Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30652 del 25/11/2019

Cassazione civile sez. VI, 25/11/2019, (ud. 11/06/2019, dep. 25/11/2019), n.30652

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20884-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.C. in proprio e nella qualitàdi legale rappresentante della

Società IMMOBILIARE TRE ESSE DI S.C. E C. SAS, S.R.,

S.M., in proprio e nella qualità di soci della suddetta

Società, tutti nella qualità di eredi di S.N.P.,

elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato EDVIGE BALDINO;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 177/8/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SARDEGNA, SEZIONE DISTACCATA di SASSARI, depositata

il 09/06/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 11/06/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

ANTONIO FRANCESCO.

Fatto

RILEVATO

che:

Con sentenza in data 9 giugno 2017 la Commissione tributaria regionale della Sardegna, sezione distaccata di Sassari, rigettava l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la decisione della Commissione tributaria provinciale di Sassari che aveva accolto il ricorso proposto dalla Immobiliare Tre Esse di S.C. e C. s.a.s. e dai soci contro gli avvisi di accertamento, emessi ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d) e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, con i quali veniva determinato il maggior reddito della società ed il maggior reddito di partecipazione dei soci per l’anno 2004. La CTR confermava la decisione di primo grado sulla base della seguente motivazione: “La sentenza, seppure in maniera succinta, ritiene valide le questioni poste dal contribuente nel ricorso di primo grado: ritiene in quella sede giustificate le motivazioni relative ai movimenti bancari ed e a favore dei soci della società, così pure quanto dedotto in ordine ai valori attribuiti nell’ambito del cantiere Silver Plus, oltre che le deduzioni addotte dal ricorrente nel primo giudizio”.

Avverso la suddetta sentenza, con atto del 10 luglio 2018, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi.

Resistono con controricorso gli intimati.

Sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio camerale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Preliminarmente vanno disattese le eccezioni di inammissibilità del ricorso.

Il ricorso è tempestivo, in quanto trova applicazione nel caso di specie il termine di impugnazione di un anno, cui deve aggiungersi il periodo feriale, essendo stato il giudizio instaurato in primo grado prima del 4 luglio 2009.

Va poi rilevato che l’Agenzia delle entrate è rappresentata e difesa ope legis dall’Avvocatura delle Stato e che il ricorso involge la violazione di norme di diritto e non apprezzamenti in fatto riservati al giudice di merito.

Con il primo motivo la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d) e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, per non avere la CTR considerato che i finanziamenti dei soci in favore della società per l’importo di Euro 44.500,00, tenuto conto del modesto reddito personale degli stessi, portava a ritenere che tali conferimenti derivassero da utili extracontabili sottratti all’imposizione fiscale.

Il motivo è fondato, avendo la CTR, con la scarna motivazione sopra riportata, implicitamente disatteso la doglianza formulata dall’Agenzia delle entrate, senza valutare se i redditi dei soci giustificassero i versamenti in favore della società ed omettendo qualsivoglia giudizio in merito alla provenienza di tali somme.

Con il secondo motivo si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la nullità della sentenza e/o del procedimento ex art. 112 c.p.c., per avere la CTR del tutto omesso di pronunciarsi sui rilievi formulati dall’Ufficio riguardo alle rimanenze.

La censura è fondata.

Con l’atto di appello, trascritto in ricorso in ossequio al principio dell’autosufficienza, l’Agenzia delle entrate aveva censurato la decisione di primo grado deducendo che, in ogni caso, il valore del “costo sospeso” andava indicato tra le rimanenze per l’importo di Euro 13.087,00 poichè si trattava di oneri sostenuti a fine anno con riferimento ad uno specifico cantiere, in relazione al quale dopo il sostenimento del costo non erano state emesse fatture di vendita.

Sul punto la CTR ha omesso di pronunciarsi, non avendo preso in esame le questioni prospettate dall’Agenzia delle entrate. In conclusione, il ricorso deve essere accolto e la sentenza impugnata cassata, con rinvio alla CTR del Sardegna, sezione distaccata di Sassari, in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Sardegna, sezione distaccata di Sassari, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 26 settembre 2019.

Depositato in cancelleria il 25 novembre 2019

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA