Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3047 del 01/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 01/02/2022, (ud. 18/11/2021, dep. 01/02/2022), n.3047

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilia – Consigliere –

Dott. GIAIME GUIZZA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 19581-2021 proposto da:

L’OROBICA SRL (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro

tempore, domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA

della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato

MASSIMO GIAVAZZI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DEL DEMANIO (OMISSIS), in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI

12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 2164/2021 della

CORTE D’APPELLO di MILANO, depositata il 30/06/2021;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GIAIME

GUIZZI STEFANO;

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE GIOVANNI GIACALONE che chiede il

rigetto del ricorso e la conferma della competenza per materia del

Tribunale di Bergamo.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

– che la società L’Orobica S.r.l ha proposto regolamento necessario di competenza avverso la sentenza n. 2164/21, del 30 giugno 2021, del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Milano, che nell’ambito di un giudizio dalla stessa instaurato avverso l’Agenzia del Demanio, ha declinato la propria competenza in favore del Tribunale ordinario di Bergamo;

– che, in punto di fatto, la ricorrente riferisce di aver radicato, innanzi al TRAP di Milano, un giudizio di rivendicazione – in via di principalità, ai sensi degli artt. 946 e 947 c.c., nonché, in subordine, per usucapione – dell’acquisto di un alveo abbandonato, al fine di andare indenne dall’intimazione di pagamento dell’Agenzia del Demanio, relativa ad un’indennità per utilizzo senza titolo di un

Immobile, ex alveo mappale (OMISSIS) del Comune di Zogno;

– che riferisce, altresì, di aver acquistato, nel tempo, alcuni terreni nel predetto Comune, sul fronte del fiume Brembo, risultando l’area di sua proprietà intersecata dall’alveo di una roggia di derivazione delle acque fluviali (c.d. “Brembino”), alveo individuato con i mappali nn. (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e, appunto, (OMISSIS);

– che assume, inoltre, essere controversa l’esatta collocazione dell’alveo, data la discrepanza esistente – sul punto – tra la mappa catastale del 1908 (l’unica adottata dal Comune di Zogno) ed altra del 1957, approvata, invece, da tutti gli altri Comuni rivieraschi;

– che risulterebbe, dunque, ignoto dove si trovi l’alveo del fiume Brembo e di quella sua derivazione nota come “Brembino”, nonché dove si trovino i terreni di proprietà di essa società Orobica e -all’interno di essi – l’alveo abbandonato per cui è causa;

– deduce, inoltre, la ricorrente di aver già intrapreso in passato altra azione – sempre relativa alla debenza di indennità di occupazione senza titolo di un ex alveo fluviale – inizialmente radicato innanzi al Tribunale di Bergamo, ma poi assegnato da questa Corte (all’esito del regolamento di competenza con cui la medesima società Orobica aveva impugnato la decisione dell’adito Tribunale di declinare la propria competenza) al TRAP della Lombardia, essendosi ravvisata la ricorrenza di una controversia “circa i limiti dei corsi e bacini, loro alveo e sponde”;

– che proprio tale pronuncia avrebbe indotto l’odierna ricorrente a

radicare innanzi al TRAP lombardo il giudizio nell’ambito del quale è stata adottata la sentenza oggetto del presente regolamento, con cui l’adito TRAP ha declinato la propria competenza in favore del Tribunale bergamasco;

– che tale decisione è fondata sul duplice rilievo che l’inalveamento del corso ha determinato la cessazione del regime di demanialità, con il passaggio dell’area “liberata” al Patrimonio dello Stato (ciò che di per sé avrebbe determinato il venir meno delle condizioni di cui al R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 140) e che, in ogni caso, in data 27 febbraio 2006, interveniva un formale provvedimento di sdemanializzazione;

– che per contrastare tale decisione la ricorrente evidenzia che la competenza del TRAP era stata invocata sul presupposto che quella incardinata fosse una delle “controversie circa i limiti dei corsi o bacini, loro alvei o sponde”, alle quali dà rilievo la lett. b) del R.D. n. 1775 del 1933, art. 140;

– che nel declinare la competenza in favore del Tribunale di Bergamo, l’adito TRAP non avrebbe considerato che nei “trema decidendum” del giudizio incardinato innanzi ad esso rientrava l’individuazione dell’attuale alveo del fiume Brembo, al fine di stabilire dove scorresse la sua derivazione (“Brembino”), del cui alveo abbandonato si controverte;

– che la ricorrente richiama, dunque, il principio secondo cui, “quando davanti al giudice ordinario si controverta della proprietà di un terreno che si contesti abbia in passato costituito l’alveo di un corso d’acqua e insorga la necessità di accertare pregiudizialmente l’appartenenza del suddetto bene al demanio idrico, sia pure con riferimento al passato, la decisione sulla questione spetta al Tribunale delle acque pubbliche” (e’ citata Cass. Sez. 2, sent. 3 aprile 1999, n. 3277);

– che anche l’Agenzia del Demanio – che pure aveva sollevato l’eccezione di incompetenza – ha chiesto accogliersi il regolamento, aderendo alla prospettazione dell’Orobica;

– che è intervenuto il giudizio il Procuratore Generale presso questa Corte, tramite un suo sostituto, chiedendo rigettarsi il regolamento.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il regolamento va accolto, dovendo dichiararsi la competenza Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Milano;

– che la sentenza impugnata ha affettivamente disatteso – come osservato dalla ricorrente – il principio che vuole devoluta alla competenza del giudice ordinario solo la controversia avente ad oggetto la titolarità di un terreno che, “pacificamente”, faceva un tempo parte dell’alveo di un fiume, ma che risulta abbandonato dalle acque da molti anni, giacché solo in questo caso (opposto a quello che qui occupa, dove è appunto in discussione la portata dell’alveo del fiume Brembo, e di quella sua roggia denomina “Brembino”, come attesta la discrepanza tra le mappe catastali del 1908 e del 1957) non si pone “alcuna questione, ai fini del decidere, in ordine alla determinazione dei limiti dell’alveo e delle sponde, ovvero alla qualificazione dello stesso come alveo, sia con riferimento al passato che ai presente” (Cass. Sez. 6-2, ord. 24 luglio 2014, n. 16807, Rv. 632573-01);

– che come osservato, poi, dall’Agenzia del Demanio, questa Corte – già nell’ambito di un precedente giudizio in cui l’odierna ricorrente si era opposta, rivendicando la proprietà anche di tali aree, al pagamento dell’indennità di occupazione relativamente a quei terreni la cui superficie assumeva essersi, col tempo, accresciuta, “sul fronte confine con l’alveo del fiume Brembo” – ha affermato che, “qualora la questione relativa alla natura demaniale delle acque si presenti come premessa necessaria per la decisione di altre questioni, cosicché la causa importi, per la sua decisione, che, con cognizione principale, sia risolta la controversia sulla natura pubblica o privata delle acque, l’intera causa è di competenza del tribunale regionale delle acque pubbliche, che ove accerti il carattere demaniale delle acque deve pronunciarsi anche sulle conseguenze giuridiche di tale accertamento” (Cassi Sez: 6-2, orti 4 marzo 2019, 6206);

– che sotto questo profilo, dunque, non appare decisiva la circostanza – invece valorizzata dalla Procura Generale presso questa Corte per motivare la richiesta di rigetto del regolamento – che, “ben prima del tempo cui attengono le pretese creditorie dell’Agenzia”, le aree “per la cui occupazione senza titolo le pretese erano state avanzate contro l’Orobica” fossero state sdemanializzate;

– che, difatti, come rilevato dalla ricorrente, “in ipotesi di contestazioni che attengono ai limiti dell’alveo e/o alle sponde di corsi d’acqua pubblici, il criterio di discrimine ai fini della competenza per materia – secondo un indirizzo che risale agli anni ‘60 del secolo scorso, e che in sostanza è sempre stato confermato da questa Corte, pur nelle variabili applicazioni pratiche che ne sono state fatte – sta nella necessità o meno di indagini tecniche ai fine di stabilire se l’area di terreno della cui natura pubblica si discute rientri (o sia rientrata in passato, se ciò assume rilievo ai fini dell’oggetto del giudizio) nel demanio idrico fluviale o lacuale, in quanto inclusa nell’alveo del corso d’acqua pubblico”, sicché, in tale ipotesi, “la competenza del giudice specializzato sussiste anche se la questione abbia carattere pregiudiziale, o meramente incidentale, o sia stata proposta in via di eccezione”, fermo restando che solo allorché “non sia necessaria una siffatta indagine, in quanto è pacifico tra le parti che il terreno, pur originariamente appartenente all’alveo del corso d’acqua, abbia cessato di farne parte e si controverte sulla sua titolarità (o su diritti ad esso legati) in base a questioni di fatto o giuridiche diverse da quelle che, riguarda la sua materiale inclusione nell’alveo del corso d’acqua pubblico” (ipotesi che non è quella che qui occupa), “sussiste la competenza del giudice ordinario” (così, in motivazione, Cass. Sez. 3, ord, 11 aprile 2017, n, 9279, Rv, 643849-01);

– che il regolamento, pertanto, va accolto;

– che le spese del presente giudizio vanno integralmente compensate, sussistendo giusti motivi da individuare nell’adesione dell’Agenzia del Demanio all’iniziativa assunta dalla società L’Orobica.

P.Q.M.

La Corte accoglie il regolamento e dichiara la competenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Milano.

Depositato in Cancelleria il 1 febbraio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA