a lui eventualmente ascrivibili non sono ricollegabili al predetto vincolo di solidarietà, non attenendo al rapporto tra l’Amministrazione ed il contribuente, ma al rapporto negoziale che lega quest’ultimo al notaio, e non possono quindi tradursi nella violazione dei principi di eguaglianza e di capacità contributiva (Cass., sez. 5, n. 13653 del 12/06/2009, Rv. 608751-01).

Il collegio ritiene che non sussistano ragioni per discostarsi da tali conclusioni, sicché il ricorso deve essere rigettato.

Nulla deve essere disposto sulle spese non essendosi costituita in giudizio l’Agenzia delle entrate.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale, il 11 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 29 ottobre 2021

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