Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30347 del 30/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2011, (ud. 29/11/2011, dep. 30/12/2011), n.30347

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – rel. Presidente –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

P.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COLA DI

RIENZO 44, presso lo studio dell’avvocato CALANDRELLI DOMENICO, che

lo rappresenta e difende giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 66/34/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di NAPOLI del 31/03/08, depositata il 07/04/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/11/2011 dal Presidente Relatore Dott. ANTONIO MERONE;

uditi gli Avvocati De Stefano e Maddalo difensori della ricorrente

che si riportano agli scritti;

udito l’Avvocato Calandrelli Domenico difensore del controricorrente

che eccepisce la nullità della notifica;

è presente il P.G. in persona del Dott. ENNIO ATTILIO SEPE che nulla

osserva.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Collegio, Letti gli atti del ricorso specificato in epigrafe;

Vista la relazione redatta ai sensi dell’art 380 bis cp.c. – comunicata e notificata ai sensi della medesima disposizione – condivisa in parte (con esclusione del punto in cui ritiene che la causa possa essere decisa nel merito);

Osserva:

Il sig. P.S., ex dirigente ENEL, ha chiesto il rimborso delle ritenute erariali operate dal FONDENEL (già PIA) all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, eccependo che le ritenute erano state erroneamente calcolate. La CTR, confermando la decisione di primo grado, ha ritenuto applicabile l’aliquota del 12,50%, così come richiesto dal contribuente.

L’Agenzia delle Entrate chiede ora la cassazione della sentenza di appello, denunciando violazioni di legge e vizi di motivazione. Il contribuente resiste con controricorso.

Preliminarmente va rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso formulata sul rilievo che l’impugnazione sarebbe tardiva rispetto alla data della notifica della sentenza effettuata presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, di Napoli. Come è noto, secondo l’insegnamento di questa Corte, condiviso dal Collegio, “In tema di contenzioso tributario, qualora l’Agenzia delle Entrate abbia partecipato al giudizio d’appello, instaurato successivamente al 1 gennaio 2001, senza il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato come nella specie, la notifica della sentenza impugnata va effettuata, ai fini della decorrenza del termine breve, non nei confronti dell’Avvocatura distrettuale, ma nei confronti della sede centrale dell’Agenzia o alternativamente nei confronti degli uffici periferici della stessa, esclusivamente utilizzando le modalità previste, per la notifica delle sentenze delle Commissioni tributarie, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 38” (Cass. 8507/2010).

Nel merito, rileva il Collegio che, in fattispecie assolutamente analoga, questa Corte ha affermato il seguente principio di diritto:

In tema di fondi previdenziali integrativi, le prestazioni erogate in forma di capitale ad un soggetto che risulti iscritto, in epoca antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 124 del 1993, ad un Fondo di previdenza complementare aziendale a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente, sono soggette al seguente trattamento tributario: a) per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, la prestazione è assoggettata al regime di tassazione separata di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16, comma 1, lett. a), e art. 17 T.U.I.R., solo per quanto riguarda la “sorte capitale” corrispondente all’attribuzione patrimoniale conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre le somme provenienti dalla liquidazione del c.d. rendimento si applica la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6; b) per gli importi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2001 si applica interamente il regime di tassazione separata di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16, comma 1, lett. a), e art. 17 T.U.I.R. (Cass. SS.UU. 13642/2011).

Conseguentemente, il ricorso deve essere parzialmente accolto, nel senso che agli importi maturati entro il 31 dicembre 2000, va applicata la ritenuta del 12,50 sulle sole somme erogate a titolo di rendita finanziaria. Per la somma restante va applicato il regime della tassazione separata. Ne deriva che la sentenza impugnata deve essere parzialmente cassata, con rinvio al giudice del merito per la determinazione della somma proveniente dalla liquidazione del c.d.

rendimento di polizza al quale soltanto va applicata la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6 per gli importi maturati non oltre il 31 dicembre 2000.

La recente affermazione del principio di diritto di riferimento, successiva alla proposizione del ricorso, giustifica la compensazione delle spese del giudizio sostenute dalle parti fino ad oggi.

P.Q.M.

La Corte accoglie in parte il ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione a quanto accolto e rinvia la causa alla CTR della Campania.

Compensa le spese del giudizio sostenute dalle parti.

Così deciso in Roma, in Camera di consiglio di consiglio, il 29 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2011

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