Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30329 del 30/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2011, (ud. 29/11/2011, dep. 30/12/2011), n.30329

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – rel. Presidente –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

S.D.;

– intimato –

sul ricorso 4445-2008 proposto da:

S.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA NOVENIO

BUCCHI 7, presso lo studio dell’avvocato CANNIZZARO VALERIO,

rappresentato e difeso dall’avvocato LA VIOLA ARMANDO giusta delega

in calce al controricorso incidentale;

– controricorrente incidentale –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE;

– intimata –

avverso la sentenza n. 419/40/2007 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di ROMA, SEZIONE DISTACCATA di LATINA dell’8/06/07,

depositata il 28/06/2007;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/11/2011 dal Presidente Relatore Dott. ANTONIO MERONE;

uditi gli Avvocati De Stefano e Maddalo difensori della ricorrente

che hanno chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito l’Avvocato La Viola Armando difensore del controricorrente

incidentale che si riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. SEPE Ennio Attilio che nulla

osserva.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Letti gli atti del ricorso specificato in epigrafe;

Vista la relazione redatta ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. nella quale si legge: Il sig. S.D., ex dirigente ENEL, ha chiesto il rimborso delle ritenute erariali operate dal FONDENEL (già PIA) all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, eccependo che le ritenute erano state erroneamente calcolate. La CTR ha accolto il ricorso del contribuente e l’Agenzia delle Entrate chiede ora la cassazione della sentenza di appello, denunciando violazioni di legge e vizi di motivazione. Il contribuente resiste con controricorso e spiega, a sua volta ricorso incidentale condizionato.

I ricorsi, proposti avverso la stessa sentenza, vanno riuniti ai sensi dell’art. 335 c.p.c..

Il Collegio (rectius: il relatore), all’esito dell’esame congiunto dei motivi del ricorso principale, correlati tra loro, ritiene che l’impugnazione della parte pubblica debba essere accolto, nei termini appresso specificati, dovendo trovare applicazione il principio di diritto affermato da questa Corte in fattispecie assolutamente analoga, secondo il quale In tema di fondi previdenziali integrativi, le prestazioni erogate in forma di capitale ad un soggetto che risulti iscritto, in epoca antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 124 del 1993, ad un Fondo di previdenza complementare aziendale a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente, sono soggette al seguente trattamento tributario: a) per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, la prestazione è assoggettata al regime di tassazione separala di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16, comma 1, lett. a), e art. 17 T.U.I.R., solo per quanto riguarda la “sorte capitale” corrispondente all’attribuzione patrimoniale conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre le somme provenienti dalla liquidazione del c.d. rendimento si applica la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6; b) per gli importi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2001 si applica interamente il regime di tassazione separata di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16, comma 1, lett. a), e art. 17 T.U.I.R. (Cass. SS.UU. 13642/2011).

Conseguentemente, il ricorso principale deve essere parzialmente accolto, stabilendo che agli importi maturati entro il 31 dicembre 2000, va applicata la ritenuta del 12,50 sulle sole somme erogate a titolo di rendita finanziaria. Per la somma restante è confermato il regime della tassazione separata. Ne deriva che la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., con l’accoglimento parziale del ricorso originario del contribuente, al quale va riconosciuto il diritto al rimborso della differenza tra quanto versato all’erario dal sostituto d’imposta e quanto dovuto applicando l’aliquota del 12,50%, ai sensi della L. n. 482 del 1985, art. 6 sulle sole somme liquidate a titolo di rendita finanziaria maturate fino al 31 dicembre 2000.

Il ricorso incidentale è inammissibile perchè denuncia come nuova eccezione una questione di qualificazione giuridica, una quaestio iuris che, come tale, non trova preclusione nel D.Lgs. n. 546 del 1992, art 57: iura novit curia. Viene anche adombrata una questione di giudicato, in maniera però assolutamente non autosufficiente.

La recente affermazione del principio, successivamente alla proposizione del ricorso, giustifica la compensazione delle spese dell’intero giudizio;

Considerato:

– che il Collegio condivide la relazione sopra riportata, fatta eccezione per la parte in cui viene suggerita la decisione del ricorso nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c.;

– che, invece, si rende necessario il rinvio della causa al giudice del merito per la determinazione della somma proveniente dalla liquidazione del c.d. rendimento di polizza alla quale soltanto va applicata la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6 per gli importi maturati non oltre il 31 dicembre 2000;

– che il contrasto giurisprudenziale risolto soltanto con la pronuncia delle SS.UU. giustifica la compensazione delle spese sostenute dalle parti.

P.Q.M.

La Corte, riunisce i ricorsi, accoglie in parte il ricorso principale e dichiara inammissibile quello incidentale. Cassa la sentenza impugnata in relazione a quanto accolto e rinvia la causa alla CTR del Lazio. Compensa le spese tra le parti.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 29 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2011

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