Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30272 del 22/11/2018

Cassazione civile sez. lav., 22/11/2018, (ud. 26/09/2018, dep. 22/11/2018), n.30272

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ANTONIO Enrica – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. BELLE’ Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16936/2017 proposto da:

R.V., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE ACACIE 13

(C/O CENTRO CAF), presso lo studio dell’avvocato GIANCARLO DI GENIO,

rappresentata e difesa dall’avvocato FELICE AMATO, giusta delega in

atti;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, ANTONIETTA CORETTI, che lo

rappresenta e difende unitamente agli avvocati VINCENZO STUMPO,

VINCENZO TRIOLO, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 698/2016 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,

depositata il 18/07/2016 R.G.N. 82/2016.

Fatto

RILEVATO

che:

la Corte d’Appello di Salerno, giudicando in sede di rinvio ed in esito a sentenza della Corte di Cassazione con cui, per quanto qui ancora interessa, era stata cassata, per insufficienza della misura del rimborso delle spese di appello a favore di R.V., la precedente decisione della medesima Corte distrettuale, ha condannato l’ente previdenziale a rifondere alla ricorrente tali spese (di appello), liquidandole in Euro 1.980,00 oltre spese generali ed accessori di legge, compensando le spese del precedente giudizio di legittimità e condannando l’ente previdenziale a rifondere le spese del giudizio di rinvio, liquidate in Euro 285,00 oltre spese generali ed accessori;

avverso tale pronuncia la B. ha proposto ricorso per cassazione un motivo, illustrato anche da memoria e resistito da controricorso I.N.P.S..

Diritto

CONSIDERATO

che:

l’unico motivo di ricorso, con cui si adduce la violazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, art. 91 c.p.c. e della tariffa di cui al D.M. n. 55 del 2014, è fondato;

è infatti vero quanto afferma la ricorrente, ovverosia che il reale valore della causa di rinvio era pari ad Euro 1.345,00, e non ad Euro 1.050,00, in quanto l’oggetto del contendere era sì corrispondente alla differenza tra le spese ivi liquidate per il secondo grado (Euro 1.980,00) e quanto liquidato al medesimo titolo nella sentenza poi cassata (Euro 930,00), ma i relativi importi dovevano essere determinati con l’incremento, su entrambi, delle spese generali, che li portavano rispettivamente ad Euro 2.227,50 (calcolando la percentuale delle spese generali nel 12,5% indicato dalla Corte distrettuale) ed Euro 1.046,25, con una differenza pari ad Euro 1.181,25, che intercettava il superiore scaglione di tariffa, ovverosia quello da Euro 1.100,01 ad Euro 5.200,00;

è quest’ultimo lo scaglione che doveva quindi trovare applicazione in luogo di quello fino ad Euro 1.100,00 cui ha fatto riferimento la sentenza impugnata;

non essendo necessari ulteriori accertamenti, alla cassazione in parte qua della sentenza (mentre resta intatto quanto deciso dalla Corte del rinvio nel merito e rispetto alle spese di primo, secondo grado e del primo giudizio di legittimità) può seguire la definizione ex art. 384 c.p.c., comma 2, da attuare riconoscendo, per il giudizio di rinvio, il maggiore importo di Euro 1.198,50 oltre spese generali;

anche le spese del presente giudizio di legittimità vanno regolate secondo soccombenza e nei termini di cui al dispositivo, tenuto presente, come valore della controversia, quello di Euro 1.050,52 (pari alla differenza tra Euro 1.378,27 ed Euro 327,75, ovverosia a quella tra gli importi qui liquidati e quelli liquidati dalla Corte d’Appello, comprensivi delle spese generali), che intercetta lo scaglione di tariffa fino ad Euro 1.100,00;

non si pronuncia la distrazione in favore del difensore, stante l’esplicita rinuncia da parte del medesimo, contenuta nella memoria illustrativa finale.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa in parte qua la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, condanna l’I.N.P.S. a rifondere alla R. le spese del giudizio di rinvio che liquida in Euro 1.198,50 per compensi, nonchè le spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 500,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali, in misura del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 26 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA