Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30405 del 30/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2011, (ud. 13/12/2011, dep. 30/12/2011), n.30405

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

C.U., elett.te dom.to in Roma, alla Via Nizza n. 45,

presso lo studio dell’avv. FIORENTINI Stefano, dal quale è rapp.to e

difeso, giusta procura in atti;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore,

domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato che lo rappresenta e difende per legge;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale del Lazio n. 123/2007/35 depositatali 29/1/2008;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 13/12/2011 dal Consigliere Relatore Dott. Marcello Iacobellis;

viste le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale, Dott. SORRENTINO Federico.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia promossa da C.U. contro l’Agenzia delle Entrate è stata definita con la decisione in epigrafe, recante il rigetto degli appelli proposti dal contribuente e dalla Agenzia delle Entrate contro la sentenza della CTP di Roma n. 445/4/2005 che aveva parzialmente accolto il ricorso del contribuente avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) per Iva e Irpef 1998. Il ricorso proposto si articola in due motivi. Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate che ha proposto ricorso incidentale. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 13/12/2011 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il ricorrente ha depositato memoria; il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Vanno preliminarmente riuniti il ricorso principale e quello incidentale a norma dell’art. 335 c.p.c..

Nel merito, con primo motivo Con primo motivo il ricorrente principale assume la “omessa motivazione su un punto essenziale”. La CTR avrebbe applicato una percentuale di redditività del 20% con riferimento a fatture che l’Ufficio avrebbe ritenuto relative ad operazioni inesistenti.

La censura è inammissibile in quanto priva, all’esito della sua illustrazione, di una esposizione chiara e sintetica del fatto controverso – in relazione al quale la motivazione si assume omessa – ovvero delle ragioni per le quali la dedotta insufficienza rende inidonea la motivazione a giustificare la decisione.

Con secondo motivo il ricorrente principale assume la violazione del D.P.R. n. 533 del 1972, art. 54, comma 2, dell’art. 2697 c.c. e dell’art. 112 c.p.c.. La CTR avrebbe erroneamente posto a carico del contribuente l’onere della prova circa la esistenza delle operazioni di cui alla fattura della IAT. La censura è inammissibile in quanto il quesito di diritto di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ., è privo della riassuntiva esposizione degli elementi di fatto sottoposti al giudice di merito, della sintetica indicazione della regola di diritto applicata da quel giudice, e della diversa regola di diritto che, ad avviso del ricorrente, si sarebbe dovuta applicare al caso di specie (Sez. 3, Ordinanza n. 19769 del 17/07/2008).

Con primo motivo di ricorso incidentale l’Agenzia delle Entrate assume la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 14 e 29.

Ricorrerebbe ipotesi di litisconsorzio necessario tra i ricorsi della società e quello del contribuente avverso avvisi di accertamento relativi al reddito societario ed a quello di partecipazione dei soci.

La censura è infondata avendo questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 14815 del 04/06/2008) ritenuto sussistente l’ipotesi di litisconsorzio necessario con riferimento alla rettifica delle dichiarazione dei redditi delle società di persone – fattispecie che non risulta ricorrere nel caso in esame – e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio.

Con secondo motivo di ricorso incidentale l’Agenzia delle Entrate assume la nullità della sentenza per mancanza assoluta di motivazione laddove la CTR aveva confermato la decisione di I grado “con riferimento alla decisione di appello della CTR relativa alla definizione della controversia…risultata favorevole al contribuente.

La censura è fondata alla luce dei principi espressi da questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 14814 del 04/06/2008) secondo cui, nel procedimento tributario, allorchè il medesimo organo giudicante si trovi a pronunciare contestualmente più decisioni in rapporto di consequenzialità necessaria, la motivazione utilizzata può essere redatta “per relationem” rispetto ad altra sentenza, purchè la motivazione stessa non si limiti alla mera indicazione della fonte di riferimento, occorrendo, invece, che vengano riprodotti i contenuti mutuati, e che questi diventino oggetto di autonoma valutazione critica nel contesto della diversa – anche se connessa – causa “sub iudice”, in modo da consentire, poi, anche la verifica della compatibilita logico-giuridica dell’innesto motivazionale.

Con terzo motivo la ricorrente incidentale assume la violazione degli artt.5 del d.lgs. 917/86 e 2909 c.c. laddove la CTR avrebbe posto a fondamento della decisione la sentenza della CTR n. 112/2007, senza che sussistesse prova del suo passaggio in giudicato.

La censura è fondata. Il mancato passaggio in giudicato, all’epoca della decisione -13/11/2007- della sentenza n. 112/20/2007 depositata il 27/9/2007, comporta la inidoneità della stessa ad estendere i suoi effetti al presente giudizio.

La sentenza va pertanto cassata in relazione ai motivi accolti con rinvio al giudice del merito, per le sue ulteriori valutazioni, sulla base del principio di diritto affermato e per la liquidazione delle spese.

P.Q.M.

La Corte, riuniti i ricorsi, rigetta il ricorso principale, accoglie il secondo ed il terzo motivo del ricorso incidentale, rigetta il primo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR Lazio anche per la liquidazione delle spese.

Così deciso in Roma, il 13 dicembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2011

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