Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3015 del 10/02/2010

Cassazione civile sez. II, 10/02/2010, (ud. 17/12/2009, dep. 10/02/2010), n.3015

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

C.T., rappresentato e difeso, in forza di procura

speciale a margine del ricorso, dagli Avv. DE SARNO Salvatore e

Gerardo Marano, per legge domiciliato presso la Cancelleria civile

della Corte di cassazione, Piazza Cavour, Roma;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI CASALNUOVO DI NAPOLI, in persona del Sindaco pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza del Tribunale di Noia in data 26 aprile 2005.

Udita la relazione della causa svolta nell’udienza pubblica del 17

dicembre 2009 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. CARESTIA Antonietta, che ha concluso per

l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. – C.T. ha proposto opposizione avverso l’ordinanza- ingiunzione emessa dal capo settore comandante della Polizia municipale del Comune di Casalnuovo di Napoli, con richiesta di pagamento della somma di Euro 1352,85, emessa a seguito del processo verbale n. (OMISSIS), con il quale era stata accertata la violazione di cui all’art. 10 del regolamento comunale, per avere il predetto installato una tabella pubblicitaria monofacciale in mancanza di un provvedimento autorizzativo rilasciato dal sindaco.

Nella resistenza del Comune, il Tribunale di Noia, con sentenza pubblicata il 26 aprile 2005, ha rigettato l’opposizione, ritenendo infondata l’eccezione sia di difetto di legittimazione passiva avanzata dal C. (cui l’ordinanza-ingiunzione era stata notificata in proprio invece che come legale rappresentante della società alla quale la contestazione era stata elevata), sia di violazione del contraddittorio in relazione alla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 18, comma 2 (posto che non risultava essere stata avanzata la richiesta di audizione), e considerando competente all’emissione dell’ordinanza-ingiunzione il capo settore comandante della Polizia municipale.

2. – Per la cassazione della sentenza del Tribunale il C. ha proposto ricorso, con atto notificato il 9 giugno 2006, sulla base di sei motivi.

L’intimato Comune non ha svolto attività difensiva in questa sede.

A seguito di ordinanza interlocutoria in data 27 aprile 2009, n. 9885, la trattazione del ricorso è stata rinviata dalla Camera di consiglio all’udienza pubblica.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. – Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione della L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 6, comma 3, art. 18, comma 2, in relazione all’art. 360 cod. proc. civ., nn. 3 e 5. Con esso si osserva che il verbale di contestazione posto a fondamento dell’ordinanza-ingiunzione è stato elevato soltanto nei confronti della s.a.s. Cer.Bon. di Tommaso Cerciello, mentre quest’ultimo, in proprio, non aveva ricevuto alcuna notifica del verbale di contestazione. Non basterebbe l’esistenza del vincolo solidale tra l’autore materiale della violazione e la società a legittimare l’ordinanza-ingiunzione, perchè sarebbe stato necessario che il soggetto in concreto chiamato a rispondere si fosse visto contestare o notificare la violazione.

1.1. – Il motivo è fondato.

Per costante giurisprudenza di questa Corte (da ultimo, Sez. 2^, 26 febbraio 2009, n. 4688), in materia di sanzioni amministrative pecuniarie, il vincolo intercorrente tra l’autore materiale della violazione e la persona giuridica o l’ente privo di personalità giuridica di cui è prevista la responsabilità solidale consente all’autorità amministrativa competente di agire contro ambedue gli obbligati oppure contro uno o l’altro di essi, ferma restando la necessità che il soggetto in concreto chiamato a rispondere si sia visto contestare o notificare la violazione, cosi da essere in grado di far pervenire alla P.A. ogni possibile deduzione difensiva.

Di questo principio la sentenza impugnata non ha fatto corretta applicazione, perchè non ha considerato che il verbale in data 28 gennaio 1999 (prot. n. (OMISSIS)), di accertamento della violazione per inosservanza alle norme di cui al D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, è stato elevato a carico della società Cer Bon, e non del C. in proprio, e che il C., con raccomandata in data 5 febbraio 1999, ha proposto ricorso in via amministrativa non in proprio, ma nella veste di legale rappresentante ed amministratore unico della predetta società.

Nella specie, pertanto, è mancata la previa contestazione o notificazione della violazione a carico dell’autore materiale, necessaria affinchè nei suoi confronti potesse essere emessa l’ordinanza-ingiunzione.

2. – L’accoglimento del primo motivo determina l’assorbimento degli ulteriori mezzi.

3. – La sentenza impugnata è cassata.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito con l’annullamento dell’ordinanza- ingiunzione opposta, essendo stata questa emessa nei confronti di C.T. in proprio, non destinatario, in precedenza, nella medesima qualità, di contestazione o di notificazione del verbale di accertamento n. (OMISSIS) del 28 gennaio 1999.

Le spese di entrambi i gradi del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti, gli altri;

cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, annulla l’ordinanza-ingiunzione opposta. Condanna il Comune di Casalnuovo di Napoli al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi del giudizio, che liquida, per il giudizio di merito, in complessivi Euro 690,00 di cui Euro 260,00 per diritti ed Euro 50,00 per spese, oltre a spese generali ed accessori di legge, e, per il giudizio di cassazione, in complessivi Euro 600,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre a spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 17 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 10 febbraio 2010

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