Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30431 del 30/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 30/12/2011, (ud. 12/12/2011, dep. 30/12/2011), n.30431

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 29078/2010 proposto da:

C.L. (OMISSIS), ed inoltre quali eredi di

C.T. i sigg.ri C.D.

(OMISSIS), R.E. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CELIMONTANA 38, presso lo

studio dell’avvocato PANARITI BENITO, rappresentati e difesi

dall’avvocato STRICCHIOLA Vito, giusta procura alle liti a margine

del ricorso;

– ricorrenti –

contro

L.P. (OMISSIS), L.G.

(OMISSIS), LO.PA. (OMISSIS), L.

A. (OMISSIS), C.R. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DELLE MEDAGLIE D’ORO 201,

presso lo Studio dell’avvocato SGADARI STEFANO, rappresentati e

difesi dall’avvocato MISCIAGNA Pasquale, giusta mandato a margine del

controricorso;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 1324/2009 della CORTE D’APPELLO di BARI del

7.10.09, depositata il 30/12/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/12/2011 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCO DE STEFANO;

udito per i ricorrenti l’Avvocato Benito Panariti (per delega avv.

Vito Stricchiola) che si riporta agli scritti.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. CARLO DESTRO

che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., regolarmente comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti, relativa al ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Bari n. 1324/09, pubblicata il 30.12.09 e notificata il 4.10.10:

“1. – C.L., nonchè – quali eredi di C. T. – R.E. e C.D. ricorrono, con atto notificato il 3.12.10 ai soli C.R., nonchè Pa., P., G. ed L.A., avverso la sentenza in epigrafe indicata, con la quale essi, in solido con C.A. jr (nato (OMISSIS)), sono stati condannati, in favore dei destinatari della notifica del ricorso, al pagamento di somme a titolo di risarcimento del danno – consistente nella morte del congiunto di costoro L.F. per una caduta in una cava incustodita e non segnalata – ascrivibile al loro comune dante causa Ca.An. sr (n. (OMISSIS), m. (OMISSIS)).

Resistono con controricorso C.R., nonchè Pa., P., G. ed L.A..

2. – Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio – ai sensi dell’art. 375 e segnatamente del n. 2 di tale norma, artt. 376 e 380 bis c.p.c. – per la preliminare necessità di ordinare l’integrazione del contraddicono, ai sensi dell’art. 331 c.p.c., nei confronti delle parti del giudizio di secondo grado pretermesse nella notifica del ricorso per cassazione nonostante l’inscindibilità delle cause.

3. – Infatti, la condanna è stata pronunciata nei confronti anche di C.A. jr (nato (OMISSIS)) sul presupposto anche della sua qualità di coerede dell’originario responsabile Ca.An. sr (n. (OMISSIS), m. (OMISSIS)): con la conseguente indispensabilità di integrare il contraddittorio nei confronti di quest’ultimo ovvero, per ogni evenienza, con chi gli sia succeduto; solo all’esito potranno esaminarsi i nove motivi di ricorso (primo: violazione degli artt. 345 e 112 cod. proc. civ., in ordine al titolo della responsabilità extracontrattuale; secondo:

extrapetizione in ordine alla medesima questione; terzo: violazione dell’art. 843 cod. civ.; quarto: vizio di motivazione sul tempo dell’accadimento dell’evento luttuoso; quinto: vizio di motivazione sulla mancanza di cartelli dissuasivi; sesto: vizio di motivazione per contrasto con prove non esaminate; settimo: vizio di motivazione sulla pericolosità dei luoghi; ottavo: violazione dell’art. 2697 cod. civ.; nono: vizio di motivazione sulla consulenza medicolegale).

4. – Si propone pertanto di ordinare l’integrazione del contraddittorio, ai sensi dell’art. 331 cod. proc. civ., ed entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza interlocutoria che fosse eventualmente pronunciata dal collegio, nei confronti quanto meno del detto C.A. jr. …”.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

2. Non sono state presentate conclusioni scritte, nè memorie ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., comma 3; e, dei difensori delle parti, solo quello dei ricorrenti è comparso in camera di consiglio per essere sentito.

3. A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, ritiene il Collegio di condividere i motivi in fatto e in diritto esposti nella sopra trascritta relazione, il cui contenuto fa quindi proprio, del resto nessuna obiezione avendo alla stessa mosso le parti.

4. Nel caso di cause inscindibili, infatti, qualora l’impugnazione risulti proposta nei confronti di tutti i legittimati passivi, nel senso che il ricorrente li abbia correttamente individuati e indicati come destinatari dell’impugnazione medesima, ma poi, in relazione ad uno o ad alcuni di essi, la notificazione sia rimasta comunque inefficace (omessa o inesistente), o non ne venga dimostrato il perfezionamento, deve trovare applicazione l’art. 331 cod. proc. civ., in ossequio al principio del giusto processo in ordine alla regolare costituzione del contraddittorio ex art. 111 Cost., da ritenersi prevalente, di regola, rispetto al principio della ragionevole durata del processo, e pertanto il giudice deve ordinare l’integrazione del contraddittorio, e non può dichiarare inammissibile l’impugnazione (Cass. Sez. Un,, 11 giugno 2010, n. 14124).

5. Pertanto, ai sensi dell’art. 331 c.p.c., art. 375 c.p.c., n. 2, art. 380 bis c.p.c. e art. 385 cod. proc. civ., va ordinata l’integrazione del contraddittorio, entro sessanta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza interlocutoria, nei confronti di C.A. jr. (nato (OMISSIS)).

P.Q.M.

La Corte, ai sensi dell’art. 331 cod. proc. civ., ordina l’integrazione del contraddittorio, entro sessanta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, nei confronti di C. A. jr. (nato (OMISSIS)).

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 12 dicembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2011

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