Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30123 del 21/11/2018

Cassazione civile sez. lav., 21/11/2018, (ud. 11/09/2018, dep. 21/11/2018), n.30123

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRONZINI Giuseppe – Presidente –

Dott. BALESTRIERI Federico – rel. Consigliere –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

Dott. MAROTTA Caterina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 382/2016 proposto da:

OBI ITALIA S.R.L., (già BRICO BUSINESS COOPERATION – B.B.C. S.R.L.),

in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA SALLUSTIO 9, presso lo studio

dell’avvocato LORENZO SPALLINA, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato LORENZO BOMBACCI, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

D.S.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIUNIO

BAZZONI, 3, presso lo studio dell’avvocato ANDREA BINI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ERNESTO GILIANI,

giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 751/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 19/06/2015 R.G.N. 270/2015;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

11/09/2018 dal Consigliere Dott. FEDERICO BALESTRIERI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CELESTE Alberto, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;

udito l’Avvocato LORENZO SPALLINA;

udito l’Avvocato ERNESTO GILIANI.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza depositata il 19.6.2015, la Corte d’appello di Bologna annullava il licenziamento disciplinare intimato il 23.5.13 dalla OBI ITALIA s.r.l. (già Brico Business Cooperation) a D.S.C., con ordine di reintegra e condanna al pagamento di una indennità pari a 12 mensilità.

Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso la OBI ITALIA s.rl., affidato a quattro motivi, poi illustrati con memoria.

Resiste il D.S. con controricorso, contenente eccezione di decadenza dall’impugnazione, poi illustrato con memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.- Deve pregiudizialmente esaminarsi l’eccezione di decadenza dalla presente impugnazione, per non avere il ricorrente rispettato il termine di 60 giorni dalla comunicazione della sentenza d’appello L. n. 92 del 2012, ex art. 1, comma 62.

L’eccezione è fondata essendo documentalmente provato, anche attraverso la trasmissione della relativa documentazione da parte della Cancelleria del giudice a quo (richiesta da questa Corte con ordinanza del 12.12.07), che la sentenza impugnata venne comunicata telematicamente alla società il 19.6.2015 alle ore 10,03 ed è stata ricevuta dal destinatario lo stesso 19.6.2015 alle ore 10,06, come da attestazione telematica della Corte d’appello di Bologna.

Essendo stato il presente ricorso per cassazione notificato il 19.12.2015, e depositato l’8.1.2016, esso deve ritenersi inammissibile per intervenuta decadenza, L. n. 92 del 2012, ex art. 1, comma 62.

Il ricorso deve pertanto dichiararsi inammissibile.

Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al

pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 200,00 per esborsi, Euro 5.000,00 per compensi professionali, oltre spese generali nella misura del 15%, I.v.a. e C.p.a.. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo risultante dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 21 novembre 2018

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