Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3036 del 01/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 01/02/2022, (ud. 31/03/2021, dep. 01/02/2022), n.3036

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19260-2020 proposto da:

E.I., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso

la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato DIROMA ANDREA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12 presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende, ope

legis;

– resistente –

avverso il decreto n. cronol. 1470/2020 del TRIBUNALE di TRIESTE,

depositato il 09/05/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 31/03/2021 dal Consigliere Relatore Dott. FIDANZIA

ANDREA.

 

Fatto

RILEVATO

– che viene proposto ricorso avverso il decreto del Tribunale di Trieste del 9 maggio 2020, il quale ha rigettato il ricorso proposto da E.I., cittadino della Nigeria, avverso il provvedimento negativo della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale;

– che il Ministero intimato si è costituito tardivamente in giudizio ai soli fini di un’eventuale partecipazione all’udienza di discussione;

– che sono stati ritenuti sussistenti i presupposti ex art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

1. che con il primo motivo è stata dedotta la nullità del decreto impugnato ex art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, per carenza assoluta/apparente motivazione nonché la violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 per omesso esame di fatto decisivo, sul rilievo che il Tribunale ha effettuato la propria valutazione considerando le condizioni generali (anche con riferimento alla eventuale sussistenza di una situazione di violenza generalizzata) dell’Edo State, e non dall’Enugu State, sua regione di provenienza, circostanza che inficia totalmente la correttezza della decisione;

2. che con il secondo motivo è stata dedotta la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5 e D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, oltre la nullità del decreto impugnato ex art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, per carenza assoluta/apparente motivazione, sul rilievo che sono stati violati gli indici di affidabilità previsti dalla legge per la valutazione di credibilità del richiedente e non avendo il Tribunale acquisito le informazioni corrette sulla situazione generale del paese d’origine del richiedente, avendo sbagliato la regione di provenienza;

3. che con il terzo motivo è stata dedotta la violazione del D.Lgs. n.. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, art. 8 CEDU in ordine al mancato riconoscimento della protezione umanitaria;

4. che i primi due motivi, da esaminare unitariamente, sono fondati;

che, infatti, il Tribunale ha omesso ogni valutazione sulla situazione generale della regione di provenienza del richiedente, l’Enugu State della Nigeria, avendo concentrato la propria analisi esclusivamente sulla diversa area geografica (altro Stato della federazione nigeriana) dell’Edo State, così omettendo l’esame di un fatto decisivo che ha formato oggetto di contraddittorio tra le parti ed incorrendo quindi nella violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5;

– che vi è stata, pertanto, la denunciata violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, che impone l’accertamento della situazione generale del paese d’origine del richiedente;

5. che il terzo motivo è assorbito;

– che deve essere pertanto cassa il decreto impugnato, con riferimento ai primi due motivi, con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Trieste, in diversa composizione.

PQM

Accoglie i primi due motivi del ricorso, assorbito il terzo, cassa il decreto impugnato e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Trieste, in diversa composizione, e per statuire sulle spese del giudizio di legittimità;

Così deciso in Roma, il 31 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 1 febbraio 2022

 

 

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