Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30200 del 22/11/2018

Cassazione civile sez. VI, 22/11/2018, (ud. 04/07/2018, dep. 22/11/2018), n.30200

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19518-2017 proposto da:

COMUNE DI CAPACCIO PAESTUM, in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato EMILIO GRIMALDI;

– ricorrente –

contro

I.C., EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 601/2017 del TRIBUNALE di SALERNO, depositata

il 07/02/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

“partecipata del 04/07/2018 dal Consigliere Dott. CORRENTI VINCENZO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Comune di Capaccio Paestum propone ricorso per cassazione contro I.C. ed Equitalia servizi di riscossione spa, che non resistono con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Salerno che, pur accogliendo il suo appello a sentenza del GP che invece aveva accolto la opposizione a cartella esattoriale, ha compensato le spese.

Il ricorrente denunzia 1) violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c.; 2) violazione degli artt. 346,91 e 92 c.p.c., non avendo controparte riproposto in appello i motivi ritenuti assorbiti.

Le censure sono fondate.

Giova richiamare alcuni principi generali in tema di liquidazione delle spese.

L’art. 92 c.p.c., comma 2, legittima la compensazione delle spese processuali, ove non sussista reciproca soccombenza, solo in presenza di “gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione”; tale disposizione costituisce “una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinàbili a priori, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche” (cfr. Cass. n. 1222/2016; n. 2883/2014); ed ove il giudice abbia esplicitato in motivazione la ragioni della propria statuizione, è comunque necessario che non siano addotte ragioni illogiche o erronee, dovendosi ritenere in caso contrario sussistente una violazione di legge (cfr. Cass. n. 12893/2011).

Questa Corte Suprema già in precedenza (Cass. n. 9262/2006) ha statuito che in materia di spese processuali, con riferimento alla compensazione delle stesse, l’orientamento secondo cui il sindacato della S.C. è limitato ad accertare che non risulti violato il principio per il quale le spese non possono essere poste a carico della parte totalmente vittoriosa, o che non siano addotte ragioni palesemente o macroscopicamente illogiche e tali da inficiare, per la loro inconsistenza o evidente erroneità, lo stesso procedimento formativo della volontà decisionale, ha trovato conferma nella legge 28 dicembre 2005, n. 263, il cui art. 2 ha introdotto l’obbligo del giudice di indicare i motivi della compensazione, ma soltanto nei procedimenti instaurati dopo la sua entrata in vigore, inizialmente fissata al 1 gennaio e poi prorogata al 1 marzo 2006.

Il principio generale (art. 91 c.p.c.) che il costo del processo è a carico del soccombente e che il giudice possa compensare le spese comporta che anche detto potere di compensazione (impropriamente definito discrezionale) debba essere adeguatamente motivato (art. 111 Cost., comma 6) (Cass. 5 maggio 1999 n. 4455).

Nella fattispecie le spese sono state compensate nonostante la dichiarata soccombenza e l’accoglimento integrale dell’appello sia in ordine alla regolarità della notifica della cartella sia in ordine alla legittimità delle maggiorazioni.

Va, al riguardo, sottolineato che i motivi assorbiti in primo grado non erano stati riproposti in appello e, quindi, il Tribunale non era tenuto ad esaminarli, bastando l’accoglimento dell’appello principale (S.U. 25.5.2018 n. 13195, Cass. 19.7.2017n. 17749, Cass. 28.8.2017 n. 20451).

Donde l’accoglimento del ricorso con cassazione e rinvio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Salerno, in persona di altro Magistrato, anche per le spese di legittimità.

Così deciso in Roma, il 4 luglio 2018.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2018

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