Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30237 del 30/12/2011

Cassazione civile sez. I, 30/12/2011, (ud. 12/12/2011, dep. 30/12/2011), n.30237

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ROVELLI Luigi Antonio – Presidente –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – rel. Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

P.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA OSLAVIA 14,

presso lo STUDIO DE ROSA, rappresentato e difeso dall’avvocato RUTA

CARMELO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

CURATORE DEL FALLIMENTO DI C.N.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 679/2006 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 28/07/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

12/12/2011 dal Consigliere Dott. ALDO CECCHERINI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

1. Con sentenza 28 luglio 2006, la Corte d’appello di Catania ha respinto l’appello proposto dal signor P.C. avverso la sentenza del tribunale di Modica, che aveva dichiarato inammissibile l’opposizione da lui proposta nel dicembre 1992 allo stato passivo del fallimento di C.N., non iscritta a ruolo e poi riassunta nel novembre 2000.

2. Per la cassazione della sentenza, non notificata, ricorre P. C. per due motivi, con atto notificato il 20 aprile 2007.

Il fallimento non ha svolto difese.

3. Con il primo motivo di ricorso si denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 165 c.p.c., del R.D. n. 267 del 1942, art. 98 e dell’art. 71 disp. att. c.p.c., e vizi di motivazione. Si formula il quesito di diritto “se gli adempimenti espletati dall’opponente possano essere sufficienti a perfezionare la costituzione in giudizio anche in mancanza del deposito della nota d’iscrizione a ruolo”.

4. Con il secondo motivo si denuncia la violazione dell’art. 2727 c.c. e segg.. Si formula il quesito di diritto “se la motivazione della sentenza di merito sia da ritenere congrua dal punto di vista logico ed immune da errori di diritto e rispettosa dei principi che regolano la prova per presunzioni”.

5. I due quesiti sono inammissibili. Il primo intende far discendere la decisione dagli adempimenti espletati dall’esponente, e per la sua genericità e al tempo stesso per il suo esclusivo riferimento ad una fattispecie concreta non costituisce un quesito di diritto. Il secondo fa esplicito riferimento al sindacato sulla motivazione, e si pone dunque fuori dell’area dei quesiti di diritto.

6. In conclusione il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. In mancanza di difese svolte dal fallimento non v’è luogo a pronuncia sulle spese del giudizio.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Così deciso a Roma, nella camera di consiglio della prima sezione della Corte suprema di cassazione, il 12 dicembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2011

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