Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30109 del 14/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30109 Anno 2017
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 21343-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (c.f 06363391001), in persona del
Direttore pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI n. 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE
DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope-legis;

– ricorrente contro
SPACE SRL, in persona del legale rappresentante pro-tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR, presso la
Cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa
dall’avvocato FABRILIO BUSIGNANI;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 14/12/2017

avverso la sentenza n. 3150/1/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di MILANO, depositata il 25/05/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata dell’08/11/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO
NIANZON.

Presidente e del Relatore.
Rilevato che:
Con sentenza in data 14 marzo 2016 la Commissione tributaria
regionale della Lombardia accoglieva l’appello proposto dalla Space srl
avverso la sentenza n. 502/5/14 della Commissione tributaria
provinciale di Varese che ne aveva respinto i ricorsi contro gli avvisi di
accertamento IRAP, IRES ed altro, IVA ed altro 2004/2008. La CTR
osservava in particolare che l’Ente impositore non aveva
adeguatamente assolto al proprio onere di provare l’inesistenza delle
operazioni fatturate dalla Cartesio GmbH alla società contribuente
verificata, basandosi esclusivamente sulle dichiarazioni rese da
Guastalla Giovanni in sede penale e comunque avendo la Space srl
documentalmente provato l’effettività delle operazioni commerciali de

qilibus.
,\ yverso

ia decisione ha

proposto

ricor s o per cassazione

Agenz ìa

delle entrate deducendo un motivo unico.
Resiste con controricorso la società contribuente.
Entrambe le parti hanno successivamente depositato una memoria.
Considerato che:
Con l’unico motivo dedotto —ex art. 360, primo comma, n. 3, cod.
proc. civ.- l’agenzia fiscale ricorrente denuncia la violazione/falsa
applicazione dell’art. 109, comma 5, TUIR, poiché la CTR ha ritenuto
non adeguata la prova dell’inesistenza delle fatture oggetto delle riprese
Ric. 2016 n. 21343 sez. MT – ud. 08-11-2017
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Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

fiscali avversate costituita dalle dichiarazioni del Guastalla ed ha invece
affermato l’adeguatezza delle contro prove offerte dalla Space srl.
La censura è inammissibile.
Va infatti ribadito che:
-«Con la proposizione del ricorso per Cassazione, il ricorrente non può

l’apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall’analisi degli
elementi di valutazione disponibili ed in sé coerente; l’apprezzamento
dei fatti e delle prove, infatti, è sottratto al sindacato di legittimità, dal
momento che nell’ambito di detto sindacato, non è conferito il potere
di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di
controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica,
l’esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di
individuare le fonti del proprio convincimento e, all’uopo, di valutare
le prove, controllarne attendibilità e concludenza e scegliere, tra le
risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in
discussione» (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 7921 del 2011);
-«In tema di ricorso per cassazione, il vizio di violazione di legge
consiste in un’erronea ricognizione da parte del provvedimento
impugnato della fattispecie astratta recata da una norma di legge
implicando necessariamente un problema interpretativo della stessa;
viceversa, l’allegazione di un’erronea ricognizione della fattispecie
concreta, mediante le risultanze di causa, inerisce alla tipica valutazione
del giudice di merito la cui censura é possibile, in sede di legittimità,
attraverso il vizio di motivazione» (ex mu/tis Sez. 5, n. 26110 del 2015).
Lo sviluppo della censura mira a provocare un sindacato
giurisdizionale che in base ai principi di diritto espressi in tali arresti
giurisprudenziali è chiaramente inibito a questa Corte.

Ric. 2016 n. 21343 sez. MT – ud. 08-11-2017
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rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme,

In concreto infatti si tratterebbe di valutare se il giudice tributario di
appello abbia correttamente considerata l’efficacia probatoria delle
dichiarazioni del Guastalla in rapporto alla documentazione della
società contribuente mirante ad asseverare che, contrariamente a
quanto contestatole sulla base di dette dichiarazioni, le operazioni

Il che appunto collide con i limiti del giudizio di legittimità demandato
alla Corte di cassazione, quali appunto consolidatamente configurati
nei citati arresti giurisprudenziali.
La memoria agenziale, piuttosto generica e stringata, non induce il
Collegio a considerazioni in contrasto con la proposta del relatore.
Ti ricorso va dunque dichiarato inammissibile.
Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come in
dispositivo.
Rilevato che risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione
a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica
difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica l’art. 13
comma 1- quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Sez. 6 – L, Ordinanza
n. 1778 del 29/01/2016, Rv. 638714 — 01).
PQM
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna l’agenzia fiscale
ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che
liquida in euro 10.000 oltre euro 200 per esborsi, 15°/0 per contributo
spese generali ed accessori di legge.
Così deciso in Roma, 8 novembre 017
Il Pr side
Ste fa o c irc

intercorse con la Cartesio GmbH siano effettivamente avvenute.

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