Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3062 del 08/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 3062 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 28364-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DE11,0
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente contro
ARDITA GIOVANNI, RISCOSSIONE SICILIA S.P.A.;

– intimati avverso la sentenza n. 1737/18/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE DI PALIRNIO SEZIONE
DISTACCTA di CATANIA, depositata il 05/05/2016;

Data pubblicazione: 08/02/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 10/01/2018 dal Consigliere Dott. ENRICO
MANZON.
Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del
Presidente e del Relatore.

Con sentenza in data 28 maggio 2015 la Commissione tributaria
regionale della Sicilia, sezione distaccata di Catania, dichiarava
inammissibile l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio
locale, avverso la sentenza n. 124/8/11 della Commissione tributaria
provinciale di Catania, che aveva accolto il ricorso di Ardita Giovanni
contro le cartelle di pagamento IRAP, IRPEF ed altro, IVA ed altro
1997, 1999, 2000, 2001, 2004. La CTR osservava in particolare che
l’inammissibilità del gravame agenziale derivava da due distinte cause
ossia la sua tardività e la mancata produzione della ricevuta di
spedizione postale del gravame medesimo.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’ Agenzia
delle entrate deducendo due motivi.
Il contribuente ed Agente della riscossione intimati non si sono difesi.
Considerato che:
Con il primo motivo —ex art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ.l’agenzia fiscale ricorrente denuncia la violazione degli artt. 7, legge
742/1969, 51, 38, comma 3, d.lgs. 546/1992, 327, cod. proc. civ.,
poiché la CTR ha affermato che il termine di proposizione dell’appello
scadeva il 29 settembre 2011, affermandone di contro la scadenza il
giorno successivo.
La censura è fondata.

Ric. 2016 n. 28364 sez. MT – ud. 10-01-2018
-2-

Rilevato che:

Secondo la normativa vigente

ratione temporis,

il termine decadenziale

de

quo era di sei mesi cui bisognava aggiungere 46 giorni per la
sospensione feriale (cfr. Sez. 5, Sentenza n. 22699 del 04/10/2013).
E’ quindi indubbio che, essendo stata depositata la sentenza appellata il
15 febbraio 2011, il termine così complessivamente determinato

erroneamente affermato dalla CTR siciliana.
Con il secondo motivo —ex art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc.
civ.- la ricorrente denuncia la violazione degli artt. 16, comma 5, 20, 22,
53, d.lgs. 546/1992, poiché la CTR ha ritenuto comunque
inammissibile il suo gravame perché nel costituirsi l’Ufficio locale non
aveva depositato la ricevuta della spedizione postale del medesimo.
La censura è fondata.
Va ribadito che:
–«Nel processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del
ricorso (o dell’appello), che sia stato notificato direttamente a mezzo
del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente (o l’appellante),
al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla
ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso
di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché
nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata
dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con
proprio timbro datano. Solo in tal caso, infatti, l’avviso di ricevimento
è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge
assegna alla ricevuta di spedizione; invece, in loro mancanza, la non
idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente
dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può
essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso (o
dell’appello), unicamente se la ricezione del plico sia certificata
Ric. 2016 n. 28364 sez. MT – ud. 10-01-2018
-3-

scadeva il giorno 30 settembre 2011, non il giorno precedente come

dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per
l’impugnazione dell’atto (o della sentenza)»;
-«Ne1 processo tributario, il termine di trenta giorni per la costituzione
in giudizio del ricorrente (o dell’appellante), che si avvalga per la
notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data

avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte
del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla
ricezione)» (Sez. U, Sentenza n. 13452 del 29/05/2017, Rv. 644364 03- 02).
Rilevato in fatto che la data della spedizione dell’appello de quo risulta
asseverata dal timbro dell’ufficio postale ricevente sulla distinta delle
raccomandate spedite il 30 settembre 2011, la sentenza impugnata si
pone in aperto contrasto con i principi di diritto espressi in tali arresti
giurisprudenziali (nello stesso, specifico, senso v. anche le successive
conformi, Sez. 6-5 nn. 22241-29992/2017).
La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione ad entrambi i
motivi dedotti, con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.
PQM
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla
Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione distaccata di
Catania, in diversa composizione, anche per le spese del presente
giudizio.
Così deciso in Roma, 10 gennaio 2018
Il P

te

della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con

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