Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30384 del 19/12/2017


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Civile Ord. Sez. 3 Num. 30384 Anno 2017
Presidente: SPIRITO ANGELO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA
sul ricorso 28415-2015 proposto da:
CIRILLO PASQUALE, elettivamente domiciliato in ROMA,
CIRCONVALLAZIONE CLODIA 80, presso lo studio
dell’avvocato ALBERTO PROSPERINI, che lo rappresenta
e difende giusta procura speciale a margine del
ricorso;
– ricorrente contro

2017
2144

TUA ASSICURAZIONI SPA in persona del suo Dirigente
Procuratore Speciale Dott. ALESSANDRO BETTMANN,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA A. BERTOLONI,
55, presso lo studio dell’avvocato FEDERICO MARIA
CORBO’, che la rappresenta e difende unitamente

1

Data pubblicazione: 19/12/2017

all’avvocato FILIPPO MARIA CORBO’ giusta procura
speciale in calce al controricorso;
– controricorrentienonchè contro

OMEROVIC MENSUR;

avverso la sentenza n. 5945/2015 del TRIBUNALE di
NAPOLI, depositata il 23/04/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del

09/11/2017

dal Consigliere

GABRIELE POSITANO;

2

Dott.

– intimato –

Rilevato che:

Pasquale Cirillo impugnava la sentenza del Giudice di Pace di Napoli del 24
ottobre 2011 con la quale era stata respinta la richiesta di risarcimento dei
danni derivati da un sinistro stradale, proposta nei confronti di Mensur
Omerovic e la Duomo UniOne Assicurazioni (oggi TUA Assicurazioni s.p.a.)
deducendo che il giudice di prime cure aveva ritenuto non provati i danni al

dichiarazioni del teste, mentre, secondo l’appellante, le foto si riferivano
all’autovettura coinvolta nel sinistro e i danni erano stati correttamente
descritti dal teste e riportati nella fattura;
con sentenza del 23 aprile 2015 il Tribunale di Napoli accoglieva l’appello,
condannando i convenuti in solido al risarcimento dei danni e liquidando le
spese del doppio grado di giudizio in euro 2620, di cui euro 750, per il giudizio
di primo grado (euro 100, per esborsi, euro 400 per diritti ed euro 250 per
onorari) ed euro 1870 per il giudizio di appello (euro 170 per esborsi);
avverso tale decisione propone ricorso per cassazione Pasquale Cirillo sulla
base di un unico motivo. Resiste in giudizio la compagnia di assicurazioni con
controricorso. Il ricorrente deposita memorie difensive.
Considerato che:

con l’unico motivo di ricorso Pasquale Cirillo deduce la violazione degli
articoli 91 e 92 c.p.c., in relazione all’articolo 360, n. 3 n. 5 c.p.c. lamentando
che il Tribunale di Napoli, nel liquidare le spese del doppio grado di giudizio,
avrebbe violato i minimi tariffari, sia con riferimento alla tariffa professionale
del 2 giugno 2004, in vigore nel momento della pubblicazione della sentenza di

veicolo, in quanto non rappresentati nelle foto prodotte, e generiche le

primo grado, che con riferimento alla tariffa professionale del decreto
ministeriale n. 55 del 2014, in vigore momento della pubblicazione della
sentenza di appello, diminuendo le voci esposte nelle due notule depositate,
senza giustificarne i motivi;
il motivo è inammissibile trovando applicazione, con riferimento specifico
alle tariffe professionali di cui al DM 8 aprile 2004 n. 127, oggetto di doglianza
con riferimenti alle competenze relative al primo grado di giudizio, il principio4 4A
3

secondo cui costituisce “onere della parte che lamenti l’erronea liquidazione
dimostrare – attraverso la produzione in giudizio della nota specifica delle
prestazioni svolte – che l’attività esposta sia stata effettivamente resa, nonché
quali singole voci non siano state incluse nella somma liquidata a
compensazione, o siano state liquidate in violazione dei limiti tariffari, potendo
il giudice, solo in forza di tale attività, verificare con puntualità e precisione la

argomento dalla mancata contestazione della controparte” (Sez. 6 – 3,
Ordinanza n. 7654 del 27/03/2013, Rv. 625598 – 01). Nel caso di specie parte
ricorrente non ha individuato le singole voci non considerate dal giudice di
merito, allegando, documentando o comunque dimostrando di avere espletato
le specifiche attività descritte, anche in considerazione del fatto che
controparte ha analiticamente contestato una serie di voci a titolo di diritti, di
onorari e spese che non troverebbero conferma nell’attività processuale che si
assume espletata in primo e secondo grado. La genericità del motivo si
estende anche alla questione relativa alla successiva tariffa professionale (DM
n. 55/2014);
ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; le spese
del presente giudizio di cassazione – liquidate nella misura indicata in
dispositivo – seguono la soccombenza, dandosi atto della sussistenza dei
presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater,
introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17: “Quando
l’impugnazione, anche incidentale, e’ respinta integralmente o e’ dichiarata
inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta e’ tenuta a versare un
ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per
la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis.
Il giudice da’ atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al
periodo precedente e l’obbligo di pagamento sorge al momento del
deposito dello stesso”.
P.Q.M.

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corrispondenza o meno delle richieste alle risultanze di causa, traendo anche

dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento, in
favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida
in Euro 4000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15
per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, ed agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito
dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei

titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a
norma del comma 1-bis, dello stesso articolo 13.
Così deciso nella camera di Consiglio della Terza Sez ne della Corte
Suprema di Cassazione in data 9 novembre 2017.
Il Presid

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presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a

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