Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30468 del 19/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30468 Anno 2017
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: LUCIOTTI LUCIO

ORDINANZA INTERLOCUTORIA
sul ricorso iscritto al n. 27887-2016 R.G. proposto da:

BRAN1CATI FRANCESCO, rappresentato e difeso dagli avvocati
EZIO VRENNA, LUDOVICO EPIFANIO MAZZA ed AURELIO
TRICOLI, ed elettivamente domiciliato presso lo studio del predetto
ultimo difensore, in ROMA, via Marianna Dionigi, n. 57;
– ricorrente contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, presso la quale è domiciliata in Roma,
alla via dei Portoghesi n. 12;
– controricorrente –

Data pubblicazione: 19/12/2017

avverso la sentenza n. 770/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CALABRIA, depositata il 27/04/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata dell’8/11/2017 dal Consigliere Dott. Lucio LUCIOTTI.

— che con sentenza n. 5503 del 17/12/2015 la Commissione
tributaria regionale della Lombardia, rigettando l’appello proposto
dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza di primo grado, confermava
l’annullamento dell’avviso di accertamento con cui l’amministrazione
finanziaria aveva recuperato a tassazione l’Iva indebitamente detratta dalla
Prysmian Cavi e Sistema Italia s.r.l. nell’anno di imposta 2002 con
riferimento alle autofatture emesse in relazione ad operazioni
intracomunitarie ritenute inesistenti;
— che i giudici di appello sostenevano l’inapplicabilità dell’art. 21,
comma 7, d.P.R. n. 633 del 1972 alle ipotesi, come quella di specie, di
assolvimento dell’IVA con il meccanismo contabile del reverse charge, che
assicura la neutralità fiscale dell’imposta, in quanto le fatture vengono
«semplicemente registrate ad opera del cessionario in “dare” e in “avere”
con la conseguenza che le stesse si annullano vicendevolmente» e,
pertanto, «VIVA dovuta per le operazioni inesistenti potrà riguardare le
operazioni successive rispetto a quelle di acquisto in regime di reverse
charge»;
— che avverso tale statuizione l’Agenzia delle entrate propone
ricorso per cassazione affidato ad un motivo, cui replica l’intimata con
controricorso con cui ha richiesto, nell’ipotesi di accoglimento del ricorso,
l’applicazione delle sanzioni alla stregua dello ius superveniens di cui al d.lgs.
n. 158 del 2015;

CONSIDERATO:

RILEVATO

CONSIDERATO:
—che a seguito di proposta avanzata dal relatore ai sensi dell’art. 380
bis cod. proc. civ., regolarmente costituito il contraddittorio, la
controricorrente ha depositato memorie ai sensi dell’art. 380 bis, secondo
comma, ultima parte, cod. proc. civ., eccependo la «inammissibilità,

controricorso dell’Agenzia delle Entrate» in guanto «notificato via PEC in
semplice formato PDF e non P71\4, come per legge, dunque, senza
l’apposizione della necessaria firma digitale ovvero in assenza della forma
prescritta dalla legge a garanzia della sua autenticità»;
— che quella prospettata dalla ricorrente, così come dalla stessa
indicato nella memoria di cui sopra, involge questione rimessa alla
valutazione delle Sezioni unite di questa Corte con l’ordinanza n. 20672
del 2017, rilevante nella specie perché incidente sulla successiva
regolamentazione delle spese processuali;
— che, pertanto, appare opportuno rimettere il ricorso alla Quinta
Sezione civile di questa Corte affinché pronunci in pubblica udienza
all’esito della pronuncia delle Sezioni unite;

P.Q.M.
dispone la rimessione della causa alla pubblica udienza della Quinta
Sezione civile di questa Corte.
Così deciso in Roma, 1’8/11/2017

improcedibilità, irritualità, inesistenza e/o nullità insanabile del

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