Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30202 del 15/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30202 Anno 2017
Presidente: CAMPANILE PIETRO
Relatore: DI VIRGILIO ROSA MARIA

ORDINANZA
sul ricorso 27188-2016 proposto da:
POSTECOM S.P.A., in persona del legale rappresentante protempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTONIO
BERTOLONI n. 35, presso lo studio dell’avvocato GREGORIO
CRITELLI, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati
GIUSEPPE CARIDI e FEDERICO FERRO LUZZI;

– ricorrente contro
CURATELA del FALLIMENTO n. 105/2015 SIAV SISTEMI
DIGITALI S.R.L. in liquidazione, in persona del legale rappresentante
pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PIER LUIGI
DA PALESTRINA n. 63, presso lo studio dell’avvocato MARIO
CONTALDI, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
GUIDO GALLIANO;

Data pubblicazione: 15/12/2017

- controricorrente avverso il decreto n. 71/2016 del TRIBUNALE di GENOVA,
depositata il 19/10/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 14/11/2017 dal Consigliere Dott. ROSA MARIA DI

VIRGILIO.

Ric. 2016 n. 27188 sez. M1 – ud. 14-11-2017
-2-

R.G.n. 27188/2016
Ordinanza
Rilevato che:
Con decreto del 19/10/2016, il Tribunale di Genova ha rigettato l’opposizione
proposta da Postecom avverso lo stato passivo del Fallimento SIAV Sistemi
Digitali srl, intesa ad ottenere l’ammissione del credito di euro 1.456.000,00 in
chirografo, pari all’importo del complessivo prezzo convenuto,dedotte le rate

da equiparAi, in tesi, al leasing operativo, a cui è applicabile la seconda parte
del primo comma dell’art.1458 cod.civ.
Secondo il Tribunale, si tratta di contratto di scambio ad effetto istantaneo, il
pagamento rateale attiene solo alla modalità esecutiva della controprestazione,
non sono previsti né opzione di acquisto né termine di durata, da cui
l’applicazione dell’art.1458 cod. civ., primo comma, prima parte, che si
sostanzia nel reciproco obbligo di restituzione.
Ricorre Postecom sulla base di tre motivi.
Si difende con controricorso il Fallimento.
Ambedue le parti hanno depositato le memorie illustrative.
Il Collegio ha disposto la redazione della pronuncia nella forma della
motivazione semplificata.
Considerato che:
Col primo motivo, la ricorrente si duole della violazione degli artt. 1458, 1362,
1571 cod. civ.; censura la qualificazione del contratto come operata dal
Tribunale, opponendo che la fissazione di un prezzo unitario della prestazione
contrattuale non costituisce fattore che necessariamente pertiene a contratto
ad effetto istantaneo;che i contratti ad effetto continuato e periodico registrano
come fattore necessario l’assenza del patto di opzione; che l’avere il contratto
come oggetto la fornitura di una licenza vale a qualificarlo come contratto ad
esecuzione continuata; che deve invero ritenersi fissato il termine finale,
assicurato dalla previsione di cui all’art.5.3 del contratto, con la fissazione del
periodo di rateazione.
Col secondo motivo, Posteconn denuncia l’omesso esame del fatto decisivo
costituito dall’esistenza nel contratto della previsione di ulteriori prestazioni; si

già pagate, per l’inadempimento della SIAV al contratto di fornitura di licenza,

duole della mancata valutazione di tale fatto ai fini della verifica della
compatibilità del contratto in essere tra le parti col paradigma del contratto ad
effetto istantaneo.
Secondo la ricorrente, si dovrebbe giungere a ritenere nettamente prevalente
la componente dell’affidamento dei servizi professionali rispetto alla fornitura di
licenza,da cui l’applicazione al contratto misto della disciplina prevalente
dell’appalto.

decisivo dato dalla prestazione dei servizi professionali, autonoma rispetto alla
fornitura, da cui l’applicazione al contratto ad esecuzione istantanea della
deroga al principio della retroattività delle prestazioni in caso di risoluzione.
Rapidamente sgombrato il campo dall’addotta violazione delle regole di
ermeneutica contrattuale ex art.1362 cod. civ., non spiegando Postecom come
ed in che modo il Tribunale avrebbe violato detti canoni, sì che la censura si
sostanzia nella richiesta di una nuova valutazione del fatto contrattuale, va
rilevato, quanto allo specifico profilo del vizio di sussunzione, che costituisce la
doglianza di fondo fatta valere dalla ricorrente, che Postecom si è limitata nel
primo motivo a sostenere l’erroneità della qualificazione operata dal Tribunale,
adducendo che la fissazione di un prezzo unitario non è propria del solo
contratto ad effetti istantanei, che l’assenza del patto di opzione non è
elemento fondante dei contratti ad effetti istantanei, che nella specie c’è la
fissazione del termine, che non è stata valutata la presenza delle prestazioni.
Ora, posto che ben è sostenibile che laddove si tratti di licenza d’uso di
software si possa configurare contratto di scambio con trasferimento definitivo,
trattandosi sempre e in ogni caso di valutare la volontà contrattuale, non può
ritenersi decisivo il primo rilievo operato da Postecom, a fronte della
indicazione resa dal Tribunale in positivo, intesa a rilevare il dato rilevante della
fissazione di un prezzo unitario a fronte di un’unica fornitura, per la cui
corresponsione era fissato il pagamento rateale; incongruo è infine il tentativo
della ricorrente di far valere come fissazione di termine di durata il termine di
cui all’art.5.3 del contratto,che chiaramente fissa il termine per il pagamento
rateale.
Il riscontro pertanto del prezzo unitario e della consegna del bene senza

Col terzo mezzo, la ricorrente denuncia il vizio di omesso esame del fatto

termine di durata ben è stato posto dal Tribunale a base della qualificazione del
contratto di cui si tratta.
Quanto al secondo motivo, è sufficiente rilevare che la ricorrente adduce la
mancata valutazione dell’esistenza delle prestazioni di servizi professionali, in
tesi prevalenti rispetto alla fornitura della licenza, che avrebbero dovuto
condurre all’applicazione della disciplina dell’appalto; che, per come esposte le
doglianze nel ricorso, la questione di fatto della prevalenza dei servizi

di merito al fine di inquadrare il contratto sotto tale profilo.
Infine, è inammissibile anche il terzo motivo, col quale la parte tenta di
prospettare, in subordine, la natura autonoma delle diverse prestazioni, sì da
derogare al principio della retroattività delle prestazioni in caso di risoluzione,
sotto il profilo del vizio motivazionale, con una palese commistione, nella parte
motiva, tra detto vizio e quello ex art.360 n.3 cod.proc.civ., viziata in ogni caso
alla base dalla mancata sottoposizione al Giudice del merito della questione di
fatto relativa alle prestazioni professionali.
Conclusivamente, va respinto il ricorso; le spese, liquidate come in dispositivo,
seguono la soccombenza.
P.Q.M.
La Corte respinge il ricorso; condanna la ricorrente alle spese, liquidate in euro
12.100,00, di cui euro 100,00 per esborsi; oltre spese forfettarie ed accessori
di leg e
Ai sensi dell’art.13, comma 1 quater del d.p.r. 115 del 30/5/2002, dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il
ricorso principale, a norma del comma 1 bis dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma, in data 14 novembre 2017

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professionali come indicati nel contratto non è stata neppure posta nel giudizio

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