Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3038 del 08/02/2018


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Civile Ord. Sez. 3 Num. 3038 Anno 2018
Presidente: SPIRITO ANGELO
Relatore: MOSCARINI ANNA

ORDINANZA

sul ricorso 9891-2015 proposto da:
ANGELONI

PRODOTTI

CHIMICI

INDUSTRIALI

SRL

IN

LIQUIDAZIONE , in persona del liquidatore legale
rappresentante p.t. sig. LUIGI ANGELONI, considerata
domiciliata ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA
DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa
dall’avvocato PAOLA LOIACONO giusta procura a margine
del ricorso;
– ricorrente –

2017
contro

2389

CHIMICA

DR

FR

D’AGOSTINO

SPA

in

persona

dell’Amministratore unico dott. DONATO D’AGOSTINO,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GERMANICO 146,

1

Data pubblicazione: 08/02/2018

presso

lo

studio

dell’avvocato

ERNESTO

MOCCI,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIOVANNI NARDELLI
giusta procura a margine del controricorso;
– controrícorrente

avverso la sentenza n. 966/2014 della CORTE D’APPELLO

udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 04/12/2017 dal Consigliere Dott. ANNA
MOSCARINI;

2

di BARI, depositata il 19/06/2014;

FATTI DI CAUSA
Angeloni Prodotti Chimici Industriali s.r.l. in liquidazione propone
ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello di
Bari del 19/6/2014 che, accogliendo parzialmente l’impugnazione
avverso una sentenza del Tribunale di Bari, ha rigettato la domanda

grado ed ha condannato la medesima a restituire in favore della
Chimica F.11i D’Agostino S.p.A. la somma di C 55.936.
In primo grado la Angeloni aveva convenuto la Chimica per sentir
pronunciare la condanna della medesima, previa declaratoria di
risoluzione contrattuale, al risarcimento dei danni per l’importo di L.
81.515.000, rappresentando che la convenuta si era resa
inadempiente al contratto di somministrazione di acido cloridrico per
un totale di merce richiesta e consegnata di 234.200 kg. a fronte dei
pattuiti 700.000 kg.
La convenuta, costituendosi in giudizio, eccepì l’inadempimento
dell’attrice sia nel consegnare, tardivamente, la documentazione di
idoneità del prodotto agli usi cui era destinato, sia per l’omessa
consegna delle forniture richieste nei mesi di gennaio, aprile e maggio
2000. Chiese, in via riconvenzionale, la condanna della Angeloni a
fornire il prodotto non ancora consegnato, a restituire la somma di L.
400.000.000 e a risarcire i danni in via equitativa nella misura di L.
20.000.000.
Il Tribunale di Bari, con sentenza dell’1/12/2005, accolse la domanda
della Angeloni, dichiarò risolto il contratto per inadempimento della
Chimica, rigettò la domanda riconvenzionale della stessa e la
condannò al risarcimento del danno per l’importo di C 42.098,98.
Il Giudice ravvisò l’inadempimento della Chimica non solo e non tanto
nella mancata richiesta di merce per i mesi di aprile e maggio 2000
ma, anche e soprattutto, per il venir meno della fornitura a causa del

risarcitoria avanzata dalla Angeloni compensando le spese del doppio

somministrato, quando il contratto aveva già avuto esecuzione per
1/3 del quantitativo richiesto.
La Chimica, in appello, ha chiesto la riforma della sentenza, la revoca
della pronuncia di condanna al risarcimento dei danni, la condanna
dell’Angeloni a restituire la somma di C 55.936, ad adempiere alle

a 465.800 kg. di acido cloridrico, a restituire L. 400.000.000 e a
risarcire i danni determinabili, in via equitativa, in L. 20.000.000.
L’Angeloni si è costituita chiedendo il rigetto dell’appello e la Corte
d’Appello di Bari, con sentenza del 18/6/2014, ha rigettato il primo e
il secondo motivo di appello e, in accoglimento del terzo, ha rigettato
la domanda risarcitoria dell’Angeloni, già accolta dal Tribunale,
condannando l’appellata a restituire le somme ricevute.
Avverso la sentenza la Angeloni Prodotti Chimici ha proposto giudizio
per revocazione, attualmente pendente presso la Corte d’Appello di
Bari e propone in questa sede ricorso per la cassazione della sentenza
d’appello, affidandolo a due motivi illustrati da memoria.
Resiste la Chimica F.11i D’Agostino con controricorso illustrato da
memoria.
RAGIONI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo denuncia la violazione delle norme di diritto
sulla disponibilità della prova (artt. 360 n. 3 e 115 c.p.c.). Censura la
sentenza nel punto in cui, nel rigettare la domanda risarcitoria da
mancato guadagno della Angeloni, la stessa afferma la carenza di
prova per non essere “stata fornita adeguata prova delle quotazioni di
mercato del prodotto e, quindi, dei lamentati costi d’acquisto … che
paradossalmente avrebbero potuto essere persino superiori al prezzo
… concordato per la somministrazione, in tale ipotesi con indubbio
beneficio, per la parte somministrante, conseguente alla mancata
esecuzione delle prestazioni per il periodo successivo a giugno 2000”
(pag. 10 della sentenza). La ricorrente sostiene che così sarebbero

obbligazioni contrattuali con la consegna della merce non ritirata pari

stati violati i principi sulla disponibilità e libertà della prova, siccome
la pretesa risarcitoria era stata diversamente provata mediante la
produzione del contratto, in forza del quale l’Angeloni stessa aveva
diritto d’acquistare il prodotto dalla ditta fornitrice al prezzo invariato
per tutta la durata del contratto e fino ad esaurimento della quantità

Il secondo motivo (art. 360 n. 5 cpc) censura la sentenza per avere
“completamente omesso di pronunciarsi … sulla prova del danno
offerta dalla Angeloni a mezzo di documenti non contestati …” (pag.
7 del ricorso).
I motivi, che possono essere congiuntamente esaminati, sono
inammissibili. A fronte dell’accertamento di merito contenuto in
sentenza, la ricorrente ha omesso di fornire specifica indicazione dei
documenti enunciati ed in particolare di menzionare il tempo ed il
luogo del loro deposito in atti, così da dimostrare la legittima e
tempestiva produzione. Ciò, in particolare, quanto al generico
riferimento al contratto in forza del quale l’Angeloni stessa aveva
diritto d’acquistare il prodotto dalla ditta fornitrice al prezzo invariato
per tutta la durata del contratto e fino ad esaurimento della quantità
dell’ordine (sul punto il controricorso – pag. 8 – afferma la tardività
della produzione di controparte e la natura di mera proposta
commerciale unilaterale della Angeloni, non controfirmata dalla Altair
Chimica, in luogo di quello che l’Angeloni stessa menziona come
contratto perfezionato).
In conclusione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con
condanna della ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di
cassazione, come liquidate nel dispositivo. Sussistono le condizioni
per il raddoppio del contributo.
PQM
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente a
pagare le spese del giudizio di cassazione, liquidate in C 5.000 (oltre

dell’ordine.

€ 200 per esborsi), più accessori di legge e spese generali al 15%. Ai
sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002 dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso principale, a norma del comma 1-bis dello

stesso art. 13.

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